Page 29 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
se non avessi quella filosofia che deve avere un uomo che non è uno stupido. Lai Lai Lai non anderà sempre
così forse un giorno li potrò stringere al mio seno e vedrai meglio che Padre ai, ora mi conosci piu per quello
che ne senti dire perché sai che sono io che mando i denari per vivere, per altro se mi vedessi son certo che mi
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ameresti anche di più. Saranno arrivati in Roma il Sig.r Massoni e Morelli á quali se è vero quello che mi dissero
vennero espressamente in Londra per vendere un bassorilievo intagliato in avorio e lo dicevano di Michelangelo,
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alla qual cosa io senza vederlo li feci una risata. Questi Signori si cavarono dalla tasca degl’attestati di Girometti ,
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Cerbara , Cades i quali assicuravano che era un lavoro di Michelangelo, si sottoscrivono Accademici di s. Luca
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povera Accademia che permetti che i tuoi membri si prostituiscano in tal modo e ti infaminino. Se fossi io in Roma
o quante ne vorrei dire ma possibile che sia per arrivagine [?] e se questo fosse e perché non scacciarli subito dal
corpo accademico se è per venalità e perché non punirli così tutto il disonore cade anche sugl’altri e l’accademia
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si discredita e fa ridere ormai il dire sono accademico di s. Luca! Domandavano due mila cinquecente lire sterline
ma si contentavano di duemila dandone cinquecento a chi glelo faceva vendere si erano diretti a me, valà che stai
fresco io le dissi che il lavoro era bello che proveniva da un disegno fine forse dal modello che [...] di cera quale
si dice di Michelagnolo che non credo ma bensì il disegno certamente l’avorio o è lavoro di qualche fiamingo
molto diligente oppure di qualche italiano buon intagliatore d’avorio ma mai di Michelagnolo. Tua Madre se legge
questa lettera ne sarà offesa ma io non posso fare a meno quando scrivo da rimproverarla se si vede in fondo
ogni mio rimprovero e prova della più grande affezione sdegnata.
Povera Vittoria sputa il sangue quattro o cinque volte il giorno il Dottore mi dice che non v’è pericolo ma io non
trovo pace, sta qui accanto a me e saluta tutti io perdo i sentimenti non so cosa farò avrai sentito Pippo e tutte le
storie che scrissi non lo vedo altro che quando a bisogno d’ajiuto si lui che li figli così va il mondo.
Addio Federico mio. Saluta tanto tua Madre dalle mille bagi da mia parte e bagia li fratelli le sorelle e li nepoti
genero e tutti
tuo Aff.mo Padre
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Non perdere la testa con la poesia, pensa che tutti i poeti sono in qualche parte matti, mio fratello ne è uno, è impazzito
per la politica, li figli anno la stessa malattia e che matti non fur visti per carità.
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Salutami Luigi Fabri e dille che è il solo galantuomo amico mio che ancora vive in Roma un giorno faremo
una cacciata di beccaccie colli fucili inglesi e francesi che ho. Addio.
Si è sparsa la voce che il Signor Massoni e Morelli vennero qui colla scusa dell’avorio ma che il vero motivo era
che cercavano un prestito di denaro per il Tesoro Pubblico di Roma.
La mia salute non va bene se dovessi dire il mio male non lo so neppure io ho una smania che sembra mi manchi
qualche cosa, continuamente mi fo de sogni orribili mi sento anojato anche del lavoro che questo è il più grave
male perché col lavoro ho rimediato sempre i miei guai. Non so che cosa sia ma ne vedremo la fine, il Dottore
voleva che andassi a mutare aria per qualche giorno ma come lasciare Vittoria e poi ma come andiamo avanti.
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Domani comincerò un modello di qualche capriccio così forse mi verrà il bonomore . Di a Cammillo che mi
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risponda subito e tu fa lo stesso potete tutti scrivere insieme alla vostra Madre se non state in villeggiatura così io
non spenderò tanti denari e avrò lo stesso piacere.
Dite a Nina e al marito che mi scrivano se io non vedo un altra lettera di loro non le scriverò se stanno sulli
complimenti con me si sbagliano il marito non mi conosce e perciò lo scuso ma Nina ne sa quanto io sono
occupato, sa che quando mi viene in mente di scriverle prima che io trovi la sua direzione ci vorrebbe un anno.
Io tengo tutte le carte che sono tante che empiono una camera non ve ne è una però in regola fo questo perché
nel caso che avessi necessità di qualche carta potrei pagare qualcuno che impiegasse qualche settimana e sicuro
sarei che li sta
addio scrivimi tu se gli altri non vogliono.
1 Federico era nato a Roma nel 1814 poco dopo la partenza del padre.
2 Pistrucci lasciò Roma nel 1814 (Billing 1875, p. 171 ss.).
3 La figlia Elena dopo il rientro in Italia nel 1859, sposerà Pietro Poggioli, forse il figlio del personaggio citato.
4 Probabilmente l’incisore Nicola Morelli (lettera 1, nota 10) o uno dei suoi figli.
5 Giuseppe Girometti (Roma 1780-1851), incisore in pietre dure e medaglista, Accademico di S. Luca nel 1812 (miSSirini 18, p. 467), Incisore
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