Page 167 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
P. 167

I. Epistolario famigliare, 1833-1855



             tempo e sono sicura che appena potrai occupartene farai fare. Oh Dio che disgrazia! E quanti altri pensieri mi
             tormentano. La posizione di povera Nina mi da la più gran pena perché sono più persuasa che si trova in que-
             sta angustia per causa d’altri. Tu dici che il marito si è cambiato da qualche anno, ma non capisco in che senso.
             Forse la strapazza? che egli abbia altre cose in testa e non si curi più di lei ? Io non so cosa pensare e ti prego
             da dirmi tutto quando mi rispondi; così non mi figgerò in testa cose che non sono. Poveretta mi fa tanta pena;
             così buona, e se non sa dimostrare affezione, lei non ci ha colpa. È il carattere suo e non sente di più. Vorrei
             poterci parlare e sentir tutto, e poi non potrei rimediare a niente, pensando che per questo essa possa trovarsi
             in [...] cattivo starà sempre meglio di noi due, che non abbiamo altro prospetto che quello che Dio ci conservi
             Papà. Ma se egli mancasse, cosa faressimo? non avessimo a chi ricorrere, per protezione e per conforto. Fe-
             derico mio questo pensiero mi tormenta notte e giorno, e più cerco da scordarmene, meno ci riesco. Adesso
             viviamo in apparenza benissimo, ma se uno si desse la pena di indagare come ci arriviamo, vedrebbe che Papà
             è costretto a lavorare come un disperato, e noi due non perdiamo un minuto per cercare di ajutare la barca e
             conservare quel decoro che un artista del suo grado richiede. Vengono signori a vederlo e non avendoci più lo
             studio, bisogna portarli in casa, e bisogna tenerla decentemente abiliata per non arrossire nel riceverli. Non ha
                                         6
             più il servo pagato dal governo  dunque, deve pagare una persona per aprire la porta e fare tutto quello che
             quel servo faceva. Non ha più il carbone, i lumi, sapone, olio ecc. e tutto bisogna che proveda a sue spese, e
             ti assicuro che studiamo continuamente l’economia del mezzo quattrino, e in tutto questo si e no che ci si [...]
                                                                                                           7
             langa, e per compenso abbiamo il tormento d’essere creduti che Papà sia ricco, come tu dici che Giuditta  va
             spacciando. Non siamo stati al teatro che sono più di tre anni, ed allora ci andavamo gratis, non si siamo presi
             un divertimento di alcuna sorte, e non pensiamo ad altro che al lavoro. Non abbiamo modiste attorno facendosi
             da noi tutti gli abiti, le blus di Papà , e tutto il lavoro che si richiede in una casa. Se abbiamo qualche volta fatto
                                            8
             qualche piccolo sforzo di mandare qualche piccola somma a Mammà o a Raffaelle, ti assicuro che ne abbiamo
             intese le conseguenze. Per dirtene una, quegli scalpelli che Papà mandò a povero Camillo, non sono stati an-
             cora pagati e potrei farti avere il Bill di dieci lire che aspetta d’essere pagato. Tu che adesso hai famiglia e tieni
             casa potrai giudicare cosa ci vuole cosa ci vuole per reggersi e fare la figura che galantuomini devono fare.
                                                                   9
             Fra le disgrazie credo che per te sia una fortuna che Giuditta  non sia restata con te. Ignorante e ordinaria che
             educazione poteva dare alle tue figlie? A noi più di una volta ci fece specie il bello stile del suo scrivere mentre
             che il carattere dava a divedere che non sapeva tenere la penna in mano (fallo della maggior parte delle donne
             Romane), e noi che ne sappiamo ben poco scrivere quel tantino lo dobbiamo in gran parte a te. L’educazione
             è Tutto. In questo paese le creature di 8 o 10 anni ti parlano, di geografia, di aritmetica e ti fanno restare a
                                                                              10
             bocca aperta, che per evitarlo procuriamo noi d’istruirsi anche in questo . Sono uscita dal filo della lettera e
             cercherò da riprenderlo. Rapporto li settemila-scudi che quella si inventò che aveva lasciati, è impossibile che
             voialtri non ne aveste saputo qualche cosa, perché sebbene Camillo poveretto lo teneva occulto pure quando
                                                                                                      11
             io ero in Roma dicevamo fra di noi che quelli denari, che egli faceva comparire di Seni l’amico suo , fossero
             suoi; ma a proposito non era egli più amico di Seni che non lo abbiamo più sentito nominare? Federico mio
             scusami di tante ricerche, ma non essendoci più, chi ci scriveva spessissimo e amorosissime lettere ricorro a te,
             tanto più che in conseguenza di quella funesta occasione siamo ritornati a scriverci.
             Ti lagni che Papà non ti ha più scritto, ma non scrive a nessuno, neppure una riga; sicché tu non potrai crederti
             l’eccezione. Raffaelle non mi ha mai risposto alla lunga lettera che gli mandai nei primi di Decembre e nella
             quale Elisa gli mandò certo pepe rosso per lo stomaco. Spero che stia bene e non posso capire come sia che non
             scrive. Forse avrà più affari da attendere, e poveretto glielo desidero, perché è vero che per un uomo solo non
             ci vuò molto, ma pure avrà il pensiero di Mammà da dividere con te, che avendo famiglia non ti avanzeranno
             li piedi fuori dal letto. Digli che mi scriva subbito che può che mi darà sempre una consolazione e salutamelo
             tanto. Come pure salutami tanto Mammà e digli che mi scriva lunghe lettere come l’ultima. Spero che presto ci
             dirai che sei guarito del tuo male de nervi. Noi stiamo passabilmente bene, e grazie a Dio la tosse di Papà è la
             metà cattiva di come era gli altri anni.
             Ti abbraccio e baciandoti di cuore
                                                                                             la tua aff.ma Sorella
                                                                                                          Elena








                                                                                                                 161
   162   163   164   165   166   167   168   169   170   171   172