Page 75 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855



                                                                                         Londra 6 decembre 1840
             Camillo mio,
             non puoi credere quanto sia grande il piacere di scriverti. Cammillo mio con grandissima ansietà intesi nelle tue lettere
             che stai bene come mi voglio lusingare che lo sia presentemente; povero Papà sta con il solito raffreddore che non
             puoi immaginarti la tosse, quanto lo inquieta: Mammà e tutti noi stiamo in ottima salute, io mi sono molto ingrassata, e
             sto con una gran paura di non crescre più. Camillo mio quanto sarei felice si potessi ristare unita a te, basta il destino
             vol così e ci val pazienza, penzo sempre a te come credo che farai tu sempre. Intesi nelle tue lettere che Nina Pippo e
             le crearure stanno tutti bene: quando gli scrivi dirai che questo le scriverò, ma intanto mi la saluterai tanto si ella che
             Pippo e quelle care nepotine che amo tanto e la Balia. Camillo mio spero ce mi mantieni la promessa di scrivermi
             spesso che te lo assicuro che non ho altro piacere che di vedere i tuoi caratteri: non ti posso scrivere di più ma con
             grandissimo dispiacere mi taca a lasciare perché Nena mi tormenta che lasci! Per scriverti ancora lei sicchè non ti dico
             altro se non che ti mando tanti saluti e bagi, giacchè non lo posso fare io in persona. Camillo mio addio salutami tutti
             chi vedi purchè ti domandino di me ti bagio di nuovo e credimi sempre la tua am.ma Sorella
                                                                                                          Elisa

             Camillo mio,
             non puoi immaginarti il piacere che mi ha dato di sentire che stai bene e mi lusingo che sarà sempre lo stesso.
             Cammillo mio mi è dispiaciuto sentire da Elisa che ti lagnavi di me perché non ti ho scritto da parte. La caggione
             è stata che non aveva carta bastante per farlo e così scriveva in comune ma adesso spero che non ti lagerai più
             di me. Il rivedere Mammà con questi altri mi è stato di consolazione grande, ma il non vedere te che ti amo più
             di quello che credi, un dispiacere che non ti puoi figurare. Lo stato di salute di Papà lo hai inteso da Elisa e ti
             assicuro che sta male e sono diversi giorni che quando gli prende la tosse fà dei raschi di sangue e fa pena il
             sentirlo. Camillo mio spero che ricorderai di scrivermi e penza che io ti voglio bene davero. Quando scrivi ha
             Nina salutala da mia parte e digli che non è stata mia colpa se finora non gli ho scritto e che dia tanti bagi alle
             creature, e mi saluti tutti. Camillo mio ti mando mille saluti e bagi e credimi sempre Tua aff.ma sorella
                                                                                                          Elena
             Salutami la Balia.



             1  Non si capisce di che busto si tratti (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, p. 18, n. 10).
             2  Lettera 25.
             3  Per il principe Massimo v. anche lettera 25.
             4  La sorella Caterina Folchi sposata con Serafino Poggioli.
             5  La cugina Agata, figlia di Caterina (zia Nina) e Serafino Poggioli.
             6  Charles Robert Cockerell (1788-1863), uno dei maggiori architetti inglesi del XIX secolo, dotato di una eclettica personalità, fu anche
             archeologo e disegnatore di monumenti antichi. Tra il 1810 e il 1817 viaggiò a lungo in Italia e nel bacino del Mediterraneo orientale in
             particolar modo in Grecia disegnando monumenti che furono poi oggetto di numerose pubblicazioni. Dal settembre del 1839 fu professore
             di architettura alla Royal Academy, dove tenne la prima conferenza nel gennaio del 1841, fino al 1856: le sue lezioni erano illustrate da tavole
             con la rappresentazione di monumenti di architettura greca e romana ed esaltavano le antichità di Atene, Roma e Siracusa. Fu Cavaliere
             della Legion d’Onore, membro della Società dei Dilettanti, Accademico di S. Luca a Roma e membro dell’Istituo di Francia. Nel 1845 ebbe
             contatti con Luigi Canina. Tra le sue numerose pubblicazioni: Progetto di collocazione delle statue antiche esistenti nella galleria di firenze
             che rappresentano la favola di Niobe, Firenze 1816; Le statue della favola di Niobe dell’Imp. e R. Galleria di Firenze situate nella primitiva loro
             disposizione da C.R.C. Firenze 1818; The Temple of Jupiter Olympus at Agrigentum, London 1830; The Antiquities of Athens and other Places of
             Greece,Sicily etc. London 1830, Supp. L alla 2° ed. di Stuart Revett; Pediments and Metopes of the Parthenon, Description of Ancien Marbles in
             the British Museum, VI-VII, London 1830; Ancient sculptures in Lincoln Cathedral, London 1848; 0bservations on Style in Architecture, London
             1849; Illustrations, Architectural and Pictorial of the Genius of M.A. Buonarroti with the Descriptions of the Plates by C.R. Cockerell, Luigi
             Canina and Co., London 1857; The Temple of Jupiter Panhellenius at Aegina and of Apollo Epicurius at Bassae near Phigalia, London 1860. Il
             resoconto dei suoi viaggi fu pubblicato dal figlio S.P. Cockerell (watkin 1974; Colvin 1978; DNB, IV, pp. 651-654) (fig. 35).
             Nella lettere successive Federico scrive a Camillo di essere molto occupato a preparare le tavole che servivano a Cockerell per le sue lezioni.
             Prese Federico molto a ben volere cercando di aiutarlo nei momenti di maggiori dificoltà finanziarie. È nominato molte volte nelle lettere,
             quasi mai per nome, ma come “quell’Architetto”.










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