Page 145 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Sesto Pompeo tra Giano e Nettuno







            Magno padre, mentre quello di sinistra è più anonimo e limitato a un profilo gene-
            rico e con naso evidente, ma regolare. Già il Cavedoni aveva letto i due volti come
            l’uno di Gneo figlio e l’altro di Pompeo Magno, padre, contraddetto da Bahrfeldt
            che, con Grueber e gli autori successivi, considera entrambi i profili relativi a Pom-
            peo Magno. Di fatto nei conî più accurati le diversità tra i due profili potrebbero
            giustificare la lettura di due ritratti di personaggi diversi (cfr. asse n. 1): se quello di
            destra è certamente di Pompeo padre, quello di sinistra potrebbe essere del figlio
            Gneo o di Sesto o, data la genericità, dello stesso dio, Giano bifronte.
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                 Stupisce che in bibliografia  all’identificazione di Pompeo con Giano non sia
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            stata riservata alcuna attenzione . Solo Zehnacker  nel bifronte ha visto un monito
            di apertura ai cittadini disposti alla pace e di condanna dei nemici che obbligano
            alla guerra, un richiamo “intriso dei modi della ritrattistica ellenistica”. Ha poi colle-
            gato l’adozione del tipo non alla istituzione di un rapporto diretto tra Pompeo e
            Giano, … mais plutót dans une relation entre Pompée, défenseur des institutions
            de la république, et l’as avec ses types traditionnels, symbole de la Rome d’autrefois.
                 Queste considerazioni sembrano adatte alla prima serie, emessa da Gneo Pom-
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            peo figlio  (RRC 471), ma già la serie emessa da Eppius (RRC 478/1a) sembra in-
            novare in modo significativo, con un bifronte con caratteri somatici naturalistici.
            Certamente diversa è la serie sestiana che, sempre priva del segno di valore, assume
            i caratteri fisionomici di Pompeo Magno.
                 La fusione con l’epiclesi divina è netta: ma quali caratteri del dio – peraltro
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            ben noti nel 44, anno d’edizione del De natura Deorum di Cicerone  – possono
            essere sembrati interessanti per esaltare l’azione di Pompeo padre? Giano è la di-
            vinità centrale di tutto il sistema politeistico romano, il dio invocato per primo in
            tutti i sacrifici . È il dio civilizzatore, protettore degli inizi, dei limiti, del tempo,
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            delle porte, dei passaggi. È il dio romano che, secondo Ovidio, … Iane biformis?
            nam tibi par nullum Graecia numen habet (ov., Fast., 1, 89-90), e insieme un dio
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            delle mutazioni . L’identificazione di Pompeo con Giano si ricollega al passato e
            allo spirito repubblicano e insieme allude al rinnovamento e alla nascita di una
            nuova era, di cui Pompeo sarebbe stato precursore e che solo Sesto avrebbe po-
            tuto realizzare.



            11    Riconduce la scelta di Giano al valore di aspettativa di pace riChard 1973, pp. 334-335.
            12   Si veda, ad esempio, il silenzio sull’identificazione con Giano in la roCCa 1987-1988; SChillinG 1960, pp. 89-131
            13    zehnaCker 1965, pp. 288-289.
            14    Da una rapida ricognizione e dai pezzi editi in Coinage of the Roman Republic Online (CRRO) si nota che
            la serie è conservata in pochi esemplari con pesi distribuiti in un ampio arco ponderale: i tre scoperti a Capo
            Rasocolmo si attestano a g 29, 25,48 e 18,19; Bahrfeldt 1909, p. 76 e martini 1995, p. 242 hanno indicato valori
            di rame (58,5-60% Cu) e piombo (36,5-39,5% Pb) molto diversi da quelli contenuti nei pezzi sestiani di Capo
            Rasocolmo (per i quali cfr. CalareSo et alii 2001).
            15    dumezil 2021, pp. 290 ss.
            16    BreliCh 1955, p. 87; dumezil 2021, p. 239.
            17    Tra altri Pettazzoni 1955-1956 e CaPdeville 1973, pp. 395-436.


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