Page 99 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
LETTERA 35
Al Signor Camillo Pistrucci
Per ricapito
Caffè in Piazza di Pietra
Roma
Londra 5 Luglio 1841
Caro Cammillo,
Mi farai il piacere di sigillarmi lo scritto per quello di zia Checca e mandarlo loro ovvero portarlo se hai occasione
di andarci.
Ti scrivo così straordinariamente per farti sapere tutto quello che potrai amare di sapere con qualche sollecitudi-
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ne che è accaduto da quando ti fu scritta l’ultima. È da circa una settimana che ci arrivò un invito dalla Signora
che fossimo voluti andare il tal giorno ad una certa esibizione ad invitati fissi, pel che ci mandò li viglietti, 4 o 5
miglia a un dipresso distante da Londra, che lì ella col marito ci avrebbero incontrati, e non altri. Vi andammo e
somme furono le finezze che ci fecero, e trattenutisi ivi per qualche ora alla fine ci dissero se volevamo andare
la sera da loro a pranzo che ci avrebbero condotti essi medesimi con il loro legno. Così fu fatto e dopo il pranzo
s’intavolò qualche discorso sul nostro affare, ed essa incominciò anzi col protestare che non avrebbe voluto mai
più vedere la faccia di Papà pel modo con cui la trattò la sera della celebre lite . Aggiunse poi insieme col marito
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che conoscendo la nostra innocenza e disgrazia non ci avrebbero mai abbandonato, ma che anzi ci fidassimo
pure di trovare in loro dei protettori. Del busto di Papà , di cui ti parlammo, non ci fece parola alcuna, né noi
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vedendola cosi inquietata contro di lui avessimo campo di raccomandarglielo di bel nuovo: noi, figurati, se aven-
do un momento buono ce lo faremo fuggire, ma io direi che faresti sempre bene se ancora non lo avessi fatto di
scriverle una letterina come di risposta alla richiesta che ci disse di farti da parte sua.
In qualche modo avete da campare voi altri pure: o questa è bella: non vi vuol ajutare egli, e non vorrebbe che altri vi
ajutassero: ma per me dica quello che vuole non voglio rompere la vostra amicizia ne farmi credere spaventato dai suoi
urli. Domandò in appresso a Raffaelle su che lavorava perché voleva che le facesse in conchiglia una baccante di Papà ,
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se poteva averla e se non l’avesse caricata troppo nel prezzo: un gessetto Raffaelle già l’ha avuto e lo sta lavorando a tutta
passata, perché per dirti la verità stiamo ayoi a tirarelli anziche no. Ti posso dare una buona notizia che quell’Architetto
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mi ha riaffermato con promessa di accrescermi qualche cosa nel terzo quartale che cade in ottobre: direi che almeno mi
crescesse un altra mezza ghinea la settimana: staremo a vedere: senza quatrini ma allegri più che si può: pane e cacio
ma col troppo buon condimento della pace; te ne voglio dire un altra che dopo domani a sera ci vuole in Zecca Dio ce
la mandi buona ma piuttosto la mandi buona per quelle poverette che ci dovranno poi combattere! Mammà, Mammà è
il pensiero nostro molto più che con nostro sommo rammarico dobbiamo dirle che li regali a profusione e l’[…] datale
di fare la pace ma sia assoluta hanno fatto un poco rìvoltare Elena che tuttora peraltro adoriamo come prima perché
vediamo che è ingannata. Addio Cammillo mio, Raffaelle ti saluta tanto e uniti ti abbracciamo di cuore
Tuo Fratello Federico
Salutaci Seni e tutti i nostri amici e parenti quelli cari
2 Little Tower Street City
Non ti faccia specie se vedi la lettera un poco rotta al sigillo.
1 Mrs. Morrison, v. lettera 1, nota 25.
2 Si allude al litigio tra Pistrucci e la Morrison in relazione al dissidio dei ragazzi con il padre.
3 Il busto di Camillo, v. lettera 34, nota 7.
4 Per le Baccanti di Pistrucci v. Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 210-212, nn. 301-308. E inoltre nuove aCquiSizioni, Roma, Museo di Roma, nn. 11-13.
5 Charles Robert Cockerell: lettera 27, nota 6.
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