Page 537 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
P. 537
Progettare Musei numismatici
Scendendo la scala che conduce al livello inferiore l’attenzione del visitatore viene
attratta da un cilindro in “tripolina”, alto più di 8 metri, illuminato da una luce zenitale,
contenente in un primo tempo una grande bilancia proveniente dallo stabilimento
di via Principe Umberto, sostituita poi da una riproduzione in scala della Colonna
Antonina, vera e propria introduzione scenografica a un affascinante percorso ne “La
Fabbrica delle Monete”: una grande “colonna di luce” (Fig. 9).
Ai piedi della scala è collocato un altro “totem” di forma triangolare con le indica-
zioni generali di introduzione al percorso, una pianta di orientamento per il visitatore e
uno schermo LCD incassato nell’elemento stesso, cui fa da cornice un filmato introdut-
tivo proiettato sulla “tripolina”.
Il progetto originariamente prevedeva una proiezione di immagini relative allo sca-
vo archeologico su un grande schermo posto sulla vetrata centrale oscurata, proprio per
evidenziare l’importante presenza archeologica. Si era pensato a una ricostruzione in
3D del Mausoleo ricollocando i materiali trovati in situ sul modello virtuale in maniera
da chiarirne la posizione e la funzione.
In un secondo momento, dopo che lo spazio circostante al Mausoleo fu utilizzato
per manifestazioni musicali, pensai che potesse essere interessante adoperare per le
proiezioni non uno schermo piatto ma una superficie morbida, una sorta di “nuvola”
vera e propria avendo come riferimento ideale “Studio Azzurro” e in particolare “Il soffio
dell’Angelo” (un’opera del 1997) facendo sì che le immagini proiettate non fossero nette
ma soffuse, avessero la “Natura del Sogno” in maniera da accentuare l’idea della curatrice
di una messa in scena “teatrale” capace di far vivere un’esperienza creativa al visitatore.
Al livello inferiore sono stati esposti, come detto, i grandi macchinari, una selezione
dello straordinario parco macchine perfettamente conservato proveniente dalle Officine
della Zecca di Roma, di grande interesse storico documentario. Testimonianze vive di
un’archeologia industriale direttamente ricostruita su documentazione d’epoca originale
e pertinente esclusivamente allo stabilimento romano.
Attraverso una ricca documentazione di foto d’epoca, si è voluto ricostruire la vita
nelle officine romane, così come furono riorganizzate secondo i più moderni sistemi
dell’epoca nel nuovo stabilimento inaugurato nel 1911 durante le celebrazioni per i
primi 50 anni di unità nazionale. Il percorso espositivo riguarda esclusivamente “Il
nuovo stabilimento di via Principe Umberto” e si articola in tre sezioni:
Sez. I - Dal modello al conio: lo studio dell’incisore. Una grande proiezione intro-
duttiva sulla “tripolina” precede un volume, un grande cubo nero, la cui superficie risul-
ta tagliata da riquadri di forma quadrata o allungata di diversa dimensione, dai quali è
possibile visionare l’interno della struttura in cui è ospitata la ricostruzione di uno studio
di incisore: sono tagli che selezionano frammenti visivi dell’interno, che aumentano la
curiosità del pubblico (adulti e soprattutto piccini) invitato a sbirciare il contenuto della
“stanza” da punti di vista differenti scoprendone la ricchezza (Fig. 10).
Sez. II - Dal metallo grezzo ai tondelli da coniare e Sez. III - La coniazione di
monete e medaglie. In sintesi in queste sezioni vengono esibite le macchine neces-
sarie per la preparazione dei conii, il reparto pantografi, la fonderia ecc. per acce-
521
520 521

