Page 312 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Giuseppina Pisani Sartorio







        A fronte:           precedenti solo per dovere di bibliografia o quando mi hanno suggerito qualche
        Figura 2 -- Il dittico   riferimento a fatti o simbologie da me presi in considerazione.
        dell’Apoteosi o della
        Consecratio, particolari:   Vediamo allora di rileggere la scenografia del dittico.
        a) monogramma (Valerius
        Romulus C(larissimus)   Il monogramma (Fig. 2a)
        V(ir)) e scena superiore   valerivS romvlvS C(larissimus) v(ir), riprendendo la lettura del Pulszky e del Dal-
        (ascesa in cielo o divinatio
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        di un personaggio   ton , ben sapendo che in questi monogrammi non sempre è facile interpretare i
        imperiale: Massimiano?);   simboli e le lettere intrecciate fra di loro in modo criptico .
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        b) scena centrale
        (pira per la divinatio   La scena inferiore: la pompa trionfale (Fig. 2c)
        di Valerio Romolo);
        c) scena inferiore (pompa   Il personaggio trasportato sulla tensa con in mano le insegne del potere (hasta
        trionfale di Massenzio);   pura nella sinistra e ramo di alloro nella destra) può essere solo un Imperatore che
        d) scena inferiore   celebra il trionfo per una vittoria (Fig. 2d), dalla quasi totalità della bibliografia in-
        (imperatore trionfante   terpretato come un funus imperiale: ma il funus era triumpho simillimum .
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        su tensa). Londra,
        British Museum           E questo Imperatore è – a mio parere – Massenzio, anche se: Is Maxentius carus nulli
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        ©The Trustees of the    umquam fuit , come racconta la storiografia ufficiale e pro-costantiniana dell’epoca.
        British Museum. All rights   Marco Aurelio Valerio Massenzio (Fig.  3) , unico figlio maschio legittimo
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        reserved
                            dell’augusto Massimiano, che con Diocleziano aveva dato vita al sistema tetrarchico
                            di governo dell’Impero romano, nasce forse in Siria tra il 275 e il 283 (probabil-
                            mente nel 279/280). Era genero di Galerio e di Valeria Eutropia, in quanto ne aveva
                            sposato nel 298/300 la figlia, Galeria Valeria Maximilla, dalla quale aveva avuto due
                            figli, Valerio Romolo e un altro, di cui non si conosce il nome.
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                                 La tensa, o meglio, il pilentum , sul quale viene trasportato in trionfo, del tutto
                            simile a quello del corteo trionfale nel fregio continuo dell’Arco di Costantino, è
                            trainato da quattro elefanti, che possono rappresentare non solo l’eternità e l’apoteosi,
                            ma compaiono spesso in contesti trionfali e su monete o altri oggetti e possono
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                            anche identificare simbolicamente l’Africa .


                            22    V. nota 7 per le diverse letture del monogramma.
                            23    Cfr.  i monogrammi su altri dittici (rari) o – per esempio – quello, famoso, di Carlo Magno.
                            24    Sen., Dial., VI, III, 1; PlB., 6,53; hdn., 4,2; arCe 1988, 2000a e 2000b.
                                PS. aur. viCt., epit., 40, 14. donCiu 2012, p. 21 […] Le “tiranne” Maxence est né dans les scrinia de la pro-
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                            pagande constantinienne.
                            26    Mi sembra evidente che, in un oggetto di dimensioni così ridotte, i ritratti dei personaggi raffigurati non
                            possano essere “fisiognomici”: si tratta di volti con connotati generici (barba e baffi più o meno folti), anche
                            se corrispondono alla iconografia dell’epoca, ad es. quella sulle monete. Sui ritratti di età tetrarchica, cfr. Balty
                            2005, pp. 33-54 figg. 33-54 (Massimiano) e pp. 75-93 figg. 47-72 (Massenzio), con bibliografia precedente.
                            27    PiSani Sartorio 1988, pp. 40-41 fig. 33; cfr. nota 1.
                                Ad es. in una forma di terracotta da Olbia con scena di trionfo di Diocleziano e Massimiano, la tensa è
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                            trainata da quattro elefanti: Gualandi 2010, III, pp. 1915-1933. In SCullard 1974 il dittico è citato a p. 253 e le
                            monete con elefanti a pp. 202-204, 248, 254; kiileriCh 2012 ricorda che una quadriga di elefanti si trovava forse
                            sull’arco di Tito o genericamente “in via Sacra” e venne restaurata nel 535-536 (CaSS., var., X, 30,1; arCe 1993,
                            p. 109). Calò 2015, pp. 37-86: il dittico è citato a p. 57 nota 185 e p. 82 fig. 29b per la presenza di elefanti e
                            con la solita bibliografia, datazione (fine IV sec.) e attribuzione (Simmaco); a p. 56 nota 175 si dice che […]
                            Due medaglie d’oro del 287 mostrano Diocleziano e Massimiano su una quadriga di elefanti simile a quella
                            che farà coniare Massenzio nel 310 […].


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