Page 162 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 61
Al Signor Federico Pistrucci
n. 74 Piazza Agonale
Roma
th
London Flora Lodge Englefield Green, Oct 15 1854
Caro Fratello,
Rispondo subbito alla tua lettera del 6 corrente; alla tua del 27 settembre non ci rispondo perché si vede che
quando la scrivesti avevi qualche cosa che ti distraeva e perciò è meglio non pensarci più. In quella del 6 principi
a dare qualche schiarimento dal come si trovano gli affari del povero Camillo nostro, ma essendoci dei punti che
non si possono capire benissimo te ne domanderò la spiegazione.
Prima però bisogna che ti dica che povero Papà ha pianto tanto per la nostra disgrazia che gli occhi gli si sono
indebboliti in modo che non può più lavorare e più occhiali cambia meno ci vede. Il medico dice che col tempo
riacquisterà la forza ma intanto non potendosi occupare col lavoro che è l’unico suo sollievo, lo fa stare così av-
vilito che non azzardiamo di parlargli di cosa triste; egli non scrive per cagione degli occhi, e moltissime lettere
di grande importanza alle quali dovrebbe rispondere, restano così fino a che egli potrà farlo. Di salute stiamo un
poco meglio sebbene consumati che sembriamo scimmie. Mi dispiace che povera Mammà e Giuditta non siano
state bene ma dopo una scossa simile era da aspettarselo.
Per riprendere il filo della tua lettera dirò che non posso capire il perché vi prendiate lo stordimento da dar da
finire i lavori lasciati principiati, da povero Camillo, nessuno vi può obbligare a farli finire; gli che doveva farli
non c’è più sicché bisogna che ci stiano, oltre che il farli finire da un altro per bravo che sia, non è l’artista che
li aveva intrapresi, e mi fa pena a pensare che il nome di quel caro fratello abbia da esser attaccato a lavori non
tutti suoi. Volendo voi farli terminare vi si accrescono le spese di pigioni di studio, giovani ecc. ecc. quando che
tutti ci dicono che non siete in nessun modo obbligati a consegnarli finiti, ed è di raggione che sia così, perché
se Dio ha voluto riprendersi quell’anima benedetta, voi non ci avete da fare, vedi adesso vi ci vorrebbero 300
scudi, e no davero che non possiamo mandarli, perché come ti dissi non ci avanzano i piedi fuori dal letto, e per
mandare quel poco a Mammà fummo costrette io ed Elisa a farseli prestare, li abbiamo ripagati con un cameo. Le
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spese sono enormi e la guerra ogni giorno le aumenta . Dici di circa cinque scudi da restituirsi certi poveri, chi
sono? li 60 dei seguestri certo che non fanno troppo bene al nome di quel poveretto, e se io fossi stata in voi li
avrei subbito pagati quando prendeste quelli 146 dal mandato, perché si tratta di robba d’altri, ma voi che state li
capirete meglio di me come va fatto. Non sapevamo che Pippo avesse interessi con voi altri e mi piacerebbe da
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sapere che somma è e in che occasione ve l’ha data ma già comunque non doveva agire in quel modo. Povera
Nina tanto buona che non farà né più né meno di quello che lui gli dice, sicché bisogna compatirla. Mi farà pia-
cere di sentire che Giuditta ha ottenuto una pensione, le servirà per star meglio di quando era zitella sebbene che
allora, secondo il detto di povero Camillo, viveva commodamente col fratello e la sorella e la casa ove abitavano
era di proprietà loro; non sapevo che parte della dote fosse in vigna, e non so capire perché riprendendosela
essa voi le dobbiate rifare qualche cosa per deterioramenti non si tratta di una casa, basta per lei sto quieta che
come viveva bene prima potrà campare adesso. Le gioje che nomini e le posate suppongo che se non potete
andare avanti ne disporrete, ma cerca Federico mio da mandare presto questo inventario di debbiti, crediti e
robba. Raffaelle non scrive, starà forse offeso per quello che lo dissi, e non penserà che solo l’amore che gli ho
mi fa parlare. L’affare è pubblico, più persone me ne hanno parlato ed hanno aggiunto che Mammà ci si affligge
perché zia Nina la tormenta di far sbrigare presto questo matrimonio, Dio sa se sarei contenta di sentire che i suoi
affari gli permettessero da farlo ma siccome tutte le lettere dicono al contrario, non so cosa pensare e mi pare da
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non essere fuori di proposito di suggerire che metta a meglio uso il suo talento . È stato educato per fare l’artista,
bravo, sano e libero, buona vista siché perché non prova con le conchiglie, camei, o il marmo? Campano tante
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