Page 49 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855










              LETTERA 10
              Mostra 1955, p. 91, vetrina G - n. 12

              Alla Sig.ra Barbara Pistrucci
              Via Felice n° 22
              Roma
                                                                                          Londra li 13 luglio 1840
                                                                                                     Royal Mint
              Cara Mammà e Tutti,
                                                                      1
              Scrivo io perché Papà lavora il marmo, sabbozza da sè una figura , lavoro unico che puol fare con gli occhi così
              indeboliti. Li giorni passati si è mutato due e tre camice il giorno intinte di sudore già sapete che è stile suo abbozzare i
              lavori da se ma questa volta è necessità perché non solo non potrebbe pagare abbozzatori ma non ha potuto neppure
              comprare un pezzo di marmo per fare questo lavoro (che non è ordinato) e così gli è convenuto cominciarlo sopra un
              avanzo d’un busto che fece anni fa e per farcelo venire malamente stato più di otto giorni dalla mattina appena giorno
              fino a due ore prima di mezzanotte a disperarsi. Veniamo a cose anche piu serie di questa, abbiamo ricevuto la vostra
              lettera e ci ha fatto piangere tutti, ce l’aspettavamo così accadesse dopo quella lettera che Papà per la prima volta
              dopo quindici anni che state in Roma è stato costretto con suo grandissimo dispiace a scrivere ma non si può andare
              contro il destino lo sbaglio del banchiere o sia di noi tutti ci ha fatto trovare cosa è stata una gran fatalità, se Papà si
              fosse potuto immaginare una cosa simile non avrebbe certamente fattovi avvisare all’improvviso una notizia simile,
              egli però non avrebbe potuto trovar denaro per la ragione della disgrazia degli occhi che gli ha impedito di continuare
              il cameo col retratto della Regina  e la medaglia del duca  sulle quali avrebbe certamente trovato chi li comprava, sono
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              più di due anni che non può fare un lavoro che gli porti una soldo extra della paga e quella viene assorbita quasi
              tutta da trentacinque ogni due mesi onde non c’è da farsi meraviglia se alla fine dopo le tante spese del viaggio ci
              troviamo in queste circostanze sarebbe però molto peggio se fossimo morti, allora sarebbe finita ogni speranza per
              noi. È Papà che mi detta cosi non vi sarà meraviglia se scrivo come una donna attempata ma però vi dico io stessa
              che ho il giudizio di vedere che non può fare di più, sono più di quindici giorni che non è sortito e non si puole
              più mettere gli stivali per li piedi gonfi e dice che va a letto senza rammarichi quando sa che ha fatto più di quello
              che le forze fisiche gli permettono se Dio gli da la salute fra qualche settimana potrà almeno mostrare questa figura
              abbozzata e forse trovare chi gli dica di comprarla che Dio sia quello che faccia verificare questo altrimenti se non si
              apre qualche strada Dio sa come ci troveremo tutti. Speriamo che tutto vada bene e che non sia che una burrasca di
              quelle che accadono a tutti gli uomini che hanno il cuore bono che piuttosto che vedere vivere di privazione quelli
              che li avvicinano spendono tutto quelle che guadagnano e si trovano poi nelle disgrazie senza denari ne da poter
              tenere in piedi gli altri ne se stessi. Veniamo ad altro Papà vi ordina di tirare al solito la cambiale di trentacinque lire il
              primo del mese entrante agosto perché cosi sarà sicuro che alla scadenza riscaterà il trimestre ed avrà di che onorarla
              bene intesi che sia come tutte le altre a sessanta giorni data. Noi faremo come potremo dovete pensare che fra una
              settima e due non avremo piu un soldo dell’ultimo trimestre che fu riscosto perché ci cavassimo le trentacinque lire
              della cambiale di Roma e tanti altri debitucci i quali in questo paese non si possono tenere in dietro, Papà si è già
              privato di diverse cose di valore per liquidare coi banchieri e per vivere fino a che fu presa la mesata. Aveva detto di
              mandarvi qualche cosa a nome di Cammillo per andare avanti qualche giorno ma gli è mancata la possibilità di farlo
              e così ci avrete avuta pazienza. A Papà gli è dispiaciuto molto la maniera colla quale vi siete espressa nella vostra
              lettera sul punto della casa e del piano dovete conoscerlo che non fu che un effetto della lusinga che aveva quando vi
              disse di non cambiare ne di casa ne di vendere il piano di guarire degli occhi e aver potuti finire li lavori che ha detti,
              perciò vi dice che lui fino a che avrà fiato non vi dirà mai chi vi cala quello che vi ha dato con le fatiche sue fino ad
              ora né vi dirà mai di privarvi di ciò che vi puo far piacere, questo non lo sentirete mai da lui. Rapporto poi al venire
              qui vi dice che non dovrà mai che vi faccia venire per pena ma gradisce molto ciò che gli dite che vi contentereste di







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