Page 70 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
questi sono li Preti con cui Papà ha litigato tanto per l’affare di Vittoria ; di più Vittoria va da loro per riscuotere
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certi bajocchi per parte del suo amante, e nella stanza dove ricevono e dove ricevettero noi quel giorno le nostre
lettere stavano sparse di qua di la: se vedi che [...] che zerbinetto, non ti puoi immaginare: per tenerlo a bada in
questo tempo (non l’ho più potuto vedere dal primo giorno), gli ho scritto due biglietti, che a trafugone mi ha
impostati Raffaele; buono che poco gli dicemmo, e quanto era proprio necessario; mi suggerì egli che tu avessi
diretta la tua lettera a lui non potendoti noi dare la certa nostra direzione, perché in quel momento non s’era
saputo ancora niente ed io accettai la cosa, già per non sapere che direzione darti e poi anche per un certo ri-
guardo. Anche adesso non so che direzione darti per la meglio; non vorrei darti più quella del Prete, ma quale?
in caso che volessi tu scrivermi particolarmente; ferma in Posta, ma con qual nome? col nome di qualcun di noi?
ma chi ci assicura che passando dalla Posta un giorno Papà non voglia prendersi gusto di domandarne e chi se
qui pure come in Parigi è necessario il Passaporto? ma anche che sia; ad una persona conosciuta e non forestiera
può essere che le consegnino qui come fanno per lo più a Parigi; se ti dicessi con altro nome, avrei paura di non
poterle avere affatto; sicché fincé io non sarò uscito ed avrò veduto dove andato ec. mi pare la meglio che tu ti
astenga più che puoi dallo scriverci in questo modo; che le tue notizie ce le facci sapere qui in casa; e che caso
mai dovessi dirmi qualche cosa, fino a nuovo ordine le diriggi la.
Venne verso le due Papà con Raffaele ed Elena li alla nostra casa: egli entrò con un muso che non finiva mai,
e senza dire cosa alcuna se non che ah ah ma un certo ah! ah! che ti puoi figuare; povera Elena si slanciò a
baciarci e stringendoci a forza non sapeva spiegare il suo contento e povero Raffaele fece lo stesso; sembrando
in quel momento che fossimo venuti a dare notizia di libertà a due condannati a morte. Si stette quieti quietis-
simi per più minuti quando egli interruppe chiedendoci che eravamo venuti a fare. Fra me e Mammà ebbe una
risposta; e a me che era rimaso a parlare mi venne a misurare due cazzotti sotto li denti; e qui non ti dico tutto
le disperazioni, le minaccie che faceva e le melliflue parolucce che gli uscivan di bocca. Fatta una piccola pausa
si principiò dacapo; allora non sapendo che rispondermi ricorse al ripiego che capiva bene che m’era ammattito
e che bisognava trovarmi un posto alli matti; e qui non puoi credere il piacere che sfavillava dagli occhi di quei
due, i quali per di più approvavano apertamente ed aggiungevano qualche cosetta. Nella terza ripresa finalmen-
te, in cui il mio proposito di mantenermi sempre in calma, mi mancò, venessimo al punto che voleva tirarmi la
tavola addosso. Con me, in tutto questo bel colloquio che durò più di due ore, principalmente e con te mostrò
la sua grandissima ira. alla fine se ne tornarono tutti via e ci lasciò detto che la sera sarebbe ritornato a prenderci
per portarci qui in Zecca, come poi fece difatti, ritornando molto più calmato per causa di Elena e Raffaele. La
sorpresa che ci hanno fatto questi due è stata oltremodo grande. Qualunque cosa io ti scrivessi per darti ad inten-
dere l’eroismo che hanno spiegato in questi mesi, non potrei mai dirtene abbastanza. Elena è riuscita d’accordo
con Raffaele a sostenere parti, ad onta dei tanti regali ch’egli faceva loro, e della promessa per farli fare a suo
modo, che non so se uomini vecchi ci sarebbero riusciti. Oh che pasticcio! C’è il piciolo Benedetto Benvenuto e
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la regina chi mancia come tale, e la Sig.ra Anna Pistrucci . Povera Vittoria è innocente, innocentissima. Riguardo
a Mammà bisogna che tu mi dica la verità in una certa cosa, perché io possa meglio regolarmi. Se veramente hai
ciò tu detto per fatto proprio, in confidenza me lo dirai, chè non è niente il confermarlo ad un fratello, il quale
puoi essere sicuro che non se ne lascerebbe scappare parola da bocca; se poi fosse una calunnia sua, mandami
una lettera di dichiarazione in contrario, a me particolarmente, perché possa farla giuocare al bisogno, e senza
dire niente a lui, per non compromettere alcuno. Egli è andato dicendo che quando tu venisti qua gli rammentasti
quanto segue: a Roma Mammà la sera con Clemente Scarzella si ponevano tutti a dire il Rosario; nel meglio poi
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si alzava Mammà, raccomandandoci di seguitare e se ne andava in camera: appresso le andava egli; ed io che
ero birbo mi togliva le scarpe e pian pianino avvicinatomi alla porta vedeva là que’ due allo scuro in un cantone,
starci a fare poi non so che. Questa cosa che mi preme assai, onde te la raccomando. Li primi giorni qui è stata
un casa del diavolo. Appena arrivati incominciò a comprare roba per Elisetta e a farne della nuova ad Elena, e se
ne andava allo studio con loro due una per parte; là fece fare loro i commodi per disegnare, regalò loro si può
dire in pochi giorni tutto lo studio, e non faceva altro che fare loro promesse le più belle. Tutto questo perché
poi andava facendo delle domande ad Elisetta, minacciandola se non diceva la verità; voleva in questo modo
procurasi quelle due da parte sua per quando poi veniva a casa a darci pranzo, cena e colazione; ma ben presto
però potè convincersi che l’amore delli figli non si guadambia così con li regalucci, ma con altro amore. Una
mattina che ce ne fu una tremenda, ma di quelle proprio serie (io stava su, e può figurarti che gusto era per me di
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