Page 143 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855










             LETTERA 53

             Al Signor Cammillo Pistrucci
             Per ricapito
             Caffè in Piazza di Pietra
             Roma
                                                                                           Lunedì 11 Aprile 1842
                                                                                                        Londra
             Caro Cammillo,
             Venerdì passato avessimo la tua ultima in data del 27 marzo e da questa con piacere sentiamo che si tu che Nina
             le care nepotine state bene. Di povero Pippo al contrario ci dispiace di sentire che stia male in specie poi non
             trovandosi in Roma dove per quanto sia potrebbe esser meglio assistito. A quest’ora vogliamo sperare che sia
             guarito, e si di lui, che di Nina le creature e di tutti insomma quei che poi capir che ci premono, daccene notizie
             abbenché accadesse di nuovo che ci dimenticassimo di chiedertele.
             Non sappiamo capire il perché ti sei inquietato così per quell’ultima di F. in data dei 11 marzo  giacché non ci
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             pare che contenesse cose da farti mettere in tanta aggitazione per noi; però escludo la mancanza di F. di non
             darti le notizie di me, di Mammà e sue. Feder. era ancora inquietato per la cosa di fresco succesagli con Mr.
             Hamilton. e questa cosa lo teneva non poco aggitato per quella connessione che ci è fra quell’Architetto e Mr.
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             Hamilton . Quando ti arriverà questa ti troverà spero un poco più quieto per la lettera che devi di già aver rice-
             vuto di F. ma in ogni caso ti torno a ripetere che per noi non ti devi prender tanta pena, che se mai accadesse
             che qualcuno di noi stesse malato te lo diressimo come tu hai promesso a noi di dirci qualunque cosa accadesse
             a te. Io ora per grazia di Dio mi sono rimesso perfettamente. Federico pure sta benone, e Mammà se la passa
             tutt’insieme passabilmente bene, meno qualche piccolo raffreddore; ma questi giorni le è accaduto quello che le
             accadde tempo indietro, che di mattina nel raschiare con la saliva ha fatto un poco di sangue. Cosa sia questo
             sangue non si sa; l’altra volta il dottor le disse che non si fosse spaventata che non era niente da spaventare;
             ma è sempre una cosa che ci tiene aggitati per una penetta di cui si lagna che si sente in petto. Le inquietudini
             durano come è naturale tuttora e non ci è ora mai più da lusingarsi di poterla far seguitare a star li. Questa è la
             mira che non dobbiamo perdere di vista essendo per noi al presente la più importante, al presente che possia-
             mo avere. Non ieri ma l’altra domenica venne da noi povera donna e la portassimo a spasso per più ore, così
             si sollevò un poco e andò a casa molto più contenta. Così vorressimo se lo potessimo far ogni giorno, portarla
             a fare due passi che se non altro le servirebbe per cambiare due parole il vederci. Quella Signora  non l’ho più
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             veduta e non so ancora che fine abbia avuta quell’ultima conchiglia che le portai e che è, credo, ancora in sue
             mani perché se l’avesse esitata me lo avrebbe fatto sapere sicuramente. Non è stata piccola provvidenza che al
             banco abbia pensato lei. I camei adesso qui non vanno, perché dicono che una conchiglia in fin di fatti per fin
             che dura la moda fa il medesiumo effetto le conchiglie un pò ben lavorate non le vogliono pagare quello che
             valgono, perché per chi semplicemente porta una spilla con una conchiglia sopra perché è la moda così, gli fa
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             lo stesso una più o me lavorata o disegnata e cosi per pagarle poco si attaccano alle seconde . Vedremo cosa
             si potrà fare per un poco più e poi in caso deciderò davero qualcosa. Papà con il nome che già ha, e con quel
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             ajuto di Mr. Hamilton sono mesi che non posson trovar a dar via il cameo ultimo che fece di una Medusa . Non
             so forse perché qualcun di quei di Zecca, che ancora va a trovarlo, che in casa Morrison ha veduto qualche
             lavoro mio in conchiglia, e glielo abbia detto, o che so io, il gran Pistrucci si era messo a lavorar ancor lui in
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             conchiglia, mentre che Hamilton non vorrebbe, ed egli gliela lavora di nascosto . Ho ricevuto quel dato che mi
             mandò l’anno scorso e voglio vedere a poco a poco di terminar quella testa della regina che ci cominciai sopra .
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             Ci dispiace sommamente di sentire che il marmo pare che non voglia riuscirti buono (fig. 40), e ci lusinghiamo
             che voglia esser se non bello almeno passabile che se no certo che sarebbe un brutto affare . Dallo Scultore non
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