Page 53 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
P. 53

I. Epistolario famigliare, 1833-1855



             studi il disegno lo faccio anchora io per far piacere a Papà e non stare senza far niente allo studio suo dove non
             posso portare le camice sue da accomodare che gli si sono tutte rotte con le buone bucate [?] che fanno per le
             locande. Prega Iddio faccia guarire Papà e staressimo tutti insieme un’altra volta che lo desidero di cuore. Addio
             a tutti a voi Mammà mia vi domando la S.B. come lo stesso fa Raffaelle che per la prescia da andarsi vestire se ne
             era dimenticato. Dando mille bagi a tutti di cuore mi dico Vostra aff.ma figlia e sorella
             Elena
             Salutate tutti da parte mia e ditemi se Pitino sta bene. Addio. Papà si è dimenticato da mettere la data e per non
             fargli rimettere gli occhiali la metto io
                                                                                         Londra di 22 agosto 1840

             1  Pistrucci, malgrado le sue pessimistiche previsioni, morirà 15 anni dopo nel 1855.
             2  Lettera 10, nota 1.
             3  Per gli studi di ingegneria di Federico iniziati nel 1833 v. lettera 1.
             4  Per gli esordi dell’attività artistica di Pistrucci v. lettera 1.
             5  Monsignor Antonio Tosti (1776-1866), cardinale dal 1839, Tesoriere Generale della Zecca di Roma (1834-1843). Riorganizzatore della vita
             economica dello Stato della Chiesa, svolse opera intensa a favore dello sviluppo dell’Ospizio di S. Michele a Ripa Grande e dell’Accademia
             di S. Cecilia. Per gli interessi culturali e l’attività collezionistica di Tosti v. dinoia 2012, pp. 555-568. Per i rapporti con la famiglia Pistrucci v.
             anche lettera 55 (fig. 30).
             6  Allude al breve soggiorno a Roma alla fine del 1839, le cui motivazioni non sono ancora state chiarite.
             7  Lettere 9-10.
             8  Per il disguido finanziario con il banchiere Torlonia v. lettere 9-10.
             9  I ritratti in conchiglia di Raffaele erano ripresi dai modelli del padre (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 133-137, nn. 100-101, tav. 30 per
             quello del duca di Wellingon; p. 145 ss., nn. 117-121 per quello della Regina). È attribuibile a Raffaele il cammeo in conchiglia presso il Victoria
             & Albert Museum (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, tav. 30d), contrariamente a quanto affermato in marSh 2003.
             10  Il breve scritto di Elena è inserito tra le righe a foglio rovesciato ed è pertanto di incerta lettura.



                Le lettere da Londra si interrompono. Un mese dopo, il 20 settembre, la moglie Barbara è a Civitavecchia con
                Federico e Elisetta in procinto di imbarcarsi per intraprendere il viaggio per Londra. Federico scrive a Camillo,
                rimasto a Roma, la prima di una serie di lettere che lo metteranno al corrente prima del viaggio, poi dell’incontro
                con il padre e con la sorella Elena e il fratello Raffaele e delle successive vicende. Dal testo delle lettere si
                comprende come la decisione di Barbara di vendere tutto e raggiungere il marito con il resto della famiglia sia
                stata unilaterale e come Pistrucci, che non era evidentemente d’accordo malgrado le appassionate affermazioni
                delle lettere precedenti, non fosse stato avvertito. La frase di Federico “Papà non ci spaventa affatto” nella lettera
                del 5 ottobre è indicativa. Il testo delle lettere successive lo confermeranno.
                Camillo rimane a Roma dove la sua posizione di scultore è buona; è inserito nella cerchia degli scultori dello
                studio di Thorvaldsen al quale il padre lo aveva raccomandato nel 1828 con una lettera (v. II. Lettere di Benedetto
                Pistrucci, 1b). Il suo nome figura negli elenchi in appendice a Walks through the Studii of the Sculptors at Rome
                by Count Hawks Le Grice, Rome 1841 dai quali si apprende che ha studio in via de’ Cappuccini 19.











                                                                              Fig. 11 - Roma, Museo della Zecca.
                                                                                    Benedetto Pistrucci,
                                                                          Ritratto del duca di Wellington, cera su ardesia
                                                                                      (MZ 100) (1:2).
                                                                                 Fig. 12 - Maria Elisa Pistrucci,
                                                                                Ritratto del duca di Wellington,
                                                                                impronta in gesso di un cammeo
                                                                                    firmato M. E. P. (2:1).






                                                                                                                  47
   48   49   50   51   52   53   54   55   56   57   58