Page 130 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
del viaggio di nove ore e mezza, che vommitai perfino il sangue, ad un pizzo di un letto, egli si mise in mezzo e
fece metter lei dall’altra parte. Perché mo’ quando si servì di detta per modella benché stesse al terzo piano stava
a porta serrata? Lui sapeva che a me conveniva farmi sentire quando andavo a casa perché la chiave del portone
non l’ho mai avuta; e poi egli stesso un giorno fece alzare Elena dal letto in cui stava, con scusa di farmi veder
l’effetto dei capelli messi in un modo più che in altro, ma per farmi veder che si serviva di lei ma con la camigia
indosso. A che tante precauzioni dunque? in casa non c’era che la donna e questa certamente vedeva e sapeva
che Elena gli serviva per modella (perciò aveva l’ordine che se non era da loro chiamata non doveva andare di
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sopra) come lo vedevo a sapevo io. Se tu vedessi l’azione della Madalena vedresti chiaramente che una modella
con la camigia indosso potrebbe servire per copiare un gnommo. E quando si metteva a sedere, con lei che ben-
ché in piedi gli stava abbracciata al collo, a cantare la ninna, e la nanna, che se lo ha seguitato a fare fino adesso
come seguita, quando eravamo soli arrivava al punto di stommacarmi e bisognava alla fine che me ne andassi
dalla cammera. Parlo di lui non già di lei. Non ti dubbitare che non manca chi ha qualche sospetto di qualche
buggiarata, e ce ne piange il cuore, non per lui, perché oramai è conosciuto abbastanza, ma perché cosi avrà
rovinata per sempre chi cogliona come è, si lascia pacere adesso di speranza, e a forza di regali condurre a tal
segno da posporre l’onore dei fratelli; a questi si aveva detto di non voler scrivere tali cose, ma oramai siamo
stati obbligati a farlo, perché appunto essendosi egli ricordato che io sapevo simili baggatelle si è ma troppo
tardi appigliato a questo infame partito. Tu mi dici di non voler sentir alcuna scusa, perché neppure te ne entra
il minimo sospetto, e lo credo; ma se sapessi però che buggere che ci ha prodotte quella lettera mi compatiresti
se ho spregato un poco di carta e tempo nel difendermi con te. Rapporto a Mammà noi seguiteremo avanti a
consolarla, a darle speranza più che potemo; ma gia sappiamo che ci è stata un’altra tremenda lite, e che poi si
è fermato col dire, che non la vuole più in casa e che mandi pure un avvocato per discorrere sugli interessi, che
lui non farà né più, né meno di quello che questi decidesse. Mammà certo che così non può durare molto già
perché povera donna va calando di giorno in giorno e a gran passi non curandosi quasi più di uscire dalla Zecca;
al contrario egli ne gode di questo e vorrebbe sbrigarsene in un modo o nell’altro, cosi appena lei fosse andata
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via da casa entrerebbe quel bastardo che egli stesso (e l’ho inteso con l’orecchie mie quando con Elena faceva
il conto in che mese poteva essere uscita gravida la madre) dice che non sa di certo se è suo e le sorellucce ne
prenderanno cura e lo terranno come un fratello a seconda di quello che hanno promesso esse stesse, non che
poi vi entrerebbe in casa pure la madre. Se ti manda però un Avvocato che si fa? forse egli non vorrebbe altro per
poter provare che siamo noi i primi a provocarlo, per non farne niente infine. Mi capirai bene che se levassimo
Mammà di là senza avere per lei un fisso, sarebbe come dicono levarla dalla padella e buttarla nella bracia. Vo-
lendolo forzare a passarle un fisso bisognerebbe passare per le mani del Tribunale della Città per conseguenza il
giorno appresso sarebbe su tutti i giornali, ciò che sarebbe per lui di certo rovina, che andrebbe a rischio di
perder l’impiego, e allora poi ... Vorressimo se si potesse salvare e capra e cavoli ma come? Più volte siamo stati
sul punto di levarla di là, ma poi pensando che saressimo stati costretti a far questo passo, non l’abbiamo fatto,
non avendo potuto avere sul momento il tuo parere ancora. Ma in appresso come diresti che ci regolassimo? Ti
abbiamo sempre messo al giorno di tutto, che, adesso per regolar l’affare di concerto con te vorressimo sentir la
tua oppinione. Non nominare niente di quello che di sopra ti ho detto d’Elena e Papà né con loro se gli scrivi né
con altri non già perché tema di passare per un calugniatore, ma perché vorressimo poter dire, che l’averti comu-
nicato queste verità ad essa non potranno portare pregiudizio in questo genere. A questa rispondimi a posta
corrente perché così so più presto che l’hai ricevuta.
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Veniamo ad altre cose più allegre: come hai inteso da Federico, ho cominciato il ritratto di Mr. Morrison in cera
perché lo voleano e in conchiglia e in pietra dura ed è andato a fenire come l’ordinazione del busto tuo di Papà ;
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è facile più in là che vogliono permettermi dirò, di finirlo. Ho fatte due Regine e non trovo a darle via, però non
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mi stanco e metto da parte lavori intanto, e vado avanti dicendo che se vendo vendo se no mi restano i lavori.
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Federico seguita a lavorare a corpo morto per quell’Architetto che adesso che è il tempo delle letture lo fa fatigar
davvero, ed esso lo fa con la speranza che la volta prossima che lo pagherà voglia dargli una lira e mezza come
gli dette la volta passata.
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Di Vittoria si dovrebbe concludere tutto se il Padre dell’Amante non si ripacifica col figlio ed acconsente che questi
sposi Vittoria. Il motivo di tutto questo cambiamento è stato che il Padre del ragazzo aveva volontà, solamente per
dir lo conosco, di conoscer Papà. Quello non lo faceva per discorrer d’interessi perché già sa che Vittoria non ha
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