Page 55 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855










             LETTERA 14

             Al Sig.r Camillo Pistrucci
             Per ricapito al
             Caffè in Piazza di Pietra
             Roma
                                                                                       Marsiglia 23 settembre 1840
             Carissimo Figlio,
             Ti scrivo queste due righe per darti le nostre notizie che grazia a Dio siamo arivati ieri sera al sette dopo il mezzo
             giorno felicemente bene siamo stati molto sturbati con lo stomaco che ci è convenuto stare sempre in letto e per
             conseguenza abbiamo fatto de digiuni lungi solo che ieri circa due ore prima di rivare ci riuscì di alzarsi e per
             alzare il coragio dice Elisa che si pregava giaché il mare non ci a dato mai ocasione di avere timore e grazie a
             Dio e andato tutto bene. Federico non ti puole scrivere giache dal momento che si e alzato si è messo in giro per
             conbinare tutto e ogi alle cinque partiremo per Avignone e ho a Lione ho a Parigi dice Federico che scriva tutto
             in dettaglio si del Viaggio come della spesa.
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             Salutaci la Balia Casa Minetti  zia Nina Casa Fatante Seni e se a ocasione di scrivere alla sorella facia sapere le
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             nostre notizie unite ai nostri ringraziamenti se non ti facese incomodo di passare da zio Toto e zio Clemente
             (figg. 24, 33). Ti saluto da parte di Federico Elisa come lo steso faccio io abbracciandoti di cuore ti mando la S.
             Benedizione mi dico
             Tua Aff.ma Madre
             B. Pistrucci

             P.S. Ho scritto a Pippo non potendo sapere se Nina ne sia intesa ancora; salutaci Checco che si ricordi quello che
             gli raccomandai.

             Camillo mio,
             questa volta proprio non ho potuto scriverti lo farò ad Avignone, o a Lione, o a Parigi, dandoti i più minuti
             ragguagli di tutto. Addio
             Riapro la lettera per ricordarti di Prosperi . [Raffaele]
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             Camillo mio anch’io sto benissimo e piena di coraggio, addio . [Elisa]

             1  Un Luigi Minetti “procuratore rotale” è indicato nel 1841 in piazza Rondanini n. 29 (Almanacco 1841, p. 126).
             2  Clemente Folchi (1780-1868), ingegnere e architetto romano, figlio di Pietro e Lutgarda Scarsella, fratello di Barbara, moglie di Benedetto.
             Aveva studiato presso lo studio dell’Architetto Andrea Vici e ne aveva sposato la figlia. Membro della Commissione dei pesi e misure (1810),
             socio dell’Accademia dei Lincei (1813), membro dell’Insigne Pontificia Accademia di S. Luca (1814 a soli 34 anni), architetto particolare di
             Gregorio XVI e Pio IX, consigliere del Comune di Roma, socio della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, membro della Commissione
             di Antichità e Belle Arti, direttore dei lavori per i fiumi Aniene e Maroggia, Reggente della Congregazione artistica del Pantheon, Presidente
             delle Accademie Tiberina e di S. Luca (1841-1843), architetto della R.ma Fabbrica di San Pietro e della Basilica Lateranense, architetto in
             Roma per le fabbriche del Gran Duca di Toscana, Ingegnere della Consulta e della Sagra Congregazione, delle Acque e delle Strade, membro
             dell’Istituto di Sarchitettira Britannica, dell’Arcadia, delle Accademie di Belle Arti di Venezia, Firenze, Bologna, Ravenna e Perugia. La sua opera
             più importante fu il traforo per le acque dell’Aniene di due gallerie nel Monte Catillo a Tivoli (BuSiri viCi 1959; DBI, 48, 1997) (G. Bonaccorso).
             Nel 1816 quando Pistrucci fu eletto all’Accademia di S. Luca, Folchi si astenne correttamente dal voto. Lo zio Clemente è nominato più volte
             nelle lettere della sorella e dei nipoti (nella lettera 29 e ss.) per una “macchinetta” o “istrumento per sentire” procuratagli dai nipoti a Londra
             e inviata a Roma con qualche difficoltà. Nella lettera 43 si accenna alla sua nomina a Presidente dell’Accademia di S. Luca.V. anche lettera 9.
             3  Per i “mercanti” Prosperi v. lettera 34, nota 9.
             4  Manca la firma, ma è la grafia di Elisa.







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