Page 26 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
16 Barbara aveva lasciato Londra con i figli nel 1823, il solo Camillo era rimasto col padre fino al 1828 (lettera 2, nota 13).
17 Vittoria, la figlia primogenita, nata a Roma nel 1803, è nominata solo poche volte nelle lettere; sembra sia stata spesso in contrasto con il
padre. In alcune lettere si accenna ad un suo matrimonio (a Londra?) con un tale di cui era stata l’amante (lettera 45) e dal quale aveva avuto
un figlio (lettera 30, nota 6).
18 Filippo Pistrucci (Roma 1782 - Londra 1859), fratello maggiore di Benedetto: pittore, disegnatore (primo premio al Concorso della Scuola
del Nudo per il 1802; allievo di Stefano Tofanelli), incisore in rame, poeta improvvisatore e patriota. Ebbe una vita molto movimentata anche a
causa della sua attività politica che lo costrinse a riparare prima a Milano e poi a Londra nel 1822, dove conobbe Mazzini e Foscolo entrando a
far parte della cominità degli esuli politici italiani. Parte della sua vita è raccontata in una autobiografia “Libro senza titolo” publicato a Brighton
nel 1854. Tra le sue opere: Canti improvvisi di Filippo Pistrucci dedicati al Balì F.S. Redi, Siena 1814; Versi estemporanei, 1814; Alfieri che si
incontra con Voltaire negli Elisi, Roma 1815. Della sua attività come disegnatore e incisore si ricordano: molte tavole per I Principali Fatti
della Storia Romana da Romolo fino a Augusto, Milano 1815; Iconologia ovvero Immagini di tutte le cose prinuipali a cui l’umano talento ha
finto un corpo con la traduzione francese di S. Mareau; Vite e Ritratti di Uomini Celebri di tutti i tempi e nazioni, Milano 1820-1822; L’Orlando
Furioso dell’Ariosto, I-VI, Milano 1821-1825 (con circa 500 tavole). A Londra viveva dando lezioni di italiano e vendendo disegni acquarellati,
(lettera 29). Fu tra i fondatori della scuola italiana e attivo promotore della vita musicale. Filippo era partito con il fratello per Parigi nel 1814
(Billing 1875, p. 141 ss.) ma poi lo aveva lasciato per rientrare in Italia. Pistrucci non approvava molto il tipo di vita del fratello che giudicava
un pò matto (lettera 2) e dal testo delle lettere non risulta che i contatti fossero frequenti. Filippo protesse ed aiutò Federico e Raffaele quando
questi lasciarono 1’abitazione del padre nella Royal Mint (nota 1 e lettera 28 e ss.). Per Filippo Pistrucci e i figli Scipione, patriota mazziniano,
e Valerio: SPadoni 1932; CeCChelli 1932, pp. 477-486. Inoltre: Billing 1875, pp. 135, 139, 171-173; verdeCChia 2010, pp. 72, 76, 83, 94, 143, 170-
171, 182, 229, 236, 238-239, 275; Bonfatti 2015.
19 Valerio (Milano 1816 - Londra 1883) figlio secondogenito del fratello Filippo (nota 18), viveva a Londra con il padre.
20 La figlia Caterina (1806-1873) (Nina nelle lettere) aveva sposato a Roma Filippo Costa dal quale aveva avuto due figlie, Adele e Emilia, le
“briccone” menzionate più volte in queste lettere (v. anche nota 7).
21 Pistrucci aveva impiegato sedici mesi per l’esecuzione del busto colossale in marmo del Duca di Wellington che aveva posato per l’artista
nel Waterloo day (18 giugno) del 1832 e che durante il tragitto in carrozza verso lo studio di Pistrucci era stato contestato dalla folla (Billing
1875, p. 108; avery 1975, p. 38). Il busto, acquistato dal Duca nel 1835 per 100 ghinee, è attualmente a Londra nella Apsley House (wellington
1901, p. 448, n. 7; Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 37, n. 4; 133 ss., tav. 30; Wellington portrayed 2014, pp. 72-75, 201, fig. 68). Del busto
furono fatte più versioni a grandezza naturale tra le quali una per il re Giorgio IV menzionata in questa stessa lettera (nota 23).
22 Forse sempre Wellington diventato ricchissimo dopo Waterloo.
23 Per le copie del busto v. Wellington portrayed 2014, p. 201.
24 Non si comprende a quale busto si riferisca.
25 Jane Simpson, la moglie di sir James William Morrison (fig. 10), Deputy Master of the Royal Mint dal 1801 al 1850 (forrer IV, 1909, p. 158;
Craig 1953, pp. 258-259). I Morrison avevano l’abitazione nella Royal Mint al n. 7 vicino a quella di Pistrucci che abitava al n. 4; sono entrambi
nominati numerose volte nelle lettere (“la Signora”, “quella Signora”) in particolare in quelle di Federico e Raffaele che i Morrison protessero
ed aiutarono quando, a causa della rottura con il padre, lasciarono la casa paterna (nota 1 e lettere 31 e ss.). Si recavano spesso a Dover.
Il busto cui si accenna nella lettera doveva essere del marito (Pollard 1984, p. 46, n. 16 d). Per un possibile ritratto della signora Morrison
modellato da Pistrucci v. Pirzio Biroli Stefanelli 1989, II, n. 230.
26 Potrebbe trattarsi della medaglia per la Royal Humane Society (1825-1837) (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 124-125, nn. 82-85) o più
probabilmente quella per il dott. Anthony Fothergill (JoneS 1984; Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, p. 126, nn. 86-93).
27 La fondazione dell’Università di Londra è di questi anni; nel 1828 fu aperto un primo college col nome di University of London. Completamente
aconfessionale raccoglieva i non conformisti ed i liberi pensatori esclusi da Oxford e Cambridge; era imperniata sugli studi moderni inclusi
quelli scientifici (woodward 1954, pp. 472-473).
28 Questo macchinario era nello studio di Pistrucci al momento della vendita organizzata dalle figlie dopo la sua morte nel novembre del
1855 (Catalogue 1855, p. 6, n. 39: “A sculptor’s large iron-bound marble bench, with a three-screw power to raise six tons, designed by and
manufactured under the superintendence of the late Signor Pistrucci”).
29 La figlia Elena (Londra 1822 - Roma 1886) la prediletta del padre che, insieme con il fratello Raffaele, lo accompagnò nel viaggio di ritorno
a Londra nel gennaio del 1840 (lettera 3 e ss.) dopo il breve soggiorno di Pistrucci a Roma durante il quale aveva eseguito un ritratto della
figlia (v. Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, p. 177, n. 213, tav. 39 d). Di carattere vivace e deciso, fu sempre lei a guidare i rapporti suoi e della
sorella, con la quale rimase in Inghilterra fino a qualche anno dopo la morte del padre nel 1855, con la madre ed i fratelli. Rientrata a Roma
con Maria Elisa nel 1859 (CiamPi 1865, p. 332), sposata con Pietro Poggioli, abitava in via delle Quattro Fontane 16. Pistrucci insegnò alle
due figlie ad incidere in pietra dura già nel 1841 (lettera 31), attività che entrambe esercitarono prima in Inghilterra (lettere 60-61) e poi, al
loro rientro, a Roma acquistando anche una certa notorietà. Nel 1846 Elena vinse il 1° premio di 60 sterline all’Art Union di Londra con un
cammeo intitolato Diligence (Mostra 1955, p. 85, vetrina D - n. 2); nel 1847 espose alla British Institution una “testa di Giove” dall’antico e una
“Baccante”; nel 1848 una “Testa di Psiche” e una “Ninfa” (graveS 1901, p. 220). Con la sorella Maria Elisa espone nel 1861 “cammei in pietra
dura” all’Esposizione Italiana di Firenze (Atti Officiali 1860, p. 107, n. 2073); tre cammei furono inviati dal Governo Pontificio all’Esposizione
Universale di Parigi del 1867 (Elenco generale ragionato 1867, p. 91, n. 71; kriS 1932, p. 43, tav. XXVI, n. 110; Bulgari II, p. 289; Pirzio
Biroli Stefanelli 1989, I, p. 177, nn. 213-215; draPer 2008, p. 46, n. 101: Metropolitan Museum of Art, coll. Milton Weil, Minerva, firmata e.
PiStruCCi).
30 La figlia Maria Elisa (Roma 1824-1881), “Elisetta” nelle lettere; giunta a Londra con la madre e il fratello Federico alla fine del 1840 (lettera
12 e ss.) rimase, con la sorella Elena, accanto al padre fino alla morte di questi nel 1855. Di carattere dolce e docile di indole, seguì sempre
la sorella durante i contrasti con i fratelli, pur amandoli sempre teneramente. Con la sorella rientrò a Roma nel 1859; sposata Marsuzi abitava
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