Page 96 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Maria Caccamo Caltabiano







        Figura 3 -- Sicilia, Himera,
        V sec. a.C. Riproduzione
        grafica di un didrammo
        in argento con il cavaliere
        Sotér al dritto e Himera
        nell’atto di compiere una
        libagione al rovescio













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                            città . Accanto alla Dea è rappresentato un lungo tralcio, simile a un grande virgulto o
                            a un bocciolo stilizzato, da correlare forse all’appellativo di antheia, “floreale” o “fiorita”,
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                            con cui era intesa la dea Aphrodite . Nella stessa città di Himera gli scavi archeologici
                            hanno messo in luce, all’interno di un tempio dal carattere poliadico, un dado di pietra
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                            interpretato da Torelli  quale base per un betilo cilindrico, la pietra sacra dimora della
                            divinità o identificato con la divinità stessa, che avrebbe costituito la rappresentazione
                            più arcaica dell’Aphrodite armata di indubbia ascendenza fenicio-cipriota.

                            La dea Messana e il giovane Pan (Fig. 4)
                                 L’ultimo quarto del V secolo a.C. rappresenta per la monetazione siciliana un
                            periodo di grande fioritura artistica. La qualità dei conii è esaltata dalla presenza di
                            numerose firme di maestri incisori che si cimentano nella rappresentazione spaziale
                            della quadriga in corsa, o nella visione frontale delle teste delle divinità venerate. I
                            modelli realizzati a Siracusa suscitano l’emulazione delle altre zecche isolane, e an-
                            che Messana sperimenta sulle sue monete scene belle e vivaci, con rappresentazioni
                            in profondità e visioni di scorcio della biga di mule che viene raffigurata al passo,
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                            al trotto e, infine, anche al galoppo . Al dritto dei tetradrammi d’argento all’auriga
                            seduto sul carro mulare subentra dapprima un auriga eretto alla guida di un carro
                            trionfale, sostituito tosto dalla personificazione della città di Messana che ne assume il
                            medesimo ruolo. Oltre a presiedere ai vari momenti di “transizione” a carattere sociale
                            – come quello dei giovani alle classi superiori di età o quello degli schiavi allo stato
                            libero –, la Dea cittadina aveva principalmente un carattere cosmico che la poneva
                            in stretta relazione col solstizio d’estate: ella guida infatti anche una biga “ferma” di






                            18    Salamone 2020.
                            19    zodda 1989.
                            20    torelli 2003.
                            21    CaCCamo CaltaBiano 1993, pp. 101-103.


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