Page 151 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
zebbedei adesso piuttosto che sentire che ci siano state altre simili baruffe; del resto le cose in Zecca vanno in
generale nello stesso modo, ma dal tutto insieme sembra, almeno sembrava prima di questo accidente, accidente
davvero, che siano piuttosto desiderosi di venirsi riaccostando a poco a poco. Non voglio dimenticarmi di dirti
che la povera Elisetta nostra ha dato delle chiare prove in questo ultimo tempo di essere stata strascinata, dopo
essere stata intontita, dalla parte loro e che ci ama davvero come ha fatto poverella sempre nel passato: quanto
pianse perché solamente, dicono, che mi vide passare per istrada mentre tornavano a casa in un Omnibus: si
deve trovare in qualche momento contrastata all’eccesso: andettero tempo fa a Greenwich e tanto disse e minag-
giò, bisogna, colla sorella che pregarono Papà a voler dare un appuntamento a Mammà con passato il Ponte di
Londra, ciò alla stazione a [...] per quindi andare tutti insieme.
Avrai piacere di sentire che quella Signora vedendo che Raffaelle non poteva vendere niente, gli ha comprato
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un Duca in conchiglia per tre ghinee e così abbiamo avuto questo rinforzo: vuole anche che si prepari il ban-
co, pensando per le spese, da poterci lavorare, pare con mira di fargli tentare in appresso pure a sue spese un
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Principe in pietra . Dio voglia che la duri questa buona disposizione! Ma veniamo alla macchinetta: questa l’ho
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potuta finalmente consegnare ad un giovane compreso nella spedizione del colonnello Cialdi il nome del quale il
diavolo fa che non si possa più ricordare e d’altronde non ho creduto affatto necessario di andare a fare ricerche
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per quello che ti dirò. È questi un giovane che vedemmo già in Civita Vecchia in casa Bujelli che partiva [...] per
l’Egitto a prendere le colonne e perciò già ci conoscevamo: sembra poi, e lo è difatti, un giovane amabilissimo e
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sarai contento di far la sua conoscenza. Mi ha egli promesso di volere venire egli in persona a trovarti potendo,
e io gli ho dato la direzione del tuo studio e del Caffè in Piazza di Pietra come luogo di ricapito per te. Andai ti
dirò a casa il Colonel Cialdi nel momento si può dire della loro partenza per Roma e mi avevano dato a credere
che questo giovane fosse il Colonnello: là poi conobbi il vero Colonnello e intesi anche il nome di questo giovane
che poi come ti dico non ho potuto più ricordare. Ho fatto una mancanza a non segnarmelo e anche un’altra di
non dargli una letterina d’introduzione per te ma mi fece capire che già aveva detto alle sorelle di venirti a dare
le loro notizie a voce; non so se abbia alcuna perché poco mi volle dire su questo riguardo, ma sembra anche
che non abbiano voluto dire niente a Papà nel rivederlo, dopo che mi abbiano conosciuto. Mi portò tanti saluti
di Giggi Guglielmotti ma bisogna che già dall’altra volta Sig. Padre dicesse loro qualche cosa di noi, che vedi che
non gli hanno mai chiesta neppure la nostra direzione per anche scrivermeli.
Ti mando, o per meglio dire mandiamo, la macchinetta pel mal di dente e certi sforzini pel violino che ti ha presi
R. e una piastra da fucile raccolta nella Torre dopo l’incendio; non dovrebbero arrivare tanto presto in Roma per-
ché vanno per li fiumi della Francia trattenendosi quà e là per riuscire poi a Marsiglia. Dio ce la mandi buona!! Li
bastimenti sono a quel che sento ma poi vapori in mano di gente mal prattica per quanto ci abbiano ingegnieri
non mi capacita. Cialdi dev’essere partito ieri.
Camillo mio gradisci la nostra intenzione ma non abbiamo proprio potuto mandarti niente che meritasse [...]
Federico
1 Monumento di Gioacchino Costa in S. Francesco a Ripa; v. lettera 53 (fig. 40).
2 Clemente Scarsella (lettera 26, nota 5; lettera 39).
3 Cammeo con il ritratto del duca di Wellington dal modello del padre.
4 Ritratto del Principe Alberto; v. anche lettera 54.
5 V. lettera 54.
6 V. lettera 3, nota 2.
7 Le colonne di alabastro per la nuova Basilica di S. Paolo, ricostruita dopo l’incendio del 1823 e riconsacrata da Gregorio XVI il 3 ottobre del
1840, furono portate dall’Egitto dalla spedizione del Colonnello Cialdi (lettera 54, nota 5) (ravioli 1870).
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