Page 317 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Il Dittico dell’“Apoteosi”. Una rilettura
Nella seconda scena del dittico, dove appare un Figura 4 -- Roma, Impero.
giovane su carro trionfale che ascende al cie- Massenzio (306-312 d.C.)
lo, potrebbe essere rappresentata appunto la per Romolo divinizzato.
Mezzo follis, zecca di
divinizzazione del figlio Romolo, nel qua- Ostia, fine 309 - ottobre
le Massenzio aveva riposto le sue aspira- 312 d.C.
zioni per una dinastia imperiale, ma che Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano,
avrebbe potuto riservare all’altro figlio inv. 100025
superstite.
Valerio Romolo non è un impor-
tante personaggio storico, ma fa parte
della storia: grazie alle monete la ve-
nerazione di Romolo dopo la morte si
diffuse anche in alcune aree del nord
dell’Italia. La scoperta del tesoro di Čentur
sembra confermarlo : tra gli oggetti preziosi
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e le monete venne rinvenuta una fibula aurea
con l’iscrizione maxenti vinCaS - romvle vivaS, che sono
indice di una efficace propaganda di Massenzio e
della sua stirpe ai margini del suo Impero.
Inoltre un’iscrizione frammentaria di gran-
di dimensioni in marmo è stata trovata sopra
l’Arco di Costantino con dedica di un colos-
sus a Romolo, figlio di Massenzio, da parte
di L. Cornelius Fortunatianus, governato-
re della Sardinia sotto Massenzio: si tratta
forse di un restauro della base della statua
colossale di Nerone, ridedicata al figlio Ro-
molo divinizzato? L’iscrizione venne ovvia-
mente rimossa dopo la disfatta di Massenzio
nel 312 e inserita come materiale di riempi-
mento nell’attico dell’arco dedicato a Costantino
dal Senato e dal popolo romano nel 315 .
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49 Nel 1975 un ripostiglio di monete d’oro e di altri oggetti preziosi d’incerta provenienza, ma ipoteticamente
localizzabile tra Aquileia e Čentur e databile intorno al 310, fu disperso sul mercato antiquario (le monete di
Massenzio sono la maggioranza). donCiu 2012, pp. 109-110; CalleGher 2015, p. 151 e nota 71. La fibula è oggi
conservata nella collezione del Prähistorische Staatssammlung a Monaco di Baviera.
50 enSoli 2000, pp. 86-88 e nota 104; Curran 2000: l’A. cita l’iscrizione a p. 65 nota 119. Anche E. Marlowe
(marlowe 2006, pp. 223-242), riferisce, a p. 228 nota 34, di interventi sul Colosso di Nerone da parte di Massen-
zio attestati da tre frammenti di un’iscrizione a lettere monumentali; la notizia assume un significato particolare
nella radicale trasformazione urbanistica del centro di Roma da parte di Massenzio. L’iscrizione, presentata agli
incontri di studio di Archeologia Laziale nel 1988, pare sia ancora inedita. Nessun autore nelle successive citazio-
ni ha mai dato il testo completo, né le dimensioni esatte, né foto dell’iscrizione. donCiu 2012, p. 136 nota 128.
Anche Massenzio – come poi avvenne nell’arco di Costantino – utilizzò decorazioni o sculture di edifici prece-
denti, come il Colosso (leGa 1993, pp. 295-298), la statua rilavorata nella basilica nova sulla Velia (Coarelli 1993,
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