Page 59 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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I. Epistolario famigliare, 1833-1855
LETTERA 17
Al Sig.r Camillo Pistrucci
Per ricapito al
Caffè in Piazza di Pietra
Roma
Pariggi 2 Ottobre 1840
Camillo mio,
Ecoti le nostre notizie le quali siamo rivati felicissimamente in questa Città il giorno 29 alle sei della sera e con
gran coragio se avesimo potuto seguitare il nostro viagio cosi solecito; ma ha Federico, dopo montati in diligenza
a Lione, gli prese la febbre e non fu tanto forte, ma il secondo giorno gli torno piu forte che l’accompagnio fino
a Parigi dove gli convenne mettesi in letto, ho sia stato lo strapazo ho lumido preso per tre notti continoe nella
diligenza avendo trovate sempre del persone che volevano tenere le fenestre aperte tutta la notte e così li sono
tornate le febri ostinate; ieri che era il secondo giorno che eravamo qui si alzo da letto e stando sopra un sofà
poteva stare in piedi ma verso le due li incominciò a tornare il fredo che gli convenne tornare in letto e li dette fori
la febre; che ancora li dura con un poco di impegnio alla testa: si è presa una dosa di pilole e voglio sperare che
non gli tornera altra febre, e che gli ritornino le forze per proseguire il nostro viagio, e levarsi da questa spesa di
stare su una locanda, che questo pensiere solo per Federico li fa crescere il male: non ti volesimo scrivere subito
il primo giorno che eravamo rivati qui, sperando che Federico si potese rimettere in forza e cosi scriveti quando
saressimo partiti per Londra come faremo prima della nostra partenza di scriveti e se si dovemo trattenesi per piu
giorni qui ti riferiremo dandoti le notizie di Federico le quali voglio sperare che saranno migliore. Ieri mandasimo
alla posta e ci fu trovata solo che la lettra di Seni unita a quella de nunzio che gli deve portare Federico. Questa
matina rimanderemo alla posta per vedere se ci fosse la lettra di Londra per poterti scrivere la direzione della
casa acio ci scrivi subito dandoci le tue notizie quali spero che starai bene. Salutaci tanto la Balia e digli che non
passa giorno che non parliamo di lei, quando va da Nina li dica che io non mi dimentico mai di lei davero e che
lo steso faccia lei con me; mi dia tanti baci alle tre creature ma particolarmente Emilia mia gli ramenti di povera
Nonna che non lo potuta piu rivedere ... Salutaci tutti di Casa Minetti e Tonbesi, dirai alla sposa che si ricordi di
dare le mie notizie ha quella persona che gli dissi e gli dica da mia parte che lo rigrazio di quello che ha fatto per
me e che voglio sperare che non se ne scorderà mai di me e la mia famiglia; se lei non potesse parlarci potrebe
pregare il Sig.re Canonico che lo conosce a dirgli ciò che ho scritto. Salutaci Seni con la sposa ti racomando
povera zia Nina giache non gli scrivo per non fargli spendere dagli le nostre notizie e quando potrai ricordati di
dar quella roba a Tota; se ai ocasione di passare da zio Toto e zio Clemente dagli li nostri saluti uniti alle nostre
notizie, se poi andare dalla Sora Ana Marja Fabri dagli tanti saluti da nostra parte unito alle notizie notizie (sic)
e che da nostra parte saluti Lalla, la Sora Nena e Marianna e tutti li omini di ambedue le case. Scusami di tutte
queste secature ma altrimenti si prendeno colera tutti. Se posso scriverò due righe a Nina.
Saluto e ti mando la S. Benedizione ed abbracciandoti di Cuore mi dico
Tua Aff.ma Madre
B. Pistrucci
Pariggi 2 ottobre 1840
Camillo mio,
eccoti ha mantenerti la promessa di scriverti. Avrai già inteso da Mammà le nostre notizie, tanto del Viaggio,
quanto di Federico che sta a letto co la febbre e con un poco di male di testa, ma dice peraltro che gli pare di
sentirsi un poco meglio, e voglio sperare che sia. Tanto io che Mammà stiamo bene. Camillo mio credo che ci
scriverai presto perché non vedo il momento di sentire le tue notizie, spero però, che siano buone. A Londra ti
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