Page 125 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855



             possiamo saper più con Federico se la ragione di quel raffreddamento dipendesse o perché io gli avevo detto di
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             quell’Architetto  che pareva che avesse qualche idea di ritirarsi e perciò vollero risentir tutto da Federico stesso;
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             oppure dal tanto aver da fare che ha avuto lui con la cosa del nuovo Capo di Zecca  che vuol saper tutto quel
             che è stato fatto dal 1800 in qua; basta la conclusione è che non ti prendi paura per questa parte perché pare che
             le cose riprendano una buona piega. Abbiamo riparlato del banco e di quello che si dovrà fare, quando avremo
             veduto in che stato è. Non mi ricordo se ti ho detto nell’ultima che Machado è in Londra e che quando andò da
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             Papà lo ringraziò per il bel busto  che tu gli avevi mandato; ma non si parlò niente di pagar le spese. Alla Sig.ra.
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             M. ho dato quel puttino che ti dissi  ed una testa di Giove per due ghinee che assicurati che vennero proprio in
             tempo. Dell’affare di Merlin  non se n’è più parlato.
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             Adeso ti devo dire che non credi che ci tremi la lingua in bocca, ma anzi che all’occasione l’adoperiamo come si
             deve. Non ti prender pena per li zolfi  che rimedierò in qualche modo, nè dell’importo della cassa che in qualche
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             modo tutto si accomoderà. Così mi piace di sentire che hai da lavorare e spero che sempre ce lo farai sentire.
             Bravo Giggi; da Mattematico si era messo a far da buttero: certo che è stato molto prevocante per lui perder
             quanto possedeva in un momento. Mi farai il piacere di salutarmelo e lo stesso farai da parte mia con Seni. Dici
             bene che il verbo pagare gli deve esser fuggito sotto occhio e sembra che non ci facessero gran caso a questo,
             giacché anche il suo amico il verbo pigliare lo conosce bene, ma l’altro di pagare no. Camillo mio non credere
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             quanto penso che questo sarà il secondo giorno di Natale che non lo passiamo insieme . Pazienza per un poco
             già ci vuole. Povera Mammà dice che dovrà soffrire molto quel giorno per non poter stare insieme con noi tutti. Si
             per parte sua che per parte mia e di Federico ti auguro che facci un buon Natale e possi avere un buon principio
             d’anno. Dirai lo stesso anche a Nina, a Pippo e a quelle care nepotine dando loro di più per parte nostra tanti
             baci. Non ti scordare in casa Minetti, Tombesi, Seni, ed in casa di zia Nina e di zia Checca di fare lo stesso dando
             a tutti i nostri saluti e a quella di zia Nina dirai che presto voglio scriver loro. Addio Cammillo mi facci sentire e
             stai bene e dandoti un bacio ed un abbracccio di cuore mi dico tuo aff.mo Fratello
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             Caro Cammillo,
             non ti ho scritto molto a lungo questa volta perché già Raffaelle mi disse di volertelo fare egli e poi per qualche
             settimana sarò ancora molto impicciato. Quell’Architetto  ieri mi pagò e me lo fece a ragione di una lira e mezza
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             la settimana: quella mezza lira la settimana di più ci farà assai e potremo adesso vivere un poco meglio: non aveva
             potuto io informatene prima di ieri per varie circostanze e perciò si era convenuto tirare avanti come si poteva ma
             grazie a Dio adesso ho piacere di poterti scrivere. Tu stati però tranquillo per noi a questo rapporto e che perciò non
             ti levi più un bajocco: abbiamo gradito infinitamente l’offerta che ce ne hai fatto ma non [...] noi di bisogno ti dici-
             remo che pensi pure a te. C’è di nuovo che quell’Architetto ieri per la prima volta mi si mostrò informato dell’affare
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             nostro (deve essere stato informato da Mr. Hamilton  o almeno vuol procurare di fare a Mr. Hamilton un piacere)
             il fatto si è che tentandosi prima di aprire la bocca, che non voleva sentire alcuna cosa ne pro ne contro mi voleva
             dare mi disse il consiglio di amico di fare il possibile di riappattarmi con Papà: già mi aveva detto tempo fa che fossi
             andato spesso da Mr. Hamilton o che so io: tutti indiziò che voleva interporsi egli spinto forse dall’amico. Che cosa
             fare ancor non ti posso dire niente perché a niente [....]: vorremmmo poterne discorrere con quelli signori prima:
             non vorrei che questo fosse un piacere fatto con Mr. Hamilton perché gli arrivino ogni giorno qualche cosetta alle
             orecchie. Di Mammà nostra Raff. ti ha già parlato e questa è quella ché ci avvilisce principalmente. Ogni volta che la
             possiamo vedere principiamo di darle tutto il coraggio e ogni volta gliene raccontiamo delle nuove per farle sperare
             che finalmente un giorno la potremo levare di la. Nel mostrarcisi cosi perduta povera donna che questo anno è il
             primo Natale che passerà senza di noi gli abbiamo fatto sperare col farle vedere tanti felici aspetti che nell’anno
             venturo non sarà così ma che anzi faremo il Natale più bello che avremo mai fatto. Papà già incomincia a dire di
             volerlo andare a passare in campagna ma ancora non c’è niente di deciso: noi finora crediamo che lo passeremo qui
             fra noi due ma ti assicuro che se sarà così colla compagnia l’uno dell’altro lo passeremo bene. Bene speriamo che
             lo passerai ancora tu e povera Nina con Pippo e le briccone. Augura la festa da nostra parte a Seni e alla moglie e
             a casa Minetti e a quelle di zia Checca e di zia Nina ec. Ricordati di noi addio; ti abbraccio di nuovo
             Tuo aff.mo Fratello
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