Page 128 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti



                La prima la prendiamo con un poco più d’indifferenza perché già il gran colpo lo ricevemmo in quell’altra e poi
                ci accorgemmo a sangue un poco più freddo quanto eravamo stati matti a prenderla così di punta, e non aver
                considerato che piuttosto maggior danno ne può venire a loro che a noi e che anzi una tal niffa venuta fuori
                adesso non potrebbe che farci compatire, se abbiamo voluto col venircene via evitare gli effetti, pur tremendi
                qualche volta, d’una disperata gelosia. Dici che giureresti che gliel’ha dettata Papà, ma pare che so io che non ne
                sei quasi certo; ma non vedi già che a principio, come succede sotto la dettatura, una parola è ripetuta due volte?
                Che Elena non avrebbe potuto affatto scrivere così? Adesso dunque Cammillo veniamo all’accusa contro di me.
                Ti dice dunque che io e Mammà dicessimo a lei che tu ci avevi data la spinta a venire fuori per paura di doverci
                mantenere quando Papà non avesse mandato più altro; fin qui non vedo che ti facessi alcun torto se lo dissi e lo
                tornerei a ripetere perché nessuno te ne saprebbe dar torto; l’iniquità consiste nella giunta che noi per non poterti
                sentire di più dicessimo finalmente di si, quando poi incominciando da Elisetta non ci parve vero di trovare in
                te un fratello che ci facesse simile proposizione. Ci avresti potuto tu mantenere? Lo avresti dovuto fare, quando
                sapevi che quelli quatrini levandoli da noi sarebbero andati a qualche puttana? La seconda è che de li quatrini
                che erano tuoi e ce li volevi far comparire di Seni, e per questo tu mi volevi portare da Seni per colorire la cosa.
                Non voglio dire uno sproposito, ma Dio mi fulmini in questo istante se ho mai detta una simile cosa, come la
                racconta lei. Figurati che la mattina che ricevetti le prime tue lettere che mi portò Raffaelle, nel leggere le quali
                ci commovemmo tutti per le tue espressioni, dopo averle lette ci trattenemmo a discorrere di te e di quello che
                era successo ed io dissi (buciarda indegna) anche che quelli quatrini fossero stati suoi, il che a noi non ci deve
                importare niente (questo appunto perché mi pare che lei se ne uscì o se n’era uscita dappresso quello che andava
                dicendo Papà) sempre li avrà da ripagare ed ho notato però che benché la prima volta che se ne parlò mi voleva
                portare da Seni per fare forse qualche carta di dichiarazione poi non lo fece e si fidò di me. La terza poi è che noi
                ci siamo lagnati che tu ci rispondesti una volta che dovevi anche tu faticare dalla mattina alla sera come per dirci
                che non ci potevi mandare quatrini avendoti noi prima mostrato che stavamo male. Non mi ricordo di averti mai
                fatto capire che stavamo male a quatrini, se non almeno dopo che ne avevamo ricevuti; benché qualche volta,
                e adesso te lo posso dire, ci siamo trovati in gran cattive acque; ma anzi è stato sempre il nostro piano di farti
                credere in questo affare una cosa per l’altra per non spaventarti. Mi pare che una tua ce ne fu nella quale dicesti
                espressioni consimili, come le ripeti in tutte le tue, ma noi al più con Mammà avremo detto che c’incresceva che
                tu credessi forse che non ne eravamo persuasi, e che noi anzi aspettavamo da te di più.
                Insomma adesso vanno inventando questa razza di buciarate perché vedono che andiamo uniti: questa è stata
                lusingata [...] sarà infame ed è riuscito a staccarci quelle due che pure una volta ci volevano bene. Il male è che
                adesso da tante circostanze minute non possono non peruadersi che Mammà ci venga a ridire tutto e figuratene
                gli effetti.
                Raffaelle non ti può salutare perché come ti ho detto non c’è: quest’altra volta spero che potremo raccontarti
                meglio con una più lunga lettera; addio, ti do mille baci
                Tuo Fratello
                Federico


                1  Charles Robert Cockerell, v. lettera 27, nota 6.
                2  Per i rapporti di Raffaele con i Morrison v. lettera 1, nota 25.
                3  Per la Maddalena di Pistrucci v. lettera 7, nota 3.




















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