Page 146 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Maria Amalia Mastelloni







                                 Il messaggio della trasformazione e di una nuova era appare nella sua portata ec-
                            cezionale se si ricorda che l’attesa di un’epoca felice è nutrita a Roma per superare la
                                                                                      18
                            difficilissima situazione delle guerre civili, un’era dell’oro , descritta ad esempio nell’e-
                            gloga IV di Virgilio. Sarà un messaggio centrale nella propaganda di Ottaviano, che lega
                            le aspettative al culto di Apollo senza però dimenticare Giano, tanto da menzionare i riti
                            per le tre chiusure del bronzeo tempio di Giano Quirino nelle Res Gestae .
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                                 Il bronzo come metallo coniato sin dall’età più lontana fonda, quindi, su presupposti
                            profondi il nesso tra la figura di Pompeo e il dio della Res Publica, determinando una
                            proiezione concettuale, parallela a quella istituita da Sesto Pompeo con Poseidon-Nettuno.
                                 Se negli argenti prevale l’immagine di Nettuno, certamente più comprensibile
                            nell’ambiente siceliota e mediterraneo, la continuazione delle coniazioni delle serie
                            di bronzo dimostra che il collegamento con Giano non è sostituito, ma affiancato.
                            Ciò deve far riconsiderare le valutazioni sulla divinizzazione di Pompeo e ridimen-
                            sionare il valore dell’adozione del titolo di Neptuni filius di Sesto. Si deve anche
                            riconsiderare il silenzio delle fonti sul legame con Giano, che è ignorato, mentre è
                            esaltata la sfumatura esotica di un Sesto dal mantello azzurro  che si atteggia a figlio
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                            di Nettuno, come poi saranno strumentalizzati i costumi orientalizzanti di Antonio.
                                 La prua mutuata dall’asse repubblicano ha una valenza evocativa e insieme descrive
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                            una nave con il castello di prua e le postazioni dei rematori, se non con i rematori stessi
                            (v. supra, asse n. 3), col rostro a tre “lame” e il lungo proembolon a punta o a forcella,
                            diversa da quella che apparirà sull’argento (RRC 511/4: v. infra, denari nn. 1-3).
                                 Su questi pezzi non appare il segno di valore “i”, né sopra la testa bifronte, né davanti
                            alla prua, presente sistematicamente sugli assi repubblicani sino alla serie battuta da Silla
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                            nell’82 (RRC 368) e alla serie RRC 471, di Cneo Pompeo figlio .
                                 I pesi delle quattro monete in esame si allineano a quelli del campione di 75 esem-
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                            plari trovati nell’area dello Stretto  (Fig. 1): le prime due, rispettivamente di g 24,41 e
                            23,94, si inseriscono tra i valori più attestati (da 15 esemplari compresi tra i g 24 e i g 23),
                            e che si staccano dall’asse onciale di g 27,25 (RRC 185-196), corrispondendo a 21 scrupo-
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                            li , un asse onciale alleggerito. La terza moneta di g 15,95 si può avvicinare ai 4 esemplari
                            di g 15 e la quarta, con g 14,17, è l’unica che si pone tra gli esemplari di g 15 e di g 13.




                            18    Come l’epoca mitica di Giano in ov., Fast., 1: tunc ego regnabam, patiens cum terra deorum / esset, et
                            humanis numina mixta locis.
                            19    auGuStuS, mon. Ancyr. 13, cfr. PeaChin 2013, p. 267.
                            20    eStiot 2006, p. 139; GaBBa 1971, pp. 153-156.
                            21    Per il motivo già negli assi di bronzo cfr. RRC 100 (209-208 a.C.).
                            22    Di essa sono stati trovati in tutta l’area dello Stretto solo a Capo Rasocolmo 3 esemplari, dato che sembra
                            rendere probabile una sua coniazione o di limitatissima portata o avvenuta in un momento antecedente e in
                            una zona lontana È comunque da osservare che, sia la detenzione di un esercito che la coniazione a nome
                            di Cneo filio non si collegano a una carica ufficiale, ma si fondano sulla pietas erga patrem che in realtà è la
                            istituzionalizzazione di un “dovere/diritto” alla ultio.
                            23    Peso medio teorico di g ± 26 (nei 59 assi interi della zona il peso medio è di g 22,13, con deviazione stan-
                            dard di g 3,793) e i pezzi dimezzati un peso medio di g ± 13-12 pari all’asse semiunciale (RRC, pp. 43 e 596).
                            24    amandry, Barrandon 2008.


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