Page 132 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 49

                Al Signor Cammillo Pistrucci
                Per ricapito
                Caffé in Piazza di Pietra
                Roma
                                                                                           137 Fenchurch Street City
                                                                                             5 febbrajo 1842 Londra
                Caro Camillo,
                meno male che ci desti buone notizie rapporto a gli sgrassi, e che ci assicurasti che stai bene. Ti aveva risposta
                una lettera la sera stessa che ricevemmo la tua ma poi il giorno appresso pensammo meglio di non mandartela
                e ciò perché ci mutammo di parere rapporto l’affare di ripescare la pace generale come adesso sentirai. Io sono
                stato con un cattivo raffreddore ma adesso ti posso assicurare d’essermene affatto liberato. Il motivo principale
                anzi l’unico credo che fosse la camera dove siamo stati finora perché era alquanto umida, essendo a pianoterra e
                ricevendo la luce da uno sky-ligth nella parte che sporgeva dentro un cortile: Raffaelle già ci si prese il raffreddore
                e dolori che soffrì tempo fa col semplicemente mettersi una camicia che era stata in un tiratore: io di più già ci
                soffrii un poco di flussione di denti; motivi per cui lunedì scorso ce ne venimmo via e siamo venuti ad abitare qui
                in una camera di tutto inferiore per tutto altro fuori che per la salubrità: si aggiungeva anche che noi pure aveva-
                mo uno sgrassatore domestico intendo la padrona di casa che procurava per quanto le venisse fatto di esercitarsi
                con noi... Ma veniamo alle cose nostre.
                Per dirti la verità la tua ultima ci meravigliò un poco come tu stesso pensavi avrebbe fatto, non perché ci propo-
                nessi quello che facevi, ma perché piuttosto che farci una proposta, si può dire che ci davi notizia di un fatto. Le
                grandi difficoltà che ci si affacciarono subito di poter combinare la cosa, difficoltà vere, e qualche altra conside-
                razione che pure non andrebbe trascurata, ci faceva risolvere nel momento di sospendere la cosa per qualche
                poco, per poterne prima con te discorrerne e maturarla un poco meglio ed in questo proposito ti fu scritta quella
                che poi non ti fu mandata. Il giorno seguente prima di sospenderla si incominciò a pensare che sarebbe sembrata
                quasi una nostra superbia il non volere adirittura seguire il tuo consiglio, molto più che ci dicevi di avere consi-
                derata la cosa molto bene prima: e bene, ne venga quello che ne può venire, dicemmo; non possiamo certamente
                sembrare noi soli gli ostinati; procuriamo il miglior mezzo di rifare questa pace. Dio solo sa se a braccia aperte ci
                dimentichiamo il tutto; se siamo pronti a fare molti sacrifizii per mantenere la pace, se una volta si potesse rifare
                ma per dirti la verità non ci è sembrata mai una cosa da poterci sperare. Tutte le considerazioni che ci occorrono
                su tal soggetto sono troppe da potersi esporre, ma quella che emerge fra le altre è quella che sono purtroppo gli
                accordi fatti per bugiarare Raffaelle particolarmente; una specie di quelli che procurava egli di fare e con questo
                e con Elena pochi mesi prima, quando sapevo che avrebero dovuto discorrere con qualcuno per informare quella
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                povera donna di Mammà. Basta, sia comunque: andai a casa Mr. Hamilton : fui ricevuto molto cortesemente: mi
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                disse egli che aveva ricevuta una lettera di Mr. Cockerell , quell’Architetto presso cui sto io, nella quale mostrava
                la soddisfazione che gli dava io ec. ec.; nel pronunciargli il nostro desiderio di volere tornare amici con Papà e
                nel pregarlo poi che si fosse voluto egli interporre per noi presso il medesimo, mi si mostrò oltremodo contento e
                mi promise che l’avrebbe fatto con sommo piacere: mi disse che davvero bisognava far cessare ogni accusa e che
                gli incresceva che il giorno appresso non ci sarebbe potuto andare per qualche impiccio: mi regalò la medaglia
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                ultima pubblicata da Papà  che pure gli è costata due ghinee aggiungendo poi che intendeva di regalarla ad am-
                bedue ec. puoi figurare la nostra anzietà di sapere un qualche risultato, non aspettandone uno buono, ma sai che
                abbiamo saputo finora? sappiamo che il mercoledì puntualmente e forse non gli sarebbe tornato, andò allo studio
                e che ci si trattenne per qualche ora: niente hanno fatto penetrare ed ora che sono trascorse quasi due settimane,
                non vogliamo più tardare a risponderti. Io ho lasciato che il sopradetto al dirmi egli ridendo “ma durerà poi?” ri-







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