Page 101 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Perché la città è donna?







            sa la benda (taenia) che cingeva il capo degli atleti vincitori, la ninfa Camarina mo-
            stra – insieme a un atteggiamento pudico e raccolto – la sua mano sinistra sollevata e
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            visibile dalla parte interna del palmo  (Fig. 6). Questo gesto è tipico anche di figure
            femminili coeve, presenti sulla pittura vascolare magnogreca datata fra la fine del V e
            gli inizi del IV secolo a.C. Su una situla apula da Ruvo la natura nuziale della scena è
            sottolineata dalla presenza della dea Aphrodite, inserita in alto fra la sposa e lo sposo.
            Alla destra della Dea è rappresentato il figlio Himeros (riconoscibile dall’infula che
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            tiene in mano ); alla sua sinistra compare la personificazione della Città, rappresenta-
            ta seduta, con uno scudo rotondo appoggiato al ginocchio e un elmo con pennacchio
            tenuto nella mano destra, mentre con la sinistra sostiene la lancia. Nella fascia infe-
            riore del vaso lo sposo, nelle vesti dell’eroe “Eracle”, è seduto su una roccia rivestita
            dalla pelle del leone che egli ha ucciso e su cui ora poggia anche la clava; il suo capo
            è diademato mentre tiene l’arco sotto il braccio e sta per slacciarsi il calzare alato. La
            donna è in piedi innanzi a lui; elegantemente abbigliata e ingioiellata piega il suo
            capo velato in un gesto di consenso e stende la mano sinistra aperta e chiaramente
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            visibile dal palmo. Questo gesto della donna – come già riconosciuto da F. Garnier
            in relazione alle scene di Annunciazione della nascita del Cristo alla Vergine Maria – è
            espressione di disponibilité, acceptation, adhésion, un gesto profondamente signifi-
            cativo di accettazione e adesione a una volontà superiore, che è stato riprodotto nel
            tempo da tutti gli artisti, ma che – come dimostrano i documenti monetali di fine V
            secolo a.C. e le pitture vascolari coeve – si dimostra assai antico.


            Dionisio e la dea Syra (Fig. 8)
                 All’età di Dionisio I la critica moderna ha definitivamente attribuito i pesanti bronzi
            siracusani che recano al dritto una testa femminile elmata e sul rovescio un astro tra due
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            delfini ; un nominale inferiore reca la medesima testa mostrando sul rovescio un ippo-
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            campo. Come proposto da Castrizio  che li considera hemilitra ed hexantes dal valore
            pressoché reale – Dionisio I aveva destinato questo numerario al pagamento delle spese
            quotidiane di vitto e armamento delle guarnigioni mercenariali che presidiavano il suo
            ampio dominio, che non ricadeva soltanto in Sicilia. La loro destinazione agli eserciti
            potrebbe aver causato l’adozione, al dritto, della testa di una divinità armata, tradizional-
            mente identificata con Athena. Questa testa è tuttavia costantemente accompagnata dal-
            la leggenda Syra, che non è abbreviazione dell’etnico SyrakoSion. L’ipotesi che Syra sia
            un personaggio reale è confermata da una frazione coeva che reca al dritto la medesima
            testa e il nome SyraSoSia . Sull’esistenza di un personaggio di nome Syra, con riferimen-
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            to proprio a Siracusa, esistono testimonianze interessanti anche se tardive. Il grammatico



            32    weStermark, JenkinS 1980, plate 21 n. 158: i due studiosi non avevano fatto caso a questo particolare iconico.
            33    Si veda CaCCamo CaltaBiano 2012a.
            34    Garnier 1982, p.174: [...] le oui du mariage, le oui de la Vierge au moment de l’Annonciation.
            35    CaCCamo CaltaBiano 2001.
            36    CaStrizio 2000, pp. 20-23.
            37    holloway 1993.


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