Page 97 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Perché la città è donna?







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            mule . Allo stesso tempo, legata al “cambiamento” che viene simboleggiato dal carro  Figura 4 -- Sicilia,
            mulare che guida, identificabile con l’antico carro agricolo utilizzato nei rituali del matri-  Messana, ultimo
            monio e della morte e nei riti magici di fertilità e fecondità, essa è immagine di un viaggio   quarto del V sec. a.C.
                                                                                                        Riproduzione grafica di un
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            “beneaugurale” per i destini della città .                                                  tetradrammo in argento
                 Sul rovescio dei conii iniziali a Messana appare abbinato un giovane Pan, che  con auriga su carro mulare
            – con sembianze efebiche – siede su una roccia e trattiene per la zampa una lepre           al dritto e il dio Pan al
                                                                                                        rovescio























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            che tenta di sfuggirgli . La caccia alla lepre era una pratica venatoria riservata ai più
            giovani che all’aiuto del cane, ma soprattutto alla velocità delle loro gambe e alla
            precisione del lancio di un bastone ricurvo (il lagobolon), erano debitori del buon
            esito del loro impegno. Pan ha catturato una lepre ancora viva! La caccia diventa-
            va infatti una sorta di prova iniziatica, in cui il giovane uomo poteva dimostrare la
            sua intraprendenza e resistenza fisica insieme alla combattività del suo carattere.
            Rappresentato insieme a Messana, Pan assumeva sulla moneta la funzione di mo-
            dello e protagonista di un momento di grande portata sociale, quale era quello del
            passaggio dei giovani alla loro maggiore età. L’immagine monetale esprimeva em-
            blematicamente l’audacia e il coraggio che la Città raccomandava alle sue giovani
            generazioni.

            La ninfa Peloriás e il guerriero Pheraimon (Fig. 5)
                 Negli anni successivi alla vittoria siciliana su Atene (autunno del 413 a.C.) un
            nuovo personaggio femminile compare a Messana su monete coniate nei tre metalli:
            Peloriás, la ninfa che personificava il promontorio peloritano . Nella dinamica storica
                                                                            25
            dell’area dello Stretto il Porto di Messina e il Capo Peloro rappresentavano un terri-
            toriale unico che “partiva” dalla punta del Peloro e arrivava alla “falce” del Porto, in




            22    CaCCamo CaltaBiano 1993, pp. 101-105.
            23    Sul simbolismo della biga di mule CaCCamo CaltaBiano 1988.
            24    CaCCamo CaltaBiano 1993, pp. 103-105.
            25    CaCCamo CaltaBiano 1993, p. 131 e eadem 2007.


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