Page 102 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti










                LETTERA 37
                  a
                15  da Londra
                Al Signor Cammillo Pistrucci
                Per ricapito
                Caffè in piazza di Pietra
                Roma
                                                                                                   Li 2 Agosto 1841
                                                                                                           Londra
                Caro Cammillo,
                Federico mi dice di dirti per prima cosa che volentieri ti avrebbe risposto a questa straordinaria, ma che non può
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                farlo essendosegli dato un affollamento di cose per quell’Architettò  da sbrigare. Credo che a quest’ora avrai ca-
                pito bene come è l’affare di Zecca , perciò non mi ci sto a trattenere ma vado avanti per dirti quel poco che ci è
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                di nuovo riguardo le cose nostre. Papà seguita come al solito a dire a povera Mammà che se ne vada perché non
                può soffrire di vederla in casa sapendo che è del partito dei suoi assassini: così pure seguita a sparlare nel modo
                il più sporco ed impertinente con tutti quei lavoranti di Zecca di noi che dei Morrison  perché poveretti ci hanno
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                fatto qualche finezza. Per trovar da dire qualche cosa di nuovo è andato a rismucinare e trovar fra le carte tutte
                le lettere che ha di noi dal momento che partissimo per Roma al giorno d’oggi: le legge e le rilegge e poi urla
                che siamo una massa di infami perché dopo tutto quello che esso ha fatto per noi lo abbiamo abbandonato così.
                Ha trovata quella lettera che Mammà ti diresse a Milano ove dice dell’orologgio ecc: ne ha trovata una fra le tante di Fe-
                derico di molti anni fa ove gli dice che lui non è una creatura da non capire a quell’ora chi ha ragione. Federico questo
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                lo diceva come una premessa per la conclusione che Mammà non è già una zia Angelina . Quelle poche parole le aveva
                colorite così bene che Mammà stessa quasi ne dubbitava del senso, ma poi che lo ebbe detto con Federico di questa
                cosa, egli mandò a dire dalla medesima a Papà che il motivo per cui la diceva quelle parole se lo ricordava ancora. Avuta
                che ebbe questa risposta vedendo che non era più da farci fondamento bono per lui, di detta lettera non se ne parla
                più ma bensì ne ha messa in ballo una del dr. Billing  che parla di te. In questa, dice egli, che il dr. scrive che il sangue
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                dalla bocca che avevi fatto tu la credeva una miffa come credeva quella che tu ti eri lavate le scarpe ma tutto questo non
                prova niente perché il dottore non fa che rispondere a quello che gli aveva detto Papà, fra le tante buggiarate che gli
                sarà andato dicendo in quel tempo contro di noi per causa di quella mignotta . Ha messo da parte tutte le lettere dove
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                crede che ci sia qualche cosa di buono per lui; tutte le cambiali per fare vedere i denari che ci ha mandati, e fa tutto
                questo per far come si dice, presto presto una causa: cosi vorressimo che ancor tu stessi preparato per mandarci tutte le
                sue che hai da tanti anni, onde se move questa petina, potergli fare una contromossa. Le sorelle seguitano come prima
                a non venirci a trovare: povera Elisetta è compatibile se seguita la corrente che a sentir da Mammà se qualche volta ha
                provato a dir qualche cosa Papà subbito la minaccia di fargli uscir la mostarda dal naso, e l’ultima volta che egli ebbe da
                dir con Mammà le dette una botta sulle spalle e perciò povera Elisetta quando egli nel momento istesso che gliel’aveva
                data voleva negarlo, disse essere purtroppo vero che aveva menato a Mammà, la prese per quelle povere braccia e dopo
                d’averla scolotata un pezzo, così mezza tonta la schizzò sul letto. Elena poi al contrario dava torto a Mammà. Se questa
                si fosse mantenuta quella che era quando eravamo noi in casa e si che lui non strapazzerebbe tanto Mammà. Ora però
                bisogna che ti dica, ma non sappiamo da che prodotto, che due giorni indietro Elisetta ci scrisse una letterina, e a me mi
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                mandarono a nome loro una conchiglia  che si fecero dare da Papà; l’ho accettata per non affrontarle rimandandogliela
                indietro ma non so che farmene e non la romperò mai per poter rimandarla a chi gliel’ha data se mai sentissi che si
                vantasse d’avermi fatto questo regalo. Giacché siamo a parlar della conchiglia ti dico che mi faresti un gran piacere se
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                unita a qualcuna ben incisa, come dici che potresti mandarmi, mi mandasti per anco i zolfetti  con i medesimi soggetti.
                Già senza che te lo dica io capisci da te la segretezza con cui bisogna regolare un simile affare che a me potrebbe pro-
                durre un gran danno se si sapesse, essendo già stato richiesto da una Lady di fargli i pezzi necessari per un finimento,
                ossiano orecchini, spilla, braccialetti, pezzo per la fronte e con qualche bel soggettino mitologico : quello che sarebbe
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