Page 110 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 40
18 da Londra
a
Al Signor Cammillo Pistrucci
Per ricapito
Caffè in Piazza di Pietra
Roma
Li 14 agosto 1841
Caro Cammillo,
Sembra che il caso esigga di ripeterti un’altra lettera. Sono diversi giorni che papà ha ripreso le sue solite (come le
chiameresti? mi sembra il minor male chiamarle pazzie) che ha riprese dunque le sue pazzie, col tenere la casa sotto
sopra per non dare più un momento di tregua a quella povera donna di Mammà per le impertinenze e insulti che
dice a lei e contro lei medesima e contro noi altri tutti, che più fortunati gli possiamo stare lontani. Si trova adeso di
avere oltraggiato nel modo il più villano un’amicizia che pel passato li aveva fatto tanto bene e perché? perché ap-
punto confidandosi nella scambievole amicizia, que’ buonissimi Signori (tutto ha avuto origine di qui) vollero inter-
porsi facendo l’azione la più bella a procuarare di riconcigliarlo con i propri figli, ma il suo orgoglio non gli volle fare
ascoltare alcun prego, anzi si pose sulla strada di intimorirli con negative assolute, con impertinenza e con minaccie
… ma che tutti “gli altri” sono fango, che egli debba pretendere di poterlo calpestare impunemente, anzi che poi ora
lo ringrazino? Non ti ripeto qui che lettera fu quella che inviò loro e se a due birbaccioni si sarebbero potuti pulita-
mente dir più porcherie. Ma quello che lo fa saltare di rabbia di più, eccotelo: guarda combinazioni, nel mentre Mr.
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Hamilton dice che quell’Architetto gli aveva detto che era contento di me, e che perciò [...] di accrescermi l’appun-
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tamento, come già ti scrissi che mi aveva promesso, sentiamo va a trovarlo allo studio quello Scultore prussiano
Wolf , e gli fa pure un quadro bellisimo e buonissimo di te, che credi? Dicono che non l’avevano veduto mai prima
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cosi assatanato contro di noi: già aveva detto di voler fare la cosa palese a tutti e specialmente in Roma; già era an-
dato mostrando qualunque letera fu trovata nostra in cui può appigliarsi a qualche cosa a tutti quelli che gli erano
capitati; già preparate avea alcune lettere sue proprie per diversi in Roma, postulandosi di non voler avere alcun ri-
guardo con alcuno, ma su di che poi non lo dice perché grazie a Dio non può dire niente nientissimo né contro te
né contro noi. Tra parentesi prima che me ne dimentichi: va ripetendo che non mai sarà contento se non saprà che
stiamo tutti e tre in galera, o deportati. Già aveva sembrava dato luogo ad ogni suo sfogo o almeno trovate tutte le
vire per darglielo, quando senti a cosa è ricorso adesso dopo che ha saputi che i suoi tre figli hanno qualche speran-
za di non morire di fame faticando e schiattando. A noi due non ci può fare male tanto facilmente; intendo che non
può tanto facilmente mascherare la sua perfidia con qualche prestesto (ma seguita sempre da lui) per qual chesia in
questo paese, perché non gli resta altro a cui attenersi, ed ha veduto che al meno finora sono stati più quelli che
hanno dato ragione a noi, che a lui e bene si a te. Tu, ti avverto, siccome quello che dirò è tutto detto da lui non fare
alcun passo di gran momento se prima non sei stuzzicato. Invia in Roma, o piuttosto ho già inviato, secondo lui e
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per guesto chiacchera un suo ministro plenipoterziario, che tutti crediamo sia Civilotti quel buon pezzo almeno per
quel che ho inteso sempre, e dalla bocca medesima di Papà: a questo ha dato copia di lettere e di Mammà e nostre,
e buon numero di lettere sue per credenziali della sua missione. Sappiamo che tornò a casa l’altro giorno molto
contento dicendo che aveva trovato chi cercava e chi darebbe la vita propria per lui per vendicare i suoi diritti. Sen-
ti che parla di dritti chi non ne ammette alcuno e si sempre riso di quelli degli altri anche più sacri. A quel che si
intende, si parla di carcerazione e per chi ha venduto e per chi ha comprata la roba di casa cioé quella poca roba
che per furia di digiunare e di andare nudi c’eravamo sopravanzati per decoro della famiglia, e che abbiamo tutti di
accordo venduta per poterti rimborazare in qualche parte della molto maggiore somma che dovesti cavare nel mo-
mento della nostra partenza e per saldare i debiti che noi ti lasciavamo e quello che aveva lasciato a noi di scontare
Papà in riguardo di Paolino e per soministrarci i mezzi per fare il viaggio. Non ha voluto perciò che le sorelle
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