Page 47 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
LETTERA 9
Mostra 1955, p. 91, vetrina G - n. 11
Alla Signora Barbara Pistrucci
Via Felice n° 22
Roma
Li 12 giugno 1840, Royal Mint
Carissimi tutti,
Poco vi scrivo perché non ho la testa al segno suo. Non vi avrei scritto e avrei lasciato correre il tempo come ho
fatto altre volte se non avessi avuto meco questi due cari figli che mi costringono che è già da qualche giorno a
farlo perché vedono le mie circostanze e preveggono gli interessi in cui mi espongo se non lo facessi in tempo.
Così vi dico che siccome ben sapete gli occhi miei benché appariscono piu chiusi di prima nulla di meno non mi
permettono ancora d’aplicarli a cose piccole e questo ha fatto si che io non ho potuto per quanto ci abbia (contro
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le mie forze) provato finire un cameo che speravo fosse di gran risorsa per tutti dopo le spese dette che ho fatte
nell’anno passato ed in questo senza aver fatto un soldo di lavoro straordinario cosiche non posso contare che
la mesata o sia trimestre, voi dunque ben vedete che noi qui restassimo senza un soldo da campare per tre mesi
se vi dessi ordine di continuare con la solita cambiale di trentacinque perché me ne scaderà una che già vi ho
segnata, e sarà a me presentata in pagamento i primi del mese entrante, indi ne verrebbe un’altra nello stesse
mese da eccettare da me che scadrebbe appunto due mesi dopo presa la mesata così sarebbero settanta lire che
leverei da settanta cinque e ne resterebbero quatro e diciotto scellini e mezzo levandovi diciotto soldi di ricevuta,
per tutti voi da vivere tre mesi, di più sono costretto di dirvi che mai mi sarei aspettato di dover tanto presto venire
a questo punto se non mi fosse accaduto uno sbaglio nodabbile co miei banchieri, ed è che li denari che io presi
da Torlonia a Roma sulla mia lettera di credito, credevo che appena pagati da esso a me, ne dasse avviso al mio
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banchiere ma come siano queste cose io non sono negoziante e non lo posso capire, il fatto è che due mesi fa
feci i conti co miei banchieri e mi davano credito di cento e trentasei lire sterline.
Io adunque pensava che avessero di già difalcati i denari che io avevo fatta tratta in Roma ma no mi sono
ingannato purtroppo, è stato tutto al contrario, le cambiali di Torlonia non erano ancor tutte venute quando feci
conti con loro e dopo di quel tempo ne hanno pagate due, una di cinquanta lire e l’ultima di quaranta cosi che io
mi sono trovato nella maniera la più angustiata del Mondo ed è che invece d’essere io creditore con loro di più di
sessanta lire sono debbitore quest’oggi di ventidue. Immaginatevi quando mi hanno data questa notizia. Dunque
io dopo avervi dato moglie mia e figli miei questo schiarimento con mio gran dolore sono costretto a dirvi che
non facciate alcuna cambiale con Folchi al primo del mese entrante, che non ve ne date per intesi perché
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altrimenti mi farebbe far troppa cattiva figura e che aspettiate con pazienza la providenza che spero per mezzo
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di Dio potrò mandarvi subbito che prendo il trimestre al primo del mese entrante , io darò ordine al banchiere
mio che faccia pagare a Cammillo quella piccola somma che potrà sul momento levarmi come se volessi che mi
comprasse qualche cosa e cosi non si faranno ciarle di me, indi se Dio mi darà vita e forza da rimettermi nel piede
ordinario le darò ordine che faciano pagare altra piccola somma nello stesso modo e così spero non ci morirete
di fame. Io ho già cominciato qui perché sono già tre giorni che spendiamo uno scellino a testa per mangiare e
non so come si finirà il mese così dunque regolatevi per quindici o sedici giorni che avrete ritardo d’aver qualche
cosa da tirar avanti. Io figli miei vi do l’anima mia se la ho ma se non la ho la pena mia sarà sempre maggiore
del vostro soffrire, non scrivo di più non ho la testa vi mando un milione di bagi. e Dio ci ajuterà
addio tutti sono Vostro aff.mo
Marito e Padre
B. Pistrucci
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