Page 30 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
P. 30
Carte autografe e altri documenti
Camerale dal 1822. Abbondantissima la sua produzione sia glittica (incideva quasi esclusivamente cammei) che medaglistica (oltre sessanta
medaglie pontifice). La tomba eretta dal figlio Pietro (lettera 54) in S. Maria del Popolo. Un suo ritratto di Francesco Podesti a Roma nella
Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Il Museo di Roma racconta la città 2002, p. 207, III B. 21). Per i rapporti tra alcune sue opere e quelle di
Pistrucci si veda Pirzio Biroli Stefanelli, I, 1989, pp. 66-67. La sua produzione glittica è documentata in parte nella coll. Cades (Roma, Istituto
Archeologico Germanico). Per Girometti: MeR, IV, 1808, p. 157; VI, 1816, p. 117; keller 1824, p. 57; keller 1830, p. 107; BranCadoro 1834, p.
63; viSConti 1836; hawkS le griCe 1841, pp. 163-177, 283; thieme - BeCker XIV, p. 189; 189-190; forrer II 1904, pp. 273-274; VII, 1923, p. 367;
dalton 1915, nn. 102, 194, 423-425, 500; eiChler - kriS 1927, nn. 78, 330, 621; righetti [1952], pp. 51-53, tavv. G, V 5-8; righetti 1955, pp. 47-
48, tav. XVII; Bulgari I, p. 552; DBI, 56, 2001; Pirzio Biroli Stefanelli 2002, pp. 208-221, III B 22-III B 65.
6 Giuseppe Cerbara (Roma 1770-1856), incisore in pietre dure e medaglista. Eletto Accademico di S. Luca nel 1812 con Giuseppe Girometti
(nota 4) e Nicola Morelli (lettera 1, nota 10) (miSSirini 1823, p. 465) fu incisore Camerale dal 1822 con Giuseppe Girometti. Fu membro
di numerose Accademie: Accademia Imperiale di Belle Arti (1815), Acccademia Reale di Belle Arti di Anversa (1825), Congregazione dei
Virtuosi del Pantheon (1831), Accademia Fiorentina di Belle Arti (1834). Ricchissima la sua produzione di medaglistica e glittica, documentata
quest’ultima dalle impronte conservate nella coll. Cades (Roma, Istituto Archeologico Germanico) e nell’Accademia di S. Luca. Uno studio
sistematico della produzione glittica sarebbe opportuno onde separare le sue opere da quelle del padre Giovan Battista e del fratello Nicola
con le quali sono spesso confuse. Per G. Cerbara: MeR, IV, 1808, p. 157; III, pp. 149-154; V, pp. 31-32; keller 1824, p. 56; BranCadoro 1834,
p. 62; hawkS le griCe 1841, p. 283; thieme - BeCker vi, p. 291; forrer I, p. 386; righetti [1952] pp. 46-47; Bulgari i, p. 275; BalBi de Caro
1974, pp. 23-32, figg. 25-38; DBI, XXIII, 1979, pp. 676-678 con bibliografia ed elenco delle opere). Un ritratto di Cerbara di G.B. Biscarra è
all’Accademia di S. Luca (inCiSa della roCChetta 1979, p. 70, n. 266; p. 209, tav. XLV).
7 Tommaso Cades (Roma 1772-1840), figlio dell’incisore in pietre dure Alessandro (Roma 1734-1809), incisore egli stesso. Commerciava inoltre
in mosaici, oggetti d’arte ed impronte di pietre incise che produceva nel suo negozio di via del Corso 456 (a partire dal 1823). Non era
Accademico di S. Luca (MeR, IV, 1808, p. 157; keller 1824, p. 56; BranCadoro 1834, p. 74; Manuale di notizie 1839, p. 119; Almanacco 1841,
p. 333; righetti [1952], pp. 48, 85; Bulgari i, p. 224; Mostra 1955; Daktyliotheken 2006, in particolare pp. 95-101; Pirzio Biroli Stefanelli 2007
con bibl.). Una raccolta delle sue collezioni di “impronte” è a Roma presso l’Istituto Archeologico Germanico.
8 Pistrucci era stato nominato Accademico di S. Luca il 29 settembre del 1819 (Archivio S. Luca, vol. 59, f. 70 v). Il risentimento nei confronti di
Giuseppe Girometti e Giuseppe Cerbara (lettera 1, nota 10) risale a parecchi anni prima quando questi furono nominati Accademici, mentre il
suo nome era stato escluso (Arti e Lettere II, 1856, p. 336: “A questo si univa una certa rabbietta che provava, perché Napoleone aveva fatto un
decreto che si ammettessero quattro incisori di cammei professori dell’Accademia di s. Luca; e siccome Canova che ne era Presidente nel tempo
che io ero a Firenze con la Baciocchi (Pirzio Biroli Stefanelli I, 1989, pp. 9, 72-79) aveva scelto quattro incisori e fattili professori e me ne aveva
lasciato fuori; appena arrivato in Roma ne feci qualche lagnanza col detto Canova, il quale mi rispose che non si ammettevano professori i
giovani della mia età, come se altro che i vecchi avessero ingegno; in modo che io mi inquietai moltissimo e ripetei fra me quel verso di Orazio
che dice grata patria nec ossa mea habetis”. Si veda anche Billing 1875, p. 170.
9 Il fratello Filippo e i suoi figli Valerio e Scipione (lettera 1, nota 15).
10 Luigi Fabri (Roma 1778-1835), incisore in rame (Billing 1875, p. 160: an excellent engraver in Rome) grande amico di Pistrucci in compagnia del
quale “and one C. Fabri a famous mosaic maker” (Billing 1875, p. 160) andava a caccia; Pistrucci nella sua Autobiografia (Billing 1875, pp. 160-163)
narra un episodio avventuroso vissuto dai tre amici al loro rientro a Roma da una caccia al cinghiale nella Campagna Romana. La famiglia Fabri è
nominata frequentemente nelle lettere successive sia dalla moglie che dai figli. Per Luigi Fabri: miSSirini 18, p. 353; keller 1824, p. 63; BranCadoro
1834, p. 69; thieme - BeCker XI, 191, p. 166; Bryan 1903-1904, III, p. 140; PetruCCi 1953, pp. 56-57. In raggi 1835, p. 47 sono elencate le opere di
Pinelli che si trovano presso “il sig. Luigi Fabri incisore in via Capo le Case 3”.
11 La figlia (lettera 1, nota 17) malgrado i precedenti dissapori ora sta evidentemente con il padre. Il dottore è forse Archibald Billing per il
quale vedi lettera 7, nota 2 e Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, p. 159, n. 142.
12 Forse qualcosa di analogo al Capriccio scolpito nel 1829, anche quello dovuto ad un momento di particolare cattivo umore (Pistrucci’s
Capriccio 2006).
13 Il figlio Camillo (Roma 1811-1854), arrivato a Londra con la madre nel 1818, era tornato a Roma nel 1828 con una lettera di presentazione
per Bertel Thorvaldsen (v. II. Lettere di Benedetto Pistrucci, 1b). Frequenta la Scuola del Nudo, ottiene il 2° premio nella scultura (1828),
il primo premio nella seconda classe della scuola accademica di scultura (1829), il primo premio nella Scuola del Nudo, classe di scultura
(1830) (figg. 15-17). Nel 1830 frequenta le scuole dell’Accademia, nel 1831 è registrato tra gli allievi di Thorvaldsen. Per quest’ultimo collabora
alla decorazione di Palazzo Torlonia a piazza Venezia con due statue (Giunone, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna; la seconda è
perduta) (lettera 34). Del 1834 è il busto di William Richard Hamilton (lettera 1, nota 6), del 1839 quello del padre (lettera 34). Del 1841 è la
commissione per il monumento funebre di Gioacchino Costa nella chiesa di S. Francesco a Ripa; del 1843 il busto di Mary Shelley, del 1845
il busto di Pio IX, del quale esistono alcune repliche, inviato a Bologna nel 1847 (milano 2007, p. 141, fig. 5); del 1850 il busto di Correggio
(Roma, Pincio); del 1851 la Madonna per il Monumento ai caduti francesi in Villa Doria Pamphilj. Membro dell’Arciconfranternita del Sacro
Cuore di Gesù, nel 1851 restaura i due Angeli dell’altare principale di S. Teodoro alle pendici del Palatino. Alla sua morte per colera (1854)
lascia nel suo studio (al n. 19 di via de’ Capuccini) opere incompiute per la Corte di Russia e per altri committenti (lettere 60-62) (Pirzio Biroli
Stefanelli 2000). Il 27 agosto del 1847 viene nominato da Pio IX Cavaliere dell’ordine di S. Gregorio Magno della classe civile.
24

