Page 140 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 52

                Al Sig.r Cammillo Pistrucci
                Per ricapito
                Caffé in Piazza di Pietra
                Roma
                                                                                                     25 marzo 1842
                                                                                                     Venerdì Santo
                Carissimo Figlio,
                Sento dalli tuoi Fratelli che ti lagni di me che non ti scrivo in casa non posso farlo per non dare motivi di inquie-
                tezze. Continuamente dalli tuoi fratelli sento le tue notizie come ancora credo che tu per parte loro le riceverai
                dicendoli sempre che quando ti scrivano ti salutino da mia parte uniti al mie notizie. Figlio mio non ti scrivo e
                ancora perché non voglio acoratti con scriveti le mie disgrazie che sono sempre le stese e posso dire da male i
                peggio lascio per non annoiarti su tale argomento. Ti prego di stare bene e di darmi le tue notizie onite a quelle
                di Nina del care nepote e di Pippo che quando Nina mi scrise non mi dette nepure un saluto ne di Pippo ne
                delle Creature particolarmente di Emilia mia spero che non si sarà scordata di povera Nonna. Ti prego di darmi le
                notizie di zia Nina e di tutta la sua Famiglia come ancora se sai alcuna notizia delli miei fratelli e di Carolina e di
                tutte le loro famiglie. Salutami tanto il dottore e Rosina con il suo sposo e a Rosa digli tante cose per me raporto
                alla perdita che anno fatta della figlia che la ricordo benissimo e si camava Pavolina se non mi sbaglio con qual-
                cunaltra del sue figlie. Salutami tanto la sposa Minetti con li altri della Famiglia come il Signore Tonbesi con tutte
                le sue figlie. Seni ancora con la sposa darai tanti saluti da mia parte e di tutti ti prego di darmene le loro notizie.
                Salutami ancora se ai ocasione di vederla la sora Ana Maria Fabri con le figlie come la balia Checchino insoma
                tutti quelli che ti domandano di me. Come lo stesso faccio con te ed abbracciandoti di cuore e mandandoti Mille
                benedizione mi dico la tua Aff.ma Madre
                B. Pistrucci
                Addio
                Lascio perché devo lasciare la carta per li tuoi Fratelli.

                Caro Camillo
                Rispondo alla tua in data dei 10 marzo. Prima di ogni altra cosa voglio dirti di Raffaelle, che per grazia di Dio
                sta bene presentemente e si è affatto rimesso dal raffreddore che per un pezzo lo ha tormentato, dandogli pure
                qualche febbre: ci dispiace che te ne sii presa tanta pena ed il medesimo mi dice di ringraziarti particolarmente
                pel parte sua della premura mostrata come in questa così in altre tante cose passate, che hai avuta per lui. Io sto
                benissimo di salute, nuova grazie a Dio, e non mi posso lagnare del clima: per quanto ne sia affetto nella salute:
                per una ragione si me ne lagno, ed arrivo a maledirlo ed per la malinconia che ti da qualche giorno da farti dare
                la testa nel muro. Tutte le lettere che ci hai annunciate ci sono arrivate: non ti sto qui a dire il perché non potem-
                mo avvisarti prima della nostra partenza dalla casa antica ma le cose furono combinate in modo che non poteva
                mancarci la tua lettera essendoci messi d’accordo col Porta lettere riguardo al modo di averla subito. Riguardo
                all’impostarti le nostre, non una ancora l’abbiamo fatta impostare da altri, ma tutte te le abbiamo impostate con le
                nostre mani; e Raffaelle ti fece quella domanda intorno al sigillo giusto perché forse eccediamo su questo riguar-
                do in cautela: non te la impostò alla posta generale, ma ad una piccola posta e poi tu ci dicevi di un ritardo così
                lungo che quasi veniva ad una settimana. Questa volta neppure Raffaelle ti scrive perché vuol finire per domani
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                sera una Regina che vuol portare il giorno appresso a quella Signora : chi sa che questo non le piaccia, o piaccia
                a qualcun altro e così la trovi a dar via: dopodomani andiamo ambedue in campagna a pranzo: ci fa di bel nuovo
                un mondo di finezze: insomma siamo tornati come prima. Gli affari ci vanno nel medesimo modo ancora ma ci







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