Page 65 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
LETTERA 22
Al Signor Camillo Pistrucci
Per ricapito
al Caffè in Piazza di Pietra
Roma
Parigi 17 ottobre 1840
Camillo mio,
Credo che non ti lagnierai che non ti scrivo anzi per motivo della posta dubito che sara tropo speso ma il contrario ti
ho promesso di darti le notizie di Federico quale grazia a Dio non gli è tornata più la febre ma la deboleza e grande,
seguita a prendere tuti li giorni li soliti bocconi di solfato ma questa matina il dottore ne ordinati sei ne ha calati due.
ieri sera volle metteli un vesigantino al bracio dicendo che è per prevenire che non torni la febre e vorebe che lo tenese
operti sino a marzo tanto più che deve andare in Londra esendo un clima molto più fredo di questo e di quelo di Roma
e che esendo così debole potrebe prendere un rafredore e il visigante puole prevenire anche a questo ma subito che si
chiude lo fanno chiudere per non [...] si tanto vedi che ogi si sente molto pegio di ieri la testa ogi non li rege e ieri alzo
per due ore e non gli dette fastidio lo stare a sedere vicino al foco, ogi si è riazato ma li da molta pena e li conviene
tornarsene in letto e li ha prodotto il visigante un gran urto a nervi perciò è meglio il farlo chiuderlo non vedemo le
ora di potersi levare di qui e terminare questo viaggio, ci figuriamo che tu dovevesi avere ricevuta lettra di Londra noi
poi stiano al linbo non siapiamo più niente di nesuno, di te è un mese che non abiamo alcuna nova, per carità scrivici
a Londra a posta restante che cosi quando Dio vorrà che ci andiamo che sava subito che sono tornate un poco le forze
a Federico almeno non staremo lungo tempo a ricevere tue notizie unite se poi a quelle di Nina Pippo le creature che
se gli scrivi saluta tanto da nostra parte unita alla Balia e tutti li amici da ancora le notizie di Povera mia sorella e di tutti.
Resto salutandoti da parte di tutti e tre e abbracciandoti di Core ti mando la S. Benedizione sono la tua aff.ma
Madre
B. Pistrucci
Queste righe che scrivo due ore dopo Mammà. Prima di tornarmene a letto e provare a mangiare qualche cosa e
così tanto ho potuto reggere in piedi e vi reggo.
Camillo mio che ci vorresti fare? ci vuol pazienza soffro ma molto più nel morale che nel fisico mi sento benissimo e non
è adesso che un’estrema debolezza che mi abbatte finirà presto e così subito subito termineremo il nostro viaggio il quale
riprenderà lo stesso tenore di prima e cioè terminerà benissimo, il coraggio ti assicuro non l’ho perduto e arriverò a Lon-
dra con lo stesso animo con il quale partii; solamente forse bisognerà che adattandomi alle circostanze mi contenga un
poco diversamente. Salutami tanto Seni e digli che l’altro giorno avemmo una visita di Monsignor persona eccellentissima
e di cui gli dirò tutto un’altra volta. Salutaci la Balia; addio stai bene e non ti prendere pena.
[Federico]
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