Page 120 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 44
Al Sig.r Camillo Pistrucci
Per ricapito
Caffè in Piazza di Pietra
Roma
18 ottobre 1841
15 America square, Minoris
Caro Camillo,
Credendo noi che ogni interposizione di tempo nel darci l’un l’altro tutte le notizie che possiamo possa pregiu-
dicare la santissima causa che siamo uniti a difendere: ti voglio con questa fare avvisato d’un sospetto di molto
rilievo che abbiamo al presente. In questa occasione ti mando la lettera per Paolo che come quella che ti mandai
già, mi farai il piacere di chiudere e consegnargli.
Delle tue lettere se siano arrivate o no non ne sappiamo niente; c’è l’ordine come già ti dissi al portiere che
mandi il portalettere allo studio e perciò ne adesso né in appresso, se le sorelle od egli stesso non parla potremo
sapere più niente su questo riguardo. Mammà, povera Mammà come se non ci fosse: nessuno le parla e le si da
il mangiare come si darebbe a un cane: quelle sorelle, ma meritano più un tal nome? S’alzano la mattina e se ne
vanno con lui, per servirsi della casa quanto giusto per dormire e trista lei se nomina il nome di chiunque di noi.
Quello che c’è di nuovo si è che l’altro giorno stettero tutti e tre fuori di casa tutto la giornata e poi la sera se
ne tornarono con delle nuove spese fatte di abiti o che so io, fatto che ha sempre preceduto qualche suo nuovo
tentativo cui intendeva che un silenzio almeno dalla parte delle sorelle gli sarebbe stato necessario, Il giorno ap-
presso parlava di leggi di questo paese: che a lui stava il mandarci o no tutti in galera e per primo te e altre cose
poi intorno a Mammà che dimostravano quasi fossero stati il giorno avanti a chiedere informazioni a quanto si
potrebbe estendere la nostra condanna “Le mie vendette non sono ancora incominciate” queste sono parole che
gli stanno sempre in bocca e certo è quel che sembra non ancora sazio di quanto già ci fa soffrire. Tu non faresti
male Cammillo mio attenendoti agli soli fatti dimostrabili che preparassi una breve esposizione di tutto quanto
l’occorso, onde poi facendo io lo stesso potessimo prepararci a qualunque evento. Tu sei informato quanto lo
siamo noi e perciò puoi intendere a pensare a quale strada sarebbe meglio che tenessimo nell’avvenire, se le cose
rimangono in questo piede: non mancare nelle tue lettere d’ora in avanti di ragionare con noi perché quello che
non vedessimo noi lo potresti vedere tu benché lontano.
Come si farà per la risposta di Nina? Se va in Zecca non solamente potrebbe essere che non l’avessimo ma potreb-
bero forse pure non dircene niente, come fanno adesso delle tue. Noi non sappiamo come regola questa faccenda
non sapendo come tu ti sei regolato fino a questo punto con loro. Pensiamo in questo momento di ritardare la
cosa per una posta, onde tu abbi il commodo di avvisarlo loro nel modo che più ti parrà e piacerà. Abbi questo
pensiero pure per gi altri.
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Raff. ha finito quella Baccante per la Signora per la quale fra le tre date in avanti e quelle date al termine del
lavoro ci ha rimediate sei ghinee. Aveva la medesima detto a Raff. che finita l’una gliene avrebbe fatta fare un’altra,
ma adesso poi non la vuole più: adesso dice che aspetta che Raff. abbia il banco , per poi piutosto avere qualche
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cosa in pietra.
Era sommo il furore per questo banco, ma adeso che so io pare che ci sia un poco di raffreddamento: basta è
inutile a dubitare adesso, se prima non si vede il fatto. Cammillo mio sappiamo li pensieri che hai e le spese ma
la necessità che Raff. pure ajuti la barca in qualche modo si ri fa inculcare la mestizia: figurati che poi per qualche
mese almeno dovremo andare avanti senza speranza che Raff. guadagni un penny.
Aspetto con ansietà il giorno 25 per vedere a che altri [...] mi metterà. Era tanta la rabbia con cui ti scrivemmo
l’ultima volta per la nera calunnia con cui egli cercò di venire fuori che ci dimenticammo ambedue di dirti che
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