Page 113 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
LETTERA 41
Al Signor Cammillo Pistrucci
Per ricapito
Caffé in piazza di Pietra
Roma
Londra 7bre 3-1841
Car.mo Cammillo,
Abbiamo puntualmente ricevuta la tua lettera colla cambiale il 26 di agosto e l’altra l’avessimo il 31 già quella po-
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sta restante ci pervenne subito. L’affare delle pistole va benone; l’abbiamo già prese; non te le possiamo mandare
subito perché l’unico spedizioniere che è stato potuto trovare, e ce le manda per mare almeno fino a Livorno, ci
ha detto che il bastimento che dovrebbe portarle non parte che fra due settimane. Noi faremo tutto il possibile
per vedere se ce n’è qualcun altro che potesse spedir prima, in ogni caso appena le consegneremo ti scriveremo
informandoti del tutto. Non ti abbiamo scritto prima perché speravamo con questa di poterti dire che erano state
consegnate. Rapporto le cose nostre, non va tanto male adesso; sono circa due settimane che non si litiga più.
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Sabato e Domenica andarono tutti a Greenuich e Mammà si divertì molto. Vedi come sono le cose, prima tanto
fracasso e adesso tanta quiete; forse sarà perché nel momento presente sta battendo la medaglia del Duca di
Wellington che va spacciando per via di sottoscrizioni (fig. 32). La lettera tua che dovrà andar in Zecca vedremo
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che effetto farà; appena ci fosse qualche cosa di nuovo te lo scriveremo.
Speriamo che stia per giungere qualche tua lettera per quietarci su quel che seguita tuttora a dire rapporto a
te. Io non ho tempo per scriverti molto questa volta, sento Federico che ha intenzione di fartela lui una lunga
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lettera. Quest’ultima tua va benone e la terremo per mostrarla quando verrà l’occasione. Luigioni è già ripartito
e da lui ti farai raccontare come fu fatto per far che potesse vedere Mammà in casa nostra. Questa mattina sono
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stato a saluta il signor Wolff che ieri giorno venne da me ma non mi trovò in casa. Mi ha detto che benché aveva
promesso a Papà che prima di partire lo sarebbe andato a trovare non ci voleva andare più essendo restato tanto
disgustato dal suo modo di parlare contro di noi.
Mi ha domandato a me qualche cosa e mi è convenuto rispondergli come per esempio che era come lui crede-
va per motivo di una donna, una delle cause; gli dette ad intendere che ci mantiene con 40 scudi il mese e che
Mammà non è con lui ma che sta con noi, sicché vedi bene che a tacere oramai è inutile. Camillo mio non so se
farò bene in questo momento che già avrai tanti motivi che t’inquieteranno, ma credo che l’agire di nostro Padre
già t’abbia preparato a sentirlo. Ritornati che siamo dai signori Morrison alla prima occasione che mi si presentò
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(Federico non era li) le detti la tua lettera La gradì moltissimo, o almeno tale si dimostrò ma il risultato? il risultato
fu più buono per noi che per te. Cominciò a farmi considerare che le circostanze erano cambiate; che avevano
poi dovute cavar tanto denaro in si poco tempo, e tant’altre di queste, che mi chiuse la bocca e non ebbi il co-
raggio d’offrirgli il putto. Mi pregò di dire anche a Federico che quando ti scrivevamo avessimo con te fatte le
sue scuse; anzi sul punto di risponderti si mostrò un poco sconcertata prima di far la conclusione. Non ha voluto
risponderti ella stessa e quel che si vede per non mettere in iscritto i motivi che ora ce la distolgono. Il risultato
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per noi fu che sentendoti raccomandarmi a loro, e non potendo per ora far niente per me in Zecca mi doman-
darono se avevo alcuna cosa di bello da poter fare in conchiglia, oltre il ritratto della Regina e mi disse lei di
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fargli una baccante di Papà che tu devi conoscere. Le finezze che ci fanno non puoi credere in specie da doppo
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la lite con Papà. Il marito ci viene a trovare a casa e ci ha detto che in qualunque caso ci trovassimo andassimo
da loro che a ricorrere. Quest’ultima volta che ci siamo veduti che fu in occasione che ci portarono al giardino
zoologico a veder l’animali, in carrozza incomiciano a discorrere perché non incidevo in duro ed io e Federico
gli rispondessimo che appunto la matina avevamo avuto la lettera da te in dove mi dicevi che avevi acquistato il
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banco da incidere per me ; dissero allora che non sapendo in che altro modo per ora giovarmi per non farmi
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