Page 103 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855



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             pur bene di fare se volessi è di far fare delle teste della Regina copiate dalla medaglia della coronazione , in ovale e
             per assomigliarle a quelle che io incido, bisognerebbero che fossero della medesima grandezza dell’originale, ma che
             la testa empisse ben la conchiglia; queste posso darle via con più franchezza per mezzo di una signorina in Corte e ne
             prendono tante quante ne faccio. Se la cosa andasse bene, come dovrebbe andare ti rimetterei i denari e quando po-
             tessi divideressimo insieme l’utile. Quello che ti raccomando sono i zolfetti che qui non posso trovarne alcuno buono.
             Dall’ultima volta che tu sai che eravamo stati invitati dai Morrison, l’altra sera ci viene una chiamata per andare subito in
             campagna e fu per salutarci e dirci che la mattina susseguente partivano per Dover per rimettersi un poco sentendosi
             lei poco bene, e non poco ancora inquietata per l’affare della lettera.
             Avevamo con noi la tua, ma non era davvero momento quello di dargliela per le tante cose che di lui dicevano. Non
             so quanto si tratterrano fuori ma quando ritorneranno ci richiameranno, sta pur quieto che faremo il possibile per dar-
             gliela. Loro sembrano disposti a farci tutto il bene che possono ma si per un motivo che per l’altro non mi confortano
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             più a sperare di entrare in Zecca. Adesso aspettano il nuovo Capo di Zecca  (fig. 28) e chi sa chi sarà vedendo l’ostina-
             zione di Papà di non volersi riconcigliare con noi; considerando la premura che Wyon  (fig. 29) ha di spingere avanti
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             il cugino, ora tutto questo fa incominciar a creder anche a loro la cosa impossibile e nei discorsi che su tal proposito
             teniamo ogni volta che ci vediamo concludono che io sono stato rovinato da papà non avendomi fatto venir prima,
             ciò che non mi fa considerare per inglese; e che un consiglio loro sarebbe di determinarmi per l’incisione de’ camei
             esendo la cosa che più di ogni altra mi potrebbe dar da mangiare in questo paese è vero che tempo indietro sperando
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             di poter agire d’accordo con Papà, e perciò di Mr. Hamilton , mi lusingavano che la cosa sarebbe forse forse potuta
             riuscire ma adesso, come ti dico, non che sembrino punto che vogliano ritirarsi dal ajutarci non sembrano però disposti
             da per loro soli di voler agire nel sopra detto affare forse perché capiscono che un ajuto attivo non me lo potrebbero
             dare. Se le cose fossero ite in altro modo come speravamo a quest’ora la tua lettera sarebbe nelle loro mani ma il
             diavolo vol così. Federico come ti ho detto lavora da quell’Architetto a tutta passata, ed esso ne è contentissimo senza
             dubbio. Siccome l’affare delle conchiglie seguita ad andare così e Federico trovasse il modo di dare qualche lezione
             di nascosto giacché Mrs Morrison è la prima a dirgli che per lui sarebbe una cosa tanto degradante da non poter più
             sperare da esser tenuto di più che di un maestruccolo allora dico anzi di farmi come tutti mi consigliano un banco
             per incidere e vorrei da te il piacere, che per mia regola, mi potessi far sapere un banco compito da incisore con tutti
             gli annessi e connesssi quanto potrebbe costare lì in Roma e se si trovasse anche di seconda mano . Purtroppo con
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             dispiacere bisogna che ti dica che qui per la strada si vede girar un amorino  tanto assomigliante al tuo che non puoi
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             credere; differisce altrettanto però dal come è modellato, ma per l’azione no, e non gli mancano che i fiori. Vorressimo
             una spiegazione di quello che dici di Paolo che sono tante le cose che ci vanno per la testa che forse l’avremo afferrata
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             ma non lo sappiamo di certo. Di Machado  neppur Papà può saperne niente doppo avergli scritto diverse lettere ed
             egli dice che questo silenzio è perché non vuol mettere in scritto che ha ricevuto il Busto. Riguardo al clima posso dirti
             che pare piuttosto che ci si confaccia: Elisetta non tanto ma Elena si è ingrassata fin troppo; Papà sta benone, Mammà
             pure tutti insieme non sta male, Io e Federico stiamo bene e così speriamo di sentire che sia sempre di te. Dicci un
             poco quando ci fai sentir che fai qualche altra statua? che ti sei addormito?
             Ci saluterai e farai le nostre scuse con Nina e Pippo e lo stesso farai con tutti quei che aspettano lettere da noi.
             Io scrissi a Leopoldo e siccome nella mia non ci aveva scritto Mammà nella risposta che è venutala signora Anna
             Maria dice a Mammà che sarà forse stato perché loro non ci erano quando scrissi io la lettera e questo giova fargli
             credere. Mi par di non essermi dimenticato di niente ed ora non mi manca che di mandarti un saluto ed un bacio
             anche per parte di Mammà e di Federico; mi farai il piacere di dire ai Fabri che presto gli darò una risposta e dicci
             che cosa è di Nena e di Gigi che non risponde né loro lo nominano mai.

             P.S. Mammà scriverà ben presto a tutte le sue amiche ma intanto manda i saluti uniti ai nostri alla casa Minetti,
             Tombesi, Rosina del Dottore, a Seni Spagnoli.
             Tuo Aff.mo Fratello
             Raffaelle
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             Mentre in Roma fa tanto caldo qui è da tutto il mese passato che si tiene il fuoco per la cammera né mai si sono
             potuti levare gli abiti d’inverno. Prosperi ha risposto a Federico.






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