Page 168 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
Caro fratello,
Ancor io ti debbo ringraziare per la lunga e dettagliata lettera che ci hai mandata; mi dispiace a nostro riguardo abbi avuta
quella fatica in un momento poi che non ti sentirai ancora perfettamente libero dal male di nervi che anche da Mammà
intesi quanto ci soffrivi, ma tanta più mi è cara sapendo che l’hai fatta sopra le tue forze. Mi lunsingo che presentemente
sarai guarito ma per carità non da pascolo a quello che ti salta in testa che possa essere un principio di vizio organico -
questo male non è mai stato nella nostra famiglia né mai speriamo ci verrà - so bene che scherzi fanno alle volte i nervi
- sembra di non poter vivere da un’ora all’altra, io qualche volta ne ero molto soggetta e per due mesi piansi continua-
mente senza averne una causa, ma non poteva fare altrmenti, per poi sentirmi per qualche ora un poco più sollevata
- quanti dottori Papà ci volle consultare non te lo so dire, e tutti concorrevano nella medesima opinione che era mal di
nervi: la mattina aveva un affanno per qualche ora dopo alzata che non trovava pace, non potevo più camminare e per
farmi prendere un poco di cibbo ci voleva da far [...] sempre; ti ho fatto tutto questo racconto per persuaderti che vedarai
che anche tu sarà tutto mal di nervi, e quello che ti farà bene sarà di prendere più aria che puoi come sento che già fai
andando in campagna spessissimo pei tuoi affari. Io mi sento pena per tutti: oltre la disgrazia di povero Camillo, adesso
ci è il contentino che la moglie si è dimostrata tanto disamorata e insolente e tutto per l’interesse ma subbito che avrà
avuto quello che gli avvocati dicono che gli previene speriamo che non ci darà ulteriori fastidi e se vero che già pensa
di rimaritarsi sarà la più bella evidenza che avremo che non amava povero Camillo, e tanto meglio che si levi subito il
nome di Pistrucci che vedo bene non è più degna di portare. Ma come è venuta Nina ad essergli [...] Camillo ci scriveva
che Nina non gli faceva altro che ben di rado qualche visita di complimento, adesso poi non solo Giuditta ma sorella,
lo farà per trovare i denari che dici. Come mai Pippo che quando stava io in Roma non faceva mancar niente, né credo
gli dasse alcun disgusto, a cambiato così? non credo che povera Nina gliene abbia data causa, perché benché ha fatto
questi debbiti per allocare meglio le figlie se lui non lo sa non può esser questo che l’ha fatto cangiare verso di essa; ma
sicuramente che se lo saprà non si può aspettare che ci abbia più confidenza né che si fidi più di lei; che modo corto di
pensare! per piacere alle figlie disgustare il marito e se Pippo non gli voleva fare l’acconcio o non poteva farglielo per le
sue circostanze non per questo lei aveva da far debbiti per farglielo; Nina ci scrisse quando maritò Adele che Pippo per
due figlie aveva cavato 12,000 scudi di dote oltre la spesa fortissima dell’acconcio. I denari ce li deve avere non posso
supporre che se le ha dato seimila scudi di dote a ciascuna delle figlie poi non si sia lasciato bastanza per vivere bene lui
con la moglie? Federico mio spiegami tu se puoi questo enigma, tutti noi non troviamo pace pensando che Nina non sia
felice. Io credendo fosse stata più fortunata di noi avendo trovato a maritarsi e a un galantuomo e di essersi assicurata chi
la manteneva e proteggeva per tutta la sua vita; se tu dici che non dormi la notte per il pensiero che ti da la tua famiglia,
noi neanche per un istante siamo tranquille per l’avvenire che dovremo con le nostre fatiche trovarsi il pane: diciamo sem-
pre fra di noi perché non lo facciamo sentire a Papà temendo di affliggerlo non avendoci egli colpa veruna (oh quanto
sentiremo di più un giorno che non potremo godere questi conforti, intendo di una buona casa, buon vitto, e chi ci serve,
e bere anche un bicchierino di vino al giorno) adeso che per tanti anni ci siamo asoefatte!
Molte volte benché il dottore ce lo abbia ordinato non bevessero il vino che in questo paese costa sei soldi il
bicchierino tenendo per certo che non lo potremo avere neanche un giorno se Iddio ci deprivasse di questo caro
Padre che divide con noi ogni soldo che ha, ogni conforto ecc. La carta mi manca ma volendoti scrivere una let-
tera doppia temendo che te la facciano pagare troppo: tu per altro ci rispondi se ci voi dir molto pure una lettera
di quatro fogli che a noi non ci costa oltre che dieci soldi di più queste le paghiamo uno scellino e quatro soldi
e questa di quatro fogli due scellini e due soldi.
Addio Federico mio caro
Salutami tanto Mammà e Raffaelle e sarei curiosa di sentire se questo ultimo ha mai ricevuto una lettera da noi che
fu impostata e affrancata il 30 novembre scorso; se fra qualche giorno non vediamo risposta gliene rispediremo
una seconda senza pagare l’affrancatura e vedremo se la riceve. Quando vedi la Balia salutamela tanto e raporto
ai denari che deve prendere ben presto da voi, altri da ciò che ha lasciato Camillo, potrete dirgli da depositarli
immediatamente in un luogo sicuro o sia la Banca di Risparmio o Cassa che si chiami, così gli frutterebbero, e
quando non potrà più lavorare ci potrà vivere.
Papà vi saluta e vi benedice tutti e due e non ha scritto mai dopo la perdita di Cammillo neanche a Nina, non
per questo non vi ama a tutti.
Resto la tua
Elisa
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