Page 147 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Sesto Pompeo tra Giano e Nettuno
Figura 1 -- Andamento
ponderale del campione di
75 assi di Sesto Pompeo
recuperati dall’area dello
Stretto di Messina
La presenza di pesi molto dissimili in pezzi battuti con gli stessi conii conferma il
riconoscimento della riconiazione sistematica di tondelli preesistenti, laddove i punzoni
usati di diametro costante sarebbero stati in grado di accogliere più metallo e emettere
pezzi più spessi e pesanti. Nel caso dell’asse n. 2, di g 23,94 lo stesso conio di dritto
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e conii con minime varianti di battitura per il rovescio, producono pezzi che variano
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da g 29,31 a g 17,10 . Un altro aspetto non discusso sufficientemente è la capacità
di rinnovare i punzoni di dritto senza farne cogliere la sostituzione, laddove invece la
durezza dei tondelli solo resi malleabili doveva determinare frequenti rotture del conio.
I pezzi dimezzati possono derivare da una necessità di adeguamento a esigen-
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ze pratiche e indicare che il bronzo pompeiano non ha avuto un ruolo totalmente
fiduciario, ma è stato legato al valore del metallo. D’altro canto inserire valori fidu-
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ciari in una situazione politica tanto eccezionale avrebbe alimentato l’instabilità
economica e compromessa l’accettazione delle monete.
Le riconiazioni
Nei due esemplari di bronzo inv. nn. 86690 e 86696 (assi nn. 1, 4) si possono ri-
conoscere le tracce di un sottotipo. Sia nell’argento che nel bronzo per capire quali
serie siano state ribattute si devono cercare le emissioni con tondelli di dimensioni
25 martini 1995, n. 284.
26 martini 1995, n. 286.
27 martini 1995, n. 291.
28 CeSano 1915; maStelloni 2001, p. 282.
29 Sul tema v. BranSBourG 2011, pp. 87-152.
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