Page 68 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
LETTERA 25
a
1 da Londra 1
Al Signor Camillo Pistrucci
Per ricapito Caffé in Piazza di Pietra
Roma
Londra 28 ottobre 1840
Camillo mio,
Ecoci rivata finalmente in Londra domenica al due e mezza dopo il mezzo giorno partisimo sabato sera al undici
della sera e la notte fu cattiva per cui tossissimo molto ma grazia a Dio rivassimo a salvamento e andasimo alla
Casa dove avesimo la direzione a Parigi e non fu possibile di potergli fare sapere a Papà che eravamo rivati in
Londra ma il lunedì matina subito Federico imposto subito la detta lettera e verso le due venne Papà, Raffaele e
Elena; su questo non ti posso dire cosa fu particolarmente con Federico li andò avanti per dargli quattro schiafi e
una altra volta gli minacciò di dargli la tavola in testa e che lo voleva far mettere al pazzi. Dopo terminò che non
ci volle fare restare lì perché si no la stessa sera saresimo stati messi su li fogli, andarno via tutti e tre per pranzare
alla Zecca con lo ordine di rifare li fagotti e che la sera ci sarebbe tornato a prenderci asolutamente esendo lui il
padrone e cosi voleva per quanto io pregai ha farci restare li non fu possibile, la sera tornarno tutti e tre con la
caroza e bisognio venir qui alla Zecca ma ti assicuro che non se ne puole più povero Federico dal sturbo di quel
giorno; ieri matina gli torno la febre e questa matina prima di febrare gli e tornata la altra febre e rifatto un calo
come quando ebbe le febri a Parigi; quando sara guarito dice che ti scrivera una lunga lettra. Ti raccomando che
tieni da conto tutte le lettere che ti lasciai di Papà che stavano nel tiratore del Comodino ma se scrivi non dire
niente di cio che ti ho scritto di queste lettre come ancora le Medaglie che ti lasciai che in apresso ti diremo tutto.
Papà si lagnia tanto di te che sono tanti mesi che non gli ai più scritto. Vedi di scrivergli e senza offendelo pen-
za che ci siamo noi che non so come andare a terminare, in apreso da Federico saprai poi il tutto. Il Prencipe
Massimi che gia era stato da Papà gli aveva detto che ai tanti lavoro e che avevi fatto il busto di Sacchetti in
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marmo . Elena e Raffaelle non ti posso esprimere il piacere che ebbero quando ci vedero e noi dicevamo di non
voler venire qui in Zecca loro non potendo parlare ci facevano segni con la testa di venire qui volere e se senti
Nena come gli ruga e anche Raffaelle non si fa fare torto ti assicuro che poveri figli non ne ponno più del sue
stravaganze raporto a noi dice che tutti noi avemo cungiurato contro di lui ma che si mettiamo in Capo che lui è
il Padrone e che lui nol vole vivere nel steso paese dove stiamo noi, che ci da parola che se ne pentiremo. Sono
due giorni che non so come rega, giorno e notte a strilare. Vedi di fare sapere a Nina che noi siamo rivati e che
la salutiamo e subito che si quieteremo che Dio faccia che sia, li scrivero, cosi di a tutti li amici e parenti che ti
domandano di noi ti salutiamo tutti e ti mando la Santa Be. Abbracciandoti di Cuore mi dico
Tua affma Madre
Barbara P.
P.S. Federico ti prega di scrivere a professori
Cammillo mio se vuoi scrivere qualche lettera straordinaria dirigila per questa volta a Rev. Ycoyle. Virginia street
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Addio Elena
Cammillo mio ti bagio e un’altra volta ti scrivero perché adeso non facio a tempo addio Elisa
1 A partire da questa lettera 25 è presente una numerazione progressiva del carteggio redatta nel corso del XX secolo. In alcuni casi risulta
non leggibile.
2 Pirzio Biroli Stefanelli 2000, p. 420, nota 20.
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