Page 123 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855



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             loro, e ci anderemo, forse chi sa che non vogliano parlare di Merlen  del suo posto e combinare bene qualche
             cosa, potrebbesse ancora per il contrario, sentiremo; e ti sapremo dir il tutto ben presto.
             Cammillo mio io ti sono obbligato infinitamente pel banco, della cera e di tutto quello che fai per me, e non me
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             ne scorderò mai. Di Vittoria  si che si marita con quello almeno pare così; ma non sarà così presto come pareva
             che volesse essere, Mammà intanto coll’andarci avanti e dietro giorni sono un poco più s’imbatteva in Anna ed il
             figlio, che stava da Vittoria. Sai che disse Papà quando intese che Mammà era stata impostata da Anna, in casa di
             Vittoria? che ha ragione quella e che lo fa apposta di procurare d’incontrarla per dirle in faccia che ha più diritto
             lei di star in Zecca ed esser considerata come sua moglie che Mammà. Per sera ci fu un’altra gran lite e non potè
             dir altro a Mammà se non che, lei con la donna lo spogliano, e che sono la rovina di quelle due povere ragazze,
             perché adesso che è tutta robba loro, loro ne ricevono tutto il danno de questo, non saprei che dirti. Tutte cose
             fatte e dette da Macchiavellista per mettere le sorelle contro la loro Madre. Cammillo mio addio ho una prescia
             che non poi credere perché sono oramai le 6 della sera ed a quell’ora non si impostano più lettere. Ti raccoman-
             do di un saluto per tutti e facendo con te il medesimo con tutto il piacere mandandoti mille baci mi dico
             Tuo affmo Fratello
             Raffaelle

                                                                                              15 America square
                                                                                                       Minories

             Cammilo Mio, ti lagni che non ti scrivo ma tu bene saprai che è tanta la mia schiavitù che non posso neppure scrivere.
             Ogi adeso sono venuta a trovare Raffaelle e mi ha letto la tua lettera dove con gran piacere sento il felice stato di tua
             salute, come grazia a Dio e di tutti noi. so che ti scrivono le tue sorelle e papà ma a me non mi si dice ne quando
             ricevono tue lettere ne quando ti rispondono perciò come voi che ti scriva ma figlio mio se non ti scrivo ti amo da
             madre e li miei penzieri il mio core il mio amore si cambierà mai perché lo ha per me. Dio sa cosa ci sofro per non
             essere unita sia a lui che a quelle due ma il mio attaccamento che ho per tuti voi la morte mia lo distruggerrà anzi più
             so che sofrite e più ne sofro. E poi Cammillo mio cosa voi che ti scriva cose di consolazione non te ne posso scrivere
             ne per me ne per parte di questi due poveri figli quanto a me se ti avessi da scrivere per quante ne sai so sicura che
             non ci crederessi basta prega dio per noi e particolarmente per me che mi dia forza e pazienza da sopportare ma non
             so come andare a terminare. Salutami Seni con la sposa tutti di casa Minetti e Tonbesi tutti di casa Toni Fabri tutte le
             femmine di zia Checca con lei salutami Rosina del Dottore e anche lui. Salutami zia Nina quando ritornerà in Roma
             e tutti li figli e figlie; se vedi qualcuno da casa di Toto o Clemente  salutali tutti da mia parte come lo stesso farai con
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             la signora Mariuccia Costa  e tutti della su famiglia se hai occasione di scrivere a Nina  Pippo quelle tre care nepote
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             ma particolarmente Emilia mia scriveli tante cose per me; salutami la balia Checchino e chi ti domanda di me, resto
             salutandoti caramente ed abbracciandoti di cuore acoriandoti mille felicità ti mando ancora mille Benedizioni
             Tua affma Madre
             Barbara Pistrucci


             1  Charles Robert Cockerell, v. lettera 27, nota 6.
             2  Anna Crowley; v. lettera 26, nota 4.
             3  Mrs. Morrison.
             4  Per la prima Baccante fatta da Raffaele per Mrs. Morrison v. lettera 35. Il Genio della caccia fu poi acquistato dalla Morrison (lettera 46).
             5  V. lettera 37.
             6  Jean Baptiste Merlen, medaglista e incisore di monete di origine fiamminga. Poche sono le notizia sulla sua vita e sulla sua attività (thieme
             - BeCker XXIV, p. 418; forrer IV, pp. 38-40; VIII, p. 56; Pollard 1971, pp. 316-317). Dalla Francia dove lavorava presso la Zecca di Parigi
             (medaglia per l’incoronazione di Napoleone I nel 1804) giunse a Londra alla Royal Mint assunto su raccomandazione di Pistrucci che lo aveva
             probabilmente conosciuto a Parigi. “Assistant engraver” sotto Pistrucci (11 febbraio 1820) e poi sotto Wyon fino al 1844. Nel 1823 incise il
             rovescio della doppia sovrana dal modello di sir Francis Chantrey (lettera 46, nota 3) che Pistrucci aveva rifiutato di copiare e non si poteva
             affidare a Wyon un lavoro rifiutato da Pistrucci. Tra i suoi lavori due medaglie ritratto di Giorgio IV, alcune mini-medaglie (Guglielmo IV e la
             Regina Adelaide del 1832, Matrimonio della Regina Vittoria del 1840); v. anche lettera 34.
             7  V. lettera 1, nota 17.
             8  I fratelli di Barbara.
             9  Maria Chiappi, moglie di Gioacchino Costa.
             10  La figlia Caterina con la famiglia non risiedeva evidentemente a Roma.






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