Page 22 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 1 (fig. 3)
                Mostra 1955, p. 33, vetrina G - n. 1

                Al Signor Federico Pistrucci 1
                per recapito n. 5 Piazza Barberini 2
                Roma
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                Caro figlio,
                mi ha confortato moltissimo la tua lettera e quello che mi fa piacere si è che sento che ti senti disposto a fare
                l’ingegniere che Dio ti benedica e dia talento a poter superare ogni difficoltà e divenire superiore a quelli che
                già si sono formati il nome se sei perseverando e se hai quell’oggetto è un’arte in oggi da trovar pane per tutto
                massime nelle invenzioni di macchine servibili a produrre oggetti di manifattura con facilità ed economia .
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                Mi sembravi uno stupido quando lasciasti Londra  ma dalla composizione di tua lettera rilevo che mi ingannai e
                che era soltanto l’età che non permetteva al tuo cervello di concepire di più.
                Studia quanto poi per fino che io son vivo spero che ti possa assistere e tanto io che i miei amici ti possano essere
                utili se avrai da far la tua carriera in questa Città. Mr. Hamilton  (figg. 5, 36) mi ha promesso di raccomandarti ai
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                signori suoi amici che verranno in Roma acciò non dimentichi affatto la lingua inglese la quale mi raccomando
                caldamente  che  tu  eserciti  essendo  una  delle  prime  raccomandazioni  in  questo  paese,  onde  se  mai venisse
                qualche signore a far ricerche di te da parte del medesimo Mr. Hamilton devi essere pulito per quanto poi a
                prestarti per assisterli nel vedere i belli monumenti che abbiamo in Roma e frequentate le di loro persone per
                quanto le farà piacere questi stessi potranno esserti utili in questo paese una volta che ti hanno conosciuto di
                prima e così con meno difficoltà ti aprirai una strada che ti meni alla gloria ed alla fortuna.
                Continua dunque le matematiche, studia la geometria, studia l’astronomia e un poco l’arte di navigare perché
                in questo paese tutto aiuta a farsi conoscere per un uomo virtuoso, amerei ancora che studiassi la prospettiva
                perché tutto assiste. Non dimenticare la lingua greca, aplicati anche a quella per quante poi perché qui si valuta
                molto e un poco quasi tutti la sanno ma la perfezione a quella che ti potrà rendere superiore e così potrai essere
                ammesso alle Società Scientifiche che aprono la via a gran cose.
                Ma torniamo indietro: per far l’ingegniere conviene saper costruire anche un ponte di qualunque genere sia di
                ferro sia di pietra, abisogna dunque saper disegnare di architettura e questo Costa  te lo potrà imparare.
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                I bravi architetti sono anche ingegnieri colla diferenza che forse non si aplicano alle machine meccaniche e così
                ne fanno due diverse arti cioé ingegniere architetto e ingegniere meccanico come sarebbe nel combinare [...] rote
                perché posi nel costruire filatoi nel costruire dei torni che producano delle cose da per se stessi ed altre.
                Dunque rifletti a tutte queste cose e con un poce più di tempo ne diverrai maestro perché quando se ne seno
                imparate due o tre di queste scienze teoricamente le altre che hanno una aprossimità a quelle si imparano presto.
                Salutami tanto il tuo Maestro di Matematiche e dille che lo ringrazio delle premure che si prende per te e se
                posso servirlo in qualche cosa in Londra mi commandi che mi darò ogni cura per servirlo. Io non ho studiato ne
                matematiche ne prespettiva ne architettura ne lingua greca ne filosofia ne rettorica ne Umanità lasciai le scole che
                spiegavo un poco Cicerone e questo fu tutto non mi sentivo inclinato a talii studi ma la cosa principale fu che a
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                mio Padre  tutto ad un tratto le mancarono i mezzi da mantenermi ed io (abenche ragazzo) che vedeva questo
                mi applicai al piu vivo desiderio di riuscire eccellente all’arte dei camei che poteva darmi mezzi di sussistenza
                un modo per soccorrere gli altri nel caso ve ne fosse stato bisogno, quello che ho fatto adunque è stato tutto
                sforzo di cervello non ho avuto maestri perché Mango  fu il mio maestro di disegno per pochi mesi uomo che
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                non sapeva disegnare un ochio come lo disegnai io alla prima, il secondo Maestro fu Morelli  ancor lui pochino
                nell’arte che esercitava e stetti da lui solo che nove mesi, da quel tempo feci tutto da me indi mi aplicai all’arte






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