Page 24 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti



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                colpevole di negligenza e insensibile all’amero che passa tra i parenti prossimi. Come dissi il busto  è finito
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                ma che domani bisogna che incominci un cameo per il Duca piu ricco dell’ Inghilterra  bisogna che mi aplichi
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                subbito al busto del Duca grande al naturale che è per il re  bisogna che termini un altro busto per la moglie di
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                un gran Banchiere  bisogna che ne termini un altro di marmo per la Ms. Morrison  che è un anno e mezzo che
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                lo aspetta, bisogna che termini una medaglia  che ho promessa con scrittura per mano ad Avvocato che sono
                già due anni che è spirato il tempo del contratto e con tutte queste cose nella testa come possibile a un omo...
                Mi sembra di ritornare nel mondo dopo che o finito il busto, respiro, ma con difficoltà però perché ho uno di
                quei raffreddori da crepare e questo l’ho preso dopo essere stato tanti mesi e anni in casa senza sortire la prima
                volta che ho m’ha anche che io mi aspettava e che gli amici mi dicevano.
                Viva la gloria la salute vada come vole non siamo eterni al mondo.
                È verissimo che qui in Londra si è [...] un Università . Tra due o tre giorni spero che il gran busto colossale de
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                Duca di Wellington anderà al suo destino, sto facendo costruire delle macchinette a moverlo e alzarlo senza
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                pericolo e senza molta fatica tutti mi portano alle stelle e restano sorpresi vedremo come anderà il resto . Voglio
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                notizie di Elena  e di Elisa  e di tutti voglio sapere se le tre femminucce sono bone e se sono belle. Voglio che
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                mi scrivano e tu devi dirglielo. 31
                1  Il figlio Federico (1814-1876), nato a Roma quando il padre aveva già lasciato l’Italia diretto prima a Parigi e poi a Londra. Pistrucci non lo
                ha quindi visto nascere, lo ha conosciuto per la prima volta a quattro anni e visto per l’ultima a nove quando la madre Barbara era rientrata a
                Roma nel 1823 con gli altri fratelli. Federico ha intrapreso a Roma gli studi di ingegneria (lettera 2 del 1834). Rivedrà il padre a Roma nel 1839
                e nel 1840 tornerà a Londra con la madre e con la sorella Maria Elisa (lettera 25 e ss.). A Londra, tramite William Richard Hamilton, trova lavoro
                come disegnatore presso l’architetto Charles Robert Cockerell con l’incarico di preparare le tavole per le sue lezioni accademiche (lettera 27
                e ss.). Durante la permanenza in Inghilterra nasce un profondo dissidio con il padre tanto da indurlo ad abbandonare con il fratello Raffaele
                l’abitazione paterna. Dotato di un carattere forte e risoluto, capace di affrontare le difficoltà con coraggio e determinazione, non si lasciò mai
                abbattere, cercando di risolvere i problemi economici con diverse soluzioni, sorreggendo ed aiutando la madre e il fratello Raffaele (v. nota 15)
                dal carattere più debole e insicuro. Rientrato a Roma nel 1842, sposato con Adelaide Scarsella dalla quale ebbe due figlie e un figlio, Camillo
                (1856-1927), poi noto architetto (thieme - BeCker XXVII, 1911, pp. 113-114; PlaCido 1991 con bibl.), proseguì nella professione di architetto
                ingegnere. Nel 1863 stipula un contratto con l’Amministrazione Lancellotti per sopraintendere a tutti i lavori edili necessari nel tempo per
                la manutenzione del patrimonio Lancellotti con un onorario annuo di trenta scudi. Si vedano i due opuscoletti L’estetica dell’architettura in
                Italia. Riflessioni dell’ingenere F.M. Pistrucci (s.d.) e i Cenni di un progetto per salvare dalle innondazioni la città di Roma dell’Ingegnere
                F.M. Pistrucci, Roma 1871. Alla sua morte nel 1876 la Deputazione Provinciale di Roma assegna alla vedova tre mesi dello stipendio “per la
                capacità e l’onestà in tanti anni di onorati servigi resi alla Provincia” (da documenti consultati nel 1988 presso la signora Giorgia Villavecchia
                Pistrucci). Il matrimonio con Adelaide Scarsella, figlia di Clemente, che Pistrucci riteneva essere “il seduttore” della moglie, scatenò le ire
                dell’incisore (lettera di Pistrucci a William Richard Hamilton, II. Lettere di Benedetto Pistrucci, 7).
                2  Nello Stato delle Anime (parrocchia di S. Bernardo alle Terme) dell’anno 1833, il n. 5 di piazza Barberini non è registrato non essendo
                evidentemente adibito ad abitazione. La famiglia infatti (v. lettere successive) non abita a Roma e aveva qui il solo recapito.
                3  La Royal Mint, presso la quale Pistrucci aveva lo studio e l’abitazione, aveva sede a Tower Hill al centro di Londra nel nuovo edificio costruito
                da Robert Smirke, terminato nel 1809 (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, II, tav. B).
                4  Vivissimo è sempre stato per Pistrucci l’interesse per la meccanica, come si può vedere dal seguito della lettera e da quella successiva n. 2;
                già da bambino “instead of applying myself to it (lo studio del latino ndr.) I amusee myself by making little toys of wood, such as cars, cannon
                &; in short I was never without tools in my hand, some of which I Have made by myself....in this way I began to show some genius for mechanics;
                and I well remember to have been much more praised fior thislittle works than for latin compositions” (Billing 1875, p. 138). Più tardi dopo aver
                cominciato ad esercitare l’incisione in pietra dura “it came into my head to get a machine made for cutting pietra dura after a model of mine
                in wood” (Billing 1875, p. 144). Fu sempre molto orgoglioso di questa sua abilità nella meccanica che gli consentì, fra l’altro, di migliorare i
                macchinari della Royal Mint e di costruire un marchingegno per poter sollevare e trasportare senza pericolo il busto colossale in marmo del
                Duca di Wellington (v. nota 28).
                5  Federico lasciò il padre nel 1823 a nove anni (v. nota 1).
                6  William Richard Hamilton (1777-1859), diplomatico, antiquario, collezionista, fu segretario di lord Elgin quando era ambasciatore a
                Costantinopoli. Nel 1801, in missione diplomatica in Egitto, ottenne dai francesi la stele di Rosetta, imbarcata in contrasto con gli accordi del
                trattato a seguito della battaglia di Alessandria. Si occupò degli acquisti delle sculture per la collezione di antichità di lord Elgin e nel 1802
                sopraintese alla rimozione e all’imballaggio dei marmi del Partenone e si occupò anche del recupero del carico affondato a Cerigo. Fu a Roma
                nel 1799 e nel 1805. Fu undersecretary of State for Foreign Affairs dal 1809 al 1822; dopo la battaglia di Waterloo (1815) fu a Parigi dove ebbe
                un ruolo determinante nei negoziati tra lord Castlereagh e Canova per la restituzione delle opere d’arte portate via dall’Italia da Napoleone (le
                lettere tra Canova e Hamilton del 1816 sono in honour - mariuz 2002, nn. 140, 143, 162, 181, 204, 218, 251, 303, 376, 387, 423, 443). Per il ruolo
                svolto, Canova gli fece dono di una sua testa ideale (Canova Ideal Heads 1997 con bibl.); dal 1822 al 1825 Ministro alla corte di Napoli; nel







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