Page 166 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 62
Al Sig.r Federico Pistrucci
Piazza Agonale n. 71
Roma
London January 9th 1855
Flora Lodge
Englefield Green, Surrey
Carissimo Fratello,
Abbiamo ricevuto la tua lunga lettera del 29 Dicembre e ti ringrazio per l’incomodo a avere avuto, non sentendoti
ancora benissimo, di scrivere tanto. Io non poteva immaginarmi che gli affari di povero Camillo nostro fossero
così confusi, o per meglio dire quei che riguardano la dote di Giuditta e mai mi sarei sognata che quella avesse
cambiato carattere nel modo che ha fatto. Tutta la tua descrizione mi ha occupata per qualche ora a leggerla e
rileggerla onde mettermela bene in testa e mi è stata di gran piacere la parte che riguarda a quel caro Fratello. Si,
Federico mio, ti dico la verità, non parlerei d’altro che di lui e cerco tutte le vie per figurarmelo sempre vicino;
dunque seguita pure a scriverne perché mentre a te fa di sfogo, a me serve di una certa consolazione che non
posso esprimere, se non che dicendo che, il solo suo nome mi consola. Su quanto alla parte degli interessi bi-
sogna che ti dica e domandi ancora diverse cose le quali non posso capire, forse a motivo della mia ignoranza e
spero che non vorrai perdere la pazienza con me per domandartene la spiegazione.
Per esempio non posso capire se questa imbrogliata dote se la debba riprendere la vedova o se va a beneficio
comune degli eredi; così pure non capisco perché metti tra le passività 800 scudi da restituirsi alla Corte di Rus-
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sia, se invece facendo finire la statua ci dici che porterà un guadambio netto di più di 500 scudi e non dovendo
restituire quella somma perché non è tale cosa il passivo diviene £ 674.645 invece di 1474.675.
La testa mi duole per pensare a tutte queste cose che per me non sono chiare abbastanza e quello che è peggio
non potrò mai capirle se tu non mi spieghi. Io parlo così perché Papà ha ceduto a noi due ogni cosa che potesse
pervenire a lui della [...] o denari di quel povero Camillo nostro, dicendo che gli da troppa pena il pensarci, e se
mai per far in regola bisognasse che egli lo mettesse per iscritto, dice che sarebbe pronto a farlo. Questo ti basta
per farti capire come è che noi ce ne intrighiamo; e siccome tu sei il maggiore dei due fratelli domando a te più
che a Raffaelle, che mi schiarisci questi punti tanto più che so bene che puoi farlo meglio di chiunque. Quello che
io e Elisa abbiamo da dirti è che non consetiremo mai che li gessi originali siano dati a chi ne possiede i marmi.
È una e attivissima regola e se tu non hai luogo per tenerli meglio spezzarli, come tu suggerisci di fare di quelli
che non puoi tenere, ed è una delle meglio pensate che potevi fare.
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Quelli antichi si possono vendere e anche li ferri se ne potrebbe disporre senza regalarli, non sembrandomi
che alcuno di noi sia al caso da far regali. Una cosa noi domandiamo e speriamo che tu te ne vorrai incaricare.
Noi ci ricordiamo che povero Camillo aveva fra i suoi libri, certi che trattavano delle arti, e forse dopo partite
noi ne avrà acquistati di più di quel genere. Questi vorressimo che fossero conservati per noi due a prezzo della
perizia insieme con le stampe che tu nomini, perché oltre che ci sarebbero di una cara memoria potrebbero es-
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serci utili per imparare quanto ci sia possibile l’arte nostra, che forse un giorno avrà da procacciarci l’esistenza .
Tu prendi cura che non siano venduti tutti di libbri e stampe che riguardano le arti e mandacene un piccolo
catalogo e la stima di cosa valgono, e noi intanto si informeremo di qualche spedizioniere da potersene fidare,
e subbito che lo abbiamo trovato te lo scrivo. Tu in appresso ci dirai a che cosa ammonterebbe la porzione di
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Papà, intendo quando la statua sarà finita e tutte le cose accomodate con la vedova. Ti dicemmo è vero di non
pensare a far finire la statua, ma perché fu? perché ci facesti capire che ci volevano 300 scudi di spesa, e non
avendone da poterti mandare quello era l’unico consiglio che potevamo dare; ma meno male che vi riuscito
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di poterla proseguire, e così ricavarne un profitto. Mi piace tanto l’idea della lapide ma non bisogna perderci
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