Page 106 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti



                adorato sempre e che adorano presentemente quelle due povere sorelle, benché adesso abbia messo loro una
                benda avanti gli occhi da non far loro più vedere gli oltraggi che sempre ha fatti e che fa presentemente alla loro
                Madre ed agli altri! Poi noi siamo arrivati a un punto che ti lasciamo libero il campo a fare quello che vuoi, senza
                più nessun riguardo per noi perché per povera Mammà peggio di così non può andare. Ti avvertiamo una cosa
                però che qualunque lettera scrivessi non facci capire che noi ti abbiamo avvertito del distacco d’Elena. Quello
                che ci piacerebbe sarebbe che in una nostra lettera, in cui potessi farne a meno, non vi metter niente da non
                poter far leggere e agli altri, ma fa anzi una lettera a bella posta da poter agli altri mostrare, in cui tu per causa
                della lontananza esponi pure le tue ragioni per cui credi che siamo stati maltrattati sempre e Mammà in estremo
                grado. Tutto però lasciamo al tuo arbitrio benché ci potrebbe aiutare assai per convincere gli altri, che non è vero
                che siamo i soli della famiglia, noi due, quelli che fanne questo chiasso per difender la Madre, perché adesso ci
                vediamo il nostro interesse e ciò può influire moltissimo sopra il tutto, potendoci forse anche non fare credere
                da qualcuno. Quello che ti inculchiamo è la lettera di zio Toto se la potessi avere, ed il raguaglio della nostra.
                Lasciamo a te di fare quello che vuoi qui con lettere, e là con parole, che il prevenire le persone prima che da
                bocca d’altri lo sappiano nel modo come esso le racconta può giovare assai. Adeso non sa in che modo fare per
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                finirci di rovinare, se un giorno dovremo ancor noi tornare a Roma, che va a scrivere al Cardinal Tosti , per farci
                una buona raccomandazione facendogli di noi il quadro il più orribile. Oramai si è reso sordo ad ogni voce di
                natura e non sente più rimorsi non vede che il suo interesse buggerando chiunque si sia per arrivare all’intento,
                sian questi i figli, gli amici, o nemici che per lui è tutto lo stesso.
                Se riuscirà a trionfare di noi, poco male; noi non abbiamo fatto niente di male, né in faccia alle leggi, né a Iddio,
                se abbiamo provato con la nostra, di migliorar la condizione di Mammà; non ci siamo riusciti, e pazienza: avremo
                però sempre la soddisfazione d’averci almeno provato e averle dato prove d’amore molto diverse dalle sue. Sono
                le due della mattina e ci par da non aver fatto niente tutta la scorsa notte, per la causa nostra. Federico non ti ha
                scritto la presente perché sta sul letto avendo il viso gonfio per la flussion di denti, benché questa sera pare che
                stia un poco meglio.
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                La Signora  sta fuori e non ne sappiamo alcuna notizia. Ci sembra di averti fatto capire bene come stanno al pre-
                sente le cose nostre, ed ora non ci resta che di salutarti e darti un bacio, addio sono tuo affmo fratello
                Raffaelle

                                                                                              N° 15 America Square
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                A Gigi Toni Federico gli scrisse quel medesimo giorno che io scrissi ai Fabri.



                1  Uno dei fratelli Campanari, famiglia di scavatori e mercanti d’arte di Tuscania, che nel 1837 con il padre Vincenzo avevano allestito con
                grande successo a Londra, a Pall Mall, una mostra di antichità greche e etrusche (oggetti e ricostruzioni di tombe) provenienti dalla loro
                fruttuosa attività di scavo nell’alto Lazio (Gli etruschi e l’Europa 1992, pp. 334-335; Buranelli 1992).
                2  Luigi Canina (v. lettera 32, nota 1).
                3  Un figlio di Pietro Benvenuti (1796-1844), Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1804 e pittore ufficiale della Corte di Elisa
                Baciocchi, Accademico di San Luca (DBI, VIII, 1966, pp. 680-681).
                4  V. lettera 11, nota 5.
                5  Mrs. Morrison.






















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