Page 147 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
Allo Scultore pure non pensare perché quando avremo [...] di informarsi chi sono i scultori che più hanno da
lavorare, e quei che pensiamo abbia ragione di prendere giovani forestieri; non pensare che prenderemo tutte le
informazioni possibili su questo rapporto.
Cammillo mio, facci avere tue notizie presto e quelle di Nina Pippo. Un bagio ti saluta il tuo aff.mo Fratello
Raffaelle
1 Clemente Folchi: lettera 14, nota 2.
2 La Royal Academy: v. lettera 53.
3 Mrs. Morrison: lettera 1, nota 25. Per il ritratto del Principe Alberto v. anche lettera 56.
4 V. nota 2.
5 Alessandro Cialdi (Civitavecchia 1807 - Roma 1882) capitano di marina, comandò bastimenti che trafficavano con il Brasile (1832), fece servizio di
sorveglianza sanitaria nel Tirreno (1835), si occupò del trasporto a Bahla di detenuti politici (1837), trasportò a Roma dalle cave del Sempione, via
fiume (Tevere e Aniene), i due obelischi di granito di Baveno destinati alla villa sulla Nomentana del Principe Torlonia (1839). Nel 1840 comandò
una spedizione in Egitto per prendere in consegna dei monoliti di alabastro per conto di Gregorio XVI per la nuova Basilica di S. Paolo ricostruita
dopo l’incendio del 1823. In questa occasione risalì il Nilo fino alla Nubia in 38 giorni. Nel 1841 fu inviato a Londra dal Governo Pontificio per
commissionare la costruzione di tre piroscafi rimorchiatori che dovevano sostituire, dietro suo suggerimento, il vecchio metodo di alaggio con i
bufali. Al suo ritorno a Roma fu nominato maggiore della Marina di Finanza e successivamente Ispettore e Comandante della stessa con il grado
di Tenente Colonnello. Nella primavera del 1842 Cialdi si trovava in Inghilterra per prendere in consegna i piroscafi pronti. Nel viaggio di ritorno
Cialdi sperimentò un itinerario mai effettuato prima di allora con barche a vapore. Invece di seguire la via dell’Atlantico scese attraverso la Francia
lungo il corso dei fiumi e i canali sboccando nel Mediterraneo (la relazione del viaggio fu pubblicata a Parigi negli Annales Maritimes et Coloniales
del 1843). A questo viaggio, ritenuto una pazzia e molto difficoltoso, si fa riferimento più volte nelle lettere successive (in particolare lettera 56).
Cialdi si occupò in seguito molto attivamente del miglioramento della Marina Pontificia e dei porti. Partecipò alla prima guerra d’ Indipendenza
e nel 1856 fu inviato in Inghilterra dal Governo Pontificio per presiedere alla costruzione di una corvetta destinata all’uso personale di Pio IX.
Ritiratosi a vita privata dopo la presa di Roma pubblicò numerose opere scientifiche relative alla costruzione di porti, alle correnti, al moto ondoso.
Membro dell’Accademia delle Scienze di Parigi (1878), nel 1879 fu Presidente dell’Accademia dei Nuovi Lincei. (ravioli 1882; DBI, XXV, 19. pp.
103-105).
6 La medaglia annuale (diametro mm 43) di Giuseppe Girometti (nota 9) per l’anno XI (1841) del Pontificato di Gregorio XVI. Sul rovescio
della medaglia è rappresentata la Porta Maggiore dopo i lavori di sistemazione e restauro dell’Acquedotto Claudio eseguiti dal Pontefice. Sono
stati demoliti gli edifici che erano addossati ai fornici di travertino e lateralmente sono stati costruti due bassi edifici per la Dogana e il Presidio
militare (Patrignani 1929, p. 110 - III, n. 7, tav. IV; Bartolotti 1967, p. 264) (fig. 42).
7 Il Cardinale aveva nel 1842 l’incarico di Tesoriere Generale della Zecca di Roma (lettera 11, nota 5; lettera 55).
8 Si allude probabilmente a Giuseppe Mazio, Soprintendente Generale della Zecca Pontificia di Roma dal 1833; dal 1849 Direttore Generale
delle Zecche Pontifice. Durante il periodo della seconda Repubblica Romana (1849) fu sostituito da Pietro Girometti (v. nota 9) (BalBi de Caro
1984, p. 19 ss.).
9 Per Giuseppe Girometti v. lettera 2, nota 5. Il figlio Pietro (Roma 1811-1859) fu incisore di cammei e medaglista come il padre. Nel 1838 fu
nominato Incisore Camerale e alla morte del padre (1851) gli successe come Incisore Capo. Nel 1849, durante la seconda Repubblica Romana,
sostituì Giuseppe Mazio nella carica di Direttore Generale delle Zecche Pontificie (v. nota precedente). Eseguì dodici medaglie pontificie (sei per
Gregorio XVI e sei per Pio lX; contribuì con sedici pezzi alla serie di medaglie commemorative di Uomini Illustri Italiani, iniziata dal padre con
Nicola Cerbara; eseguì il medaglione in marmo per il Monumento funebre eretto in onore del padre in S. Maria del Popolo. Al Museo di Roma
si conservano un suo ritratto opera di Francesco Podesti (M.R. 179) ed alcune cere preparatorie di medaglie (M.R. 5980-6000, 13530) (Il Museo di
Roma racconta la città 2002, pp. 207-221). Manca una ricerca sul personaggio ed in particolare sulla sua produzione glittica (forrer II, p. 274; VI,
p. 368 con l’elenco delle medaglie; thieme - BeCker XIV, 1921, p. 190; righetti [1952], pp. 59-60; Bulgari I, pp. 552; DBI, 56, 2001).
10 Lo strumento per sentire meglio (lettera 42, nota 6).
11 J.K. Brunel (Portsmouth 1806 - Londra 1859) ingegnere. A Londra collaborò, con il padre Mark Isambard, alla costruzione della galleria sotto
il Tamigi, dove fu applicato per la prima volta il metodo dello scudo. Si dedicò a costruzioni di ponti e ferrovie; fu ingegnere capo della Great
Western Raylways. La sua fama è dovuta soprattutto alla costruzione di navi a vapore per la navigazione oceanica di dimensioni mai utilizzate
prima (DNB, III, pp. 143-144).
12 Robert Stephenson (1803-1859) figlio di George. Ingegnere, collaborò con il padre alla costruzione della locomotiva The Racket per la linea
ferroviaria Liverpool-Manchester. Si dedicò a perfezionare le locomotive e costruì numerose ferrovie in Germania, Svizzera, Danimarca, Egitto,
India, Canada e Italia. Il suo nome in particolare è legato alla costruzione di ponti in travi tubolari metallici, di cui fu l’inventore (per questo
fu premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi nel 1851). Fu rappresentante in Parlamento, Presidente dell’Institution
of Civil Engeneers, Membro della Royal Society (DNB, XVIII, pp. 1705-1706).
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