Page 118 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
do i doveri di sorella nel rimproverare Papà l’enorme minaccia fatta da lui a Raffaelle chiamò in testimonianza la
donna ch’era stata presente a tutto, che dicesse s’era vero o no della mano messa al coltello anzi dall’essere stato
cavato fuori: quella Elena che sa le tante lettere che abbiamo sue nelle quali ci fa vedere che moriva per noi dopo
la nostra allontananza: quella medesima, non solamente acconsente di essere portata in ballo così infamemente
ma anzi positivamente vi coopera col lasciarsi vincere da regali in modo da potere resistere a reggere la penna
in mano a scrivere sotto una dettatura così calunniante? Mi sento crepare adesso al solo affaciarmesene l’idea. E
non capisce che si ruina? Non capisce che sono tutto fumo e promesse che le vengono fatte? Non capisce che
il vero piano di Papà è di servirsene come d’un istrumento adesso, e che ad una sua chiusa d’occhi si troverà
non sistemata, non maggiormente onorata di quello che lo fosse prima e con le mosche in mano? E la ruina che
ambedue cagionano a quella povera Elisetta nostra che per poter rivedere un sol momento darei qualunque cosa
ho di più caro? Seguiterò ad amare ambedue e non dimenticherò mai di pensare al loro interesse, ma quella, ti
dico la verità per cui i maggiori miei pensieri saranno sempre è questa poverella che non ha alcuna colpa e che
anzi è minacciata se non li seguita in tutto e pertutto. Un anno fa stava ad assistermi con tanto amore nella mia
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malattia in Parigi e non me ne andrò via mai la memoria e qualunque cosa accadesse in appresso sempre avremo
conosciuto che cuore aveva per noi e potremo essere sicuri che tornerebbe ad adorarci, cessato l’affascinamente
che forse nel momento presente la tiene contrastata, torniamo ad altro. Ti dico con piacere che finalmente ho dato
termine ad un lavoro su certi Autori Italiani datomi da fare da quell’Architetto che mi ha tenuto occupato molto
per la gran premura che ne aveva e che perciò se un altro malanno non mi scappa fuori potrò con più tempo
adesso discorere con te della nostra disgrazia e anche di altre cose.
La lettera che Elena prese per una di Giggi era una di zio Clemente obbligantissima nella quale mi ringraziava che gli
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aveva aquistata quella macchinetta e mi pregava di fargliela avere alla prima occasione: mi parla poi del Capo degli
Ingegneri, e mi diceva che più movimenti erano occorsi dalla mia partenza e che egli non mi dimenticava ma che
anzi stava aspettando la prima occasione. Occasioni ne avrei avute io per mandargli la macchinetta nel Sig.r Luigioni,
ma chi si aspettava che venisse la vigilia della sua partenza e che poi non ci lasciasse la sua direzione? io non mi ci
potei trovare e cosi neppure potei combinare la cosa li per là a questo aggiungi che siccome pochi momenti dopo
dovevamo andare fuori, così Raffaelle neppure pensò a dirgli niente. Pigliandomi poi l’arbitrio di andare tardi allo
studio una mattina, con gran rischio pure, perché non puoi figurarti come siamo notati se un sol giorno ci accade di
farlo, e d’altronde licenze non le possiamo ottenere e non abbiamo che il solo giorno di Natale e Venerdì Santo di
vacanze (ti racconto questo perché anche l’affare delle pistole sarebbe stato sbrigato prima se non fosse così) volli
fare di tutto per potergliela mandare per parte di quello scultore, unita alle penne per Azzurri ma questi dicendo
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Raff. che lo scusasse tanto perché doveva ancora viaggiare molto non volle ricevere neppure una lettera per te. Nel-
la scatola delle pistole mi fu impossibile di farcela entrare. Scrissi già è lungo tempo, come ti ricorderai, a zio e gli
diceva che già aveva acquistata, ma come? se non avevamo da comperare? Adesso ce la ho davvero e farò tutte le
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ricerche possibili per potergliela far pervenire . Prima che me ne dimentichi dimmi se è Presidente . Quanto per me
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che per te sarà sempre bene che ce lo accareziamo, e quando venisse anche per me una chiamata un giorno, allora
sarebbe il tempo di dire un si o un no: chi può prevedere il futuro? Pippo, Nina e quelle briccone che faranno? Sto
per scrivere loro in una di Mammà non so proprio come contenermi. Non ti dimenticare di andarci dicendo come
si va spargendo l’affare nostro e con chi ne possiamo parlare. La povera Balia, Cammillo mio, te la raccomandiamo:
non puoi credere il fastidio che ci dette il sentire quello che ci dicesti: ci voleva un gran bene, e se non fossimo
stati noi, sarebbe forse adesso maritata: non ce ne dimentichiamo. Ti compatiamo davvero che hai tanti pensieri, ma
come poter fare a levartene qualcuno? Ti sei portato benissimo nel rispondere alle loro lettere e mi dispiace che in
questa non ti posso far conoscere come vorrei quello che più dell’altro ci è piaciuto; tieni forte per carità come fai
ed in quest’altra, un poco più a sangue freddo discorreremo a lungo sopra vari punti che adesso neppure ti potrei
toccare perché non sappiamo che effetto farà la tua.
Quella Signora è andata a Dover per diverse settimane e perciò staremo un pezzo prima di rivederla.
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Oggi abbiamo saputo che il Portiere della Zecca ha ordine di mandare il Porta lettere allo studio per non fare
sapere niente a noi se riceve lettere e da chi. Niente di nuovo apparisce in loro e perciò siamo allo scuro affato.
Aspetterò tutto domani e poi in ogni modo te la spedisco.
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