Page 148 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 55
Al Signor Cammillo Pistrucci
Per ricapito
Caffè in Piazza di Pietra
Roma
Londra Sabato 30 Aprile 1842
Caro Cammillo
Dall’ultima lettera che Federico ti ha scritta avrai inteso che noi grazie al cielo stiamo bene, così è di Mamma di Papà e
delle Sorelle; benché povera Elisetta soffra non poco per vedersi cosi forzata starsi distaccata da noi e dalla Madre; ne
sente purtroppo di quando le conseguenze. Recentemente in casa ci sono state baruffe e perché? perché una mattina di
buonissima ora viddero montar in una carrozza i sig.ri Morrison e siccome viddero che lui si mise a sedere incontro a
lei, tutti e tre li osservatori, cioé Papà e le sorelle, insieme dissero che l’altri posti erano per noi. Di fuori la Zecca diffati
vi era io ad aspettarli ed insieme andai a vedere una vendita di quadri. Casa del Diavolo fu quel giorno e quell’ap-
presso. Lui con le sorelle uscì subito per vedere se gli riusciva, a quel che si capiscie, di trovarci. La sera supponendo
che fossi entrato in Zecca fece da Elena far delle ronde intorno la casa, ma per caso uscii senza che mi vedessero e
così non si sono mai potuti accertare ancora se vi ero, anzi se ero stato il giorno con loro. Non potendosi sfogare con
altri la prese come al solito con Mammà perché non volle dirgli se sapeva che io fossi dovuto andare fuori. Per ponirla
non ci dormì per quella notte assieme, ma andò in un letto della sorella, mandando le due a dormire insieme. Fece la
mattina seguente dal uomo dello studio e dal falegniame metter il suo canapé fra i letti delle figlie per ivi dormire d’ora
in avanti; la rabbia non gli fece riflettere che così faceva la cosa pubblica. Non ci dormì poi, perché quando venne a
casa trovò che Mamma si era portata su nella nostra cammera il suo letto, e che non voleva più andar giù. Non so,
questa cosa non gli piacque, e dal defori, lui col pregarla che aprisse e che si tornasse come prima giù, e dai pianti di
Elisetta tanto la indussero ad aprire; ed egli stesso le riportò giù il letto, e per mantenerle la promessa che le aveva fatto
gli dette a leggere la lettera del Cardinal Tosti, e di più le aggiunse che se si stava quieta forse nel rispondergli, chi sa
che non si sarebbe fatto scappare dalla penna qualche proposizione per i suoi figli. Il Cardinale nella lettera non gli
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nomina affatto quelle machine per la Zecca di Roma , ma gli parla di due che ne vuole; una per s. Michele a da essere
una pressa per li panni, e l’altra una machina di quelle che adoprano li incisori in rame per fare le linee parallele nel
fondo. Di quell’altre deve essere come abbiamo pensato farina di Girometti Quella Sig.ra si mantiene a un dipresso la
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stessa con noi. Domani ci anderemo. Per quanto provi non può trovarmi ad esitare una conchiglia. Ha pagato le spese
del falegniame che sono state in circa tre lire, e per il momento mi dice che aspetti per tutto il resto, che un poco per
volta faremo tutto. Maledetto il demonio; ci mancava che questi nuovi Ministri venissero fuori con un income-tax del tre
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per cento . Non e passata che una volta ancora ma pare che con tutte le immense opposizioni che trovano, la vogliono
alla fine spuntare: e questa sarebbe di riflesso a noi di rovina. Parlamo un poco ora dei nostri negozi. In fin dei fatti mi
pare che questo sia il mezzo più efficace per guadambiare, una volta che avessi un poco sbuciato, e non pensate che
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per parte mia, cioé nostra procureremo tutte le vie di trovare per esitarle. Di quella Battaglia avanti lettere che domandi
se devi mandare, non posso dirti di si, benché dicesse ella, una sera che di queste belle stampe si parlava, che voleva
impiegarci un centenaro di lire, non posso dirti di si, dico, perché potrebbe aver cambiato idea come fu del busto
che voleva da te. Sicché direi che se potete ne mandaste una con le lettere, che potrebbe facilmente vedendo questa
voler quell’altra. È inutile parlarne prima, è una di quelle persone che bisogna prenderle a volo. La Madalena richiese
e la Cenci, nonché mostrò molta voglia di avere le stampe di Don Chisciotte giacché qua per queste libro ci è un gran
favore ; ed immensamente a questi gli piacciono le stampe che inlustrino una qualche storia, o Romanzo. Non è una
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settimana che mi fece girare per trovarle l’interno di S. Pietro, giacché l’esterno ce lo ha, ma è piccolo che è buono per
uno che già sia stato in Roma per averne un’idea ; e Leopoldo avedesse di mandarne un paro di quelle grandi, mi pare
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di Rossini, non ci sarebbe male. Basta fate un poco voi altri anche per lo spedirle e poi diteci per riguardo l’interesse
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