Page 154 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 58

                Al Signor Cammillo Pistrucci
                Per ricapito
                Caffé in Piazza di Pietra
                Roma
                                                                                            Londra, 15 giugno 1842 1
                Caro Cammillo,
                Ti avrei anche prima risposto se non mi fossi inteso un poco bene da qualche sera a questa parte: ora sto molto
                meglio e posso dire quasi guarito: è stata una mossuccia di bile (conseguenza del passato e presente) che poi in
                questo paese si fa tanto più sentire. Quanta consolazione ci dette tutta la tua lunga narrazione di Nina, Pippo e
                quelle Briccone.
                Nello scrivere adesso come ho fatto tutt’oggi, ripenso al giorno che è di S. Cammillo e mi figuro (non so se il vero
                o no e tu ti ricorderai di dirmelo) e mi figuro, dico, te in mezzo ad esse, mentre l’una ti tira per una parte e l’altra
                per l’altra rammentandoti la tua festa; fra li mile baci che darai loro danne loro uno per uno di cuore per parte
                mia e sappimi dire se ancora se ne ricordano e che ti hanno detto.
                A Nina e Pippo fa tante mie scuse se non ho loro risposto, che son certo mi sapranno scusare quando ripensano
                allo stato in cui ci troviamo che non sai proprio come cominciare e molto meno come finire: le stesse ragioni
                militano pure per Mammà, la quale non più in là di oggi mi ha ripetuto che facessi le sue scuse con te e per
                riguardo tuo e per quello di Nina e Pippo: sono vuoti peraltro questi che riempiremo ben presto perché ci è a
                cuore farlo; ma succede sempre così che quei momenti che possiamo avere qui Mammà se ve vanno sempre nel
                consolarci l’un l’altro e così lo serivere è sempre rimesso alla volta appresso.
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                Qualche giorno fa arrivò qui Civilotti , quel galantuomo da Parigi, e portò che i nostri bastimenti a vapore  erano
                li, né sapevano se dovessero andare avanti per la proposta via oppure ritornarsene a mare e passare lo stretto
                di Gibilterra; questo passaggio attraversando i fiumi non l’ho mai capito perché forse non conosco abbastanza
                il paese, ma non di meno mi è sembrato sempre una minchioneria; più non ne sappiamo e siamo con anzietà
                aspettando ultime notizie.
                Le cose a casa Sig.r Padre stanno nello stesso piede in cui stavano l’ultima volta che ti scrissi; non ci sono state
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                di recente di quelle tremende liti perché è stato più occupato del solito col finire il busto di quel Dentista  che
                incominciò già non so quando, e così egli con le due sorellucce ucce mie tanto hanno permesso alla loro serva
                che respirasse un tantino: sembra peraltro che i nostri e i tuoi conforti abbiano in Mammà molta efficacia e non
                le facciano sentire tanto il suo stato. Per adesso rimane tutto sospeso e bisogna che diamo luogo a un poco di
                tempo che passi per potere regolare meglio nuovi passi che dovremo fare. Così con Raffaelle ci sono delle cose
                nuove in moto e ce ne sono state prima, anzi per meglio dire è una concatenazione di fatti che di mano in mano
                ti racconterà egli stesso qui appresso. Insieme si tratterebbe, come sentirai, di mutare Professione e Paese così
                Raffaelle è il nominativo nell’affare ed egli pel primo come io gli dico, deve pesare bene ogni cosa e decidersi;
                non è peraltro che qualche nostro consiglio non potrà giovargli e specialmente per parte tua che puoi conoscere
                che “chance” diverse potrebbe avere o ritornando costì oppure restando qui se volesse darsi a negoziare di qual-
                che cosa: è da qualche tempo che mi accordava con lui in quest’ultimo partito ma senza quatrini come si fa? Tutto
                come sentirai è stato suggerito da una gelosia fottuta, ma d’altronde dare i pugni in cielo come? Pensa solamente
                a questo e conoscerai se c’è da sputar sangue non per la paura che credino a lui, ma perché è incredibile tanta
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                scelleraggine in un padre: va dicendo e già ha detto in risposta a M. Merlain  che poco più che lo stuzzichino
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                L’unica consolazione che mi rimane è che spero che noi cinque almeno ci ameremo l’un l’altro fino alla morte.
                Addio ti abbraccio di cuore; abbraccio Nina, Pippo e le care nepotine col medesimo affetto
                Federico






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