Page 152 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 57

                Al Signor Cammillo Pistrucci
                Per recapito
                Caffé in Piazza di Pietra
                Roma
                                                                                                    Giugno 17 1842
                                                                                                 Fenchurch Uni 137
                Caro Camillo,
                ricevemmo finalmente la tua in data del 29 maggio dopo però esserci presa molta pena non potendo trovare in
                testa nostra una scusa che ci soddisfacesse. Il perché poi questa qui abbia ritardato pure per te qualche giorno, è
                dipeso da me perché eravamo rimasti d’accordo con Raffo che ti avrei risposto io essendo il medesimo piuttosto
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                occupato col modelletto del Principe .
                Basta possiamo essere contenti che stiamo tutti bene che non è poco. Per rispondere, prima d’ogni altro, rap-
                porto a Cialdi , partì questi, non più il giorno che ti nominava io, ma gualche giorno dopo, come poi sentimmo
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                da Mammà non ti dirò in collera con Papà ma in un certo stato come di volerci fare stare l’uno l’altro se riusciva
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                ad uno dei due. Il colonnello se l’ebbe a male che Papà scrivesse al Cardinale  rapporto alla Zecca o che so io;
                il fatto si è che il medesimo promise di voler scrivere da Parigi, quando vi arrivava ma non crediamo che questa
                lettera sia venuta poi né che verrà a quello che possiamo capire. L’altro giorno venne una lettera in Zecca, la quale
                dissero a Mammà che era del cardinale ma vatti a pesca poi se è vero niente si può sapere se non per qualche
                parola chi ti può far capire qualche cosa e d’altronde purché non s’intrighino eglino dei fatti nostri, dei loro non
                ci importa niente. Come ti dissi, intendeva il Colonnello, almeno così mi disse, di andare per i fiumi della Francia
                (suppongo dall’uno all’altro per mezzo di qualche canale) finché fosse riuscito alle bocche del Rodano. È singola-
                re che nella nostra breve conversazione, gli venni a dire io, che pochi giorni prima era da qui partito un vapore,
                costruito a bella posta per uso dei fiumi della Francia, cioé pochissimo pescareccio a cagione della grande scar-
                sezza di acqua che in quello si ritrova in alcuni punti specialmente. O fosse questo racconto, o proprie sue con-
                siderazioni che gli mettessero timore, ci venne detto che in quegli ultimi giorni pensava di mettere delle ruote o
                che so io (cosa fosse solito a farsi in simili circostanze) sotto alli bastimentucci, ma poi non abbiamo saputo altro.
                Li 3 bastimenti non gli abbiamo veduti, ma sentiamo che sono molto piccoli ed uno dei tre è messo su molto
                riccamente e con tutti i commodi che vi si possono introdurre. Portano, a quel che sento, con loro anche una
                macchina per poi servirsene per un altro Vapore, che intendono di fare costì. Tanto basti per loro. Non ti potem-
                mo mandare niente, come ce ne sarebbe stato il cuore, perché, come da te stesso capirai calcoliamo si può dire
                ogni bajoccco per farcelo arrivare e tenere su quel filo d’apparenza affatto necessaria in questo paese; in seguito
                miglioreremo, così speriamo, e quello che non abbiamo potuto fare adesso lo faremo allora. Vorrei che arrivan-
                doti la roba che ti ho mandata levassi quel manifesto dalla scatoletta della macchina suddetta, perché altrimenti
                potrebbe sembrare che glielo avessi mandato perché potesse vedere quanto l’ho pagata, che sono stati 28 scellini,
                ma a lui dì che non lo sai. Nella medesima scatoletta troverai la macchinetta  pel mal di dente; una pietra dei fucili
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                che furono distrutti nell’incendio della Torre: le forzini pel violino che adoperi tu: ti consegnerà pure il medesimo
                la riga che mi chiedevi per Pippo ed è quella che adoperava io, avendola ricevuta da Papà il secondo giorno che
                arrivai. Facci sentire l’arrivo di questi vapori e l’incontro che faranno, appena potrai.
                Quanto ci dasti piacere col raccontarci che ci hai Nina a Roma con quelle briccone; ci dispiace che non ci sia Pip-
                po per parte di Nina e a quelle briccone non ti dico quanti baci hai a dare loro per parte nostra: non ti dimenticare
                di quella povera fedelona la Balia, di salutarcela tanto per parte nostra. Mammà sta bene piuttosto, benché sieno
                dei giorni che non ci è venuta più a trovare, e tanto tanto sembra che possa tirare avanti adesso (intendo che non
                si sentono a tutti li momenti baruffe nuove) senza però che alcuno si degni come il solito, di averne considera-







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