Page 78 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti



                allo stesso ch’egli aveva data proibizione in casa che le donne lo ricevessero se ritornava Mr. Hamilton a bussare
                alla porta per rivedere Mammà; e rapporto altre tante cose ch’io gli diceva nella lettera, non ci hanno potuto dire
                ancora niente: l’altra sola cosa che sappiamo si è che con particolare premura mr. Hamilton domandò a Papà se
                che intendeva io fare collo scrivere la vita di nostra Madre, non potendo compensarla meglio dell’educazione
                che ci aveva data. Per la verità la lettera mia al medesimo non era troppo leggera; e gli dava ben chiaramente
                ad intendere che o non si sarebbe dovuto mai impicciare delle cose interne di nostra famiglia, o che volendolo
                pur fare, avrebbe dovuto prima di dare alcun suo giudizio, ascoltare non una sola, ma ambedue le campane.
                Dal tutto insieme non sembrerebbe che Mr. Ham. ci abbia dato un torto assoluto questa volta; staremo a vedere:
                potrebb’essere un tratto della più fine politica: l’occhio dunque alla penna. Intanto ti posso dire che ieri sera ci
                mandò una sovrana pel tabacco e questa sera del zibibbo a Raffaele perché è un poco raffredato e l’avviso che
                domani ci manderà la nostra roba. Stiamo intanti qui da zio Pippo il quale ci usa tutta l’attenzione, ma non per
                questo però ci stiamo volentierissimi: del suo dire e fare ci è venuto qualche piccolo sospettuccio ch’egli voglia
                coll’accaduto rendere due piccioni; e rifarsi con Papà di qualche cosa accaduta fra di loro (ma in questo non ab-
                biamo alcuna colpa nè ci appartiene) e cercare di buggiarare noi con consigli che ci farebbero stare il più astuto.
                Assicurati Camillo che è posta. Domani ha promesso già a Papà di andarli a trovare e nel suo ritorno spero che
                potremo sentire le cose un poco meglio. Intanto stiamo fissi a qualunque costo di non tornare a fare la figura
                dei buratini, e di andare avanti nel nostro piano di procurarci oramai una strada per noi per poi seguire il resto
                se le cose non cambieranno; Raffaele se non lo potesse convenientemente per ora, non ce lo forzerò mai se
                potrò; il malanno si è che ancora zoppico nella lingua inglese. Starò a vedere un poco più come si mette l’affare
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                di quell’Architetto , ma poco più, se non si combinassero altrimenti le cose quel cog.e ce l’ha fatta bella; non ne
                so più altro nè intendo mai più di riaccostarci: dopo una regretezza simile raccomandatagli, o perché sia fuggito,
                come credono qui di casa che dicesse quegli che la portò, o chè veramente sia quale mi apparse a principio;
                mandarmi la tua lettera a casa, appena l’aveva avuta, a nome d’un altro. D’ora in avanti se volta per volta non sai
                la mia direzione, non mi mandare alcuna lettera: questa volta diriggila qua. Dell’ordinazione di cui ti parlai, non
                dire ancora niente con alcuno, perché resta ancora molto dubbia. Circa il modo con cui ci siamo regolati con Papà
                per dirgli la somma che ricevemmmo da te, non ti avea fatta più parola perché sempre mi parea che lo avessi
                già inteso; gli fu detto dunque che tu ci dasti 300 scudi e che di quelli erano avanzate quelle poche lire che mi
                trovava nella borsa al mio arrivo: dieci lire le riserbai per poterne fare uso e per la nostra corrispondenza e per
                qualunque altra cosa fosse avvenuta in appresso di dover trattare prima che mi fossi potuto istradare in qualche
                modo. Da te ricevemmo 651 scudi, e non per altro gli fu condotta così la cosa se non perché potesse meno so-
                spettare esserci rimaso del denaro in dosso.
                Rapporto alle medaglie non ha detto altro, e mostrò solamente gran dispiacere che te le avessimo lasciate, spe-
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                cialmente quella del Duca , perché non ne ha più, od un altra che adesso non posso ricordare con certezza.
                Mi trovo in uno stato il più curioso: niente posso dirti con certezza rapporto a me, niente rapporto a Raffaele;
                solamente ti dico che non dormo e che in un modo o in un altro sbugherò finalmente. Ti racconterò quest’altra
                volta il bel piano che avea fatto per te Papà in caso che tu volessi venire qui a riunirti in famiglia. Noi lo saremo
                davvero uniti per sempre se vorrai e procureremo l’uno di ajutare l’altro, benché forse per qualche tempo lontani:
                anderemo sempre d’accordo e se tu mi offri te stesso io ti dico che farai quello che vuoi di me adesso e molto
                più in appresso quando mi fossi alla meglio stabilito.
                Addio Camillo mio; salutaci Seni e chiunque, sai esserci caro

                Tuo aff.mo Fratello
                Federico



                1  William Richard Hamilton (lettera 1, nota 6), menzionato più volte in questa lettera.
                2  Charles Robert Cockerell (lettera 27, nota 6).
                3  Pistrucci doveva aver portato con sé a Roma alcune medaglie da distribuire, compresa quella del duca di Wellington; quelle non consegnate
                erano evidentemente rimaste a Camillo.









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