Page 31 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
I sei anni che intercorrono tra il 1834, data della precedente lettera, e il 1840, data della successiva, sono stati
per Pistrucci, malgrado i molti successi, particolarmente tormentati per le continue polemiche scoppiate tra i
sostenitori dell’incisore inglese William Wyon e i suoi detrattori da una parte, e i suoi amici e sostenitori, primo
tra tutti William Richard Hamilton I dall’altra (v. A collection of letters 1837; JoneS 1981, p. 121). Ha scolpito il suo
Autoritratto, 1835, ha eseguito la medaglia ufficiale per l’Incoronazione della Regina Vittoria (1837), il sigillo del
Ducato di Lancaster (1838), una seconda medaglia per la Regina Vittoria (1837) (fig. 37). Si trova forse in difficoltà
economiche, lo stipendio di Chief Medallist non basta, scarseggiano le commissioni private; nel 1838, come si ap-
prende dalle lettere che seguono, ha avuto un figlio, Benvenuto Benedetto, da Anna Crowley (Anna nelle lettere)
(marSh 1996, p. 58, nota 15). Partecipa al concorso per il monumento a Horatio Nelson (1839), ma il suo progetto
non ha successo e viene molto criticato; espone alla Royal Academy of Arts un altorilievo in gesso rappresentante
Teti che consola Achille (1839). Nell’ottobre del 1839 si reca a Roma forse con la speranza di trovare un impiego
presso la Zecca Pontificia e rivedere la famiglia. La notizia, riportata in martinori 1922, p. 85, nota 3 e ripresa da
altri autori, che gli fosse stato rivolto dal Governo Pontificio l’invito ad assumere l’incarico di Capo Incisore da lui
rifiutato per lo stipendio troppo basso, è al momento priva di un riscontro documentario: se realmente ci furono
delle proposte, forse furono solamente orali. Le lettere successive non forniscono alcun chiarimento in merito.
A Roma, dove si trattiene fino ai primi di gennaio del 1840, viene ritratto da Andrea Vici mentre scolpisce il busto
della figlia Elena (fig. 6), dona all’Accademia di San Luca una medaglia in rame della Regina Vittoria, prepara i
modelli per una medaglia per il matrimonio della Sovrana con il principe Alberto che si sarebbe dovuto celebrare
i primi mesi dell’anno successivo e per la quale spera di ottenere l’incarico ufficiale (Pirzio Biroli Stefanelli 1989,
I, pp. 151-154, nn. 133-134; nuove aCquiSizioni, Roma, Museo della Zecca, n. 12) (fig. 7).
All’inizio di gennaio lascia Roma per ritornare a Londra accompagnato dai figli Raffaele di 22 anni e Elena di 18.
Il viaggio è narrato nelle lettere 3-6 che, come le successive, sono tutte indirizzate “Alla Sig.ra Barbara Pistrucci,
via Felice, n. 22, Roma” e contengono scritti sia di Pistrucci che di entrambi i figli.
Fig. 6 - Roma, Accademia Nazionale di San Luca.
A. Busiri, Benedetto Pistrucci con il ritratto della figlia Elena, 1839, olio su tela.
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