Page 35 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
quando avrà fatto una lunga dormita si sentirà meglio. Quello che l’affligge è che più si viè avanti e più si sente
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che il matrimonio è nel mese entrante, poi dice che sarà per la meglio, perché ancor che fosse stato in Londra
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ammalato avrebbe dovuto rinunziare di fare la medaglia ; così è il naturale suo che si dispera sul momento,
ma che poi si fa di una raggione: tanto meglio per noi. Fatemi il piacere quando scrivete a Nina e a Pippo di
salutarmeli tanto, mandargli tanti baci da mia parte si a lei che alle creature, in specie a Emilia, lo stesso fate con
i zii e con le zie con i coggini e con le coggine, che ricercano se so vivo o morto e facendo altrettanto io con voi
chiedendovi al lei la S.B. mi dico
Vostro Aff.mo Figlio e Fratello
Raffaelle
Tu Federico studia la lingua francese quanto più puoi, altrimenti ti troverai imbrogliato assai. Non dubbitare che ti
mantengo la promessa di segniarmi tutto quello che è necessario che tu sappi, per imbrogliarti di meno. Salutami
tutti in specie Giorgi Ninotto Dasti
Addio. Salutami tanto la Balia e ditegli che non si spazientisca con povero Tippatino
Car.ma Madre e Tutti,
Non potete immagginare quanto mi fa dispiacere non avere nuove di voi che sono quindici giorni ma spero
quando arriviamo a Londra di trovare qualche lettera. Spero che tutti stavate bene come è di noi, meno che Papà
il quale è molto raffreddato ed à una tosse fortissima. Quando scrivete a Nina mandategli mille baci da mia parte.
Salutatemi tutti i parenti e specialmente Agostina e la cara Balia. Mando mille abbracci a tutti specialmente a voi
Mamma mia che non posso fare a meno di dirvi che mi siete sempre in mente ma spero che presto ci rivedremo.
Vi chiedo la S.B. e salutandovi a tutti mi dico
Vostra Aff.ma Figlia e Sorella
Elena
Barbara mia carissima e figli miei adoratissimi
Li figli hanno soplito per me per non farmi affaticare di più di quello che sono a scrivere molto. Pensare che
siamo in tre, due statue che non parlano ed un uomo che non sta bene, e carico di penseri fino alla punta
de capelli incominciando da piedi. È sicuro che il Matrimonio avrà luogo il mese entrante, dunque chi farà la
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medaglia Dio lo sa . Venga quello che sa venire io non ne ho avuto la colpa, non morirò neppure, e fino che
saremo vivi vivremo in pace spero e ci riuniremo quando Dio vorrà. Io farò di tutto e se non mi riesce presto
non ne avrò la colpa io ve lo giuro col mio sangue Barbara mia amami e fatti una raggione a tutte le vicende
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che la fatalissima nostra separazione a caggionate . Giacché Iddio ci ha tenuti al Mondo e che abbiamo ancor
tempo a fare gran cose pe nostri figli, almeno stiamo in concerto e in pace e non facciam si che i figli ne sofrano
di più. Siamo ritornati amici e più che amici, ci siamo riuniti e per sempre e se non è ancora col fatto, lo è
però in me col core. Io non sono duplico quello che ho nel core ho nella bocca non ti sgomentare di niente fa
quello che io ti dico di fare in tutto e per tutto e non aver paura di me. Se poi sarà al contrario (che non credo)
chi ne sofrirà di più saranno quei cari figli che colpa veruna non hanno. Dunque allegria per quanto si può
datti coraggio come me lo do io, sempre con un fine di dovere in mente, il bene de figli che con tanto amore
abbiamo noi messi al mondo.
Adesso a te Cammillo mio! Ti raccomando tua Madre come me stesso e come te stesso non le dare alcun
disgusto pensa che le donne sono più o meno soggette a non stare tutti i giorni di bon umore, così condiscendi
tua Madre che ti ama di cuore e [...] che [...] un figlio come credo senza dirtelo che tu [...] ancora di cuore saprai
le notizie da Londra per quello che io procurerò per te. Purche tu agischi meco con quella massima sincertà che
un figlio deve avere col padre, e pensa che non ve ne è che uno e morto lui si rammentano altro che le opere
bone verso i figli.
A te Federico poco ti scrivo che leggerai quello che ho scritto a Cammillo questo va ancor per te a proposito,
sono tormentato dalla tosse che mi affoga e non ho più voce, a te Elisetta ti do mille bagi per ora e ti giuro che tu
mi stai al core quanto sono gli altri. Se non mi stai vicina mi stai però nel core. Cammillo mio, Federico mio, Elisa
mia vi mando un miglione di miglioni di bagi, a te Barbara ti mando tanti bagi per quanto ne danno tutti i mariti
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